Gli esordi e la ricerca di un'identità
Quando Infiniti debutta negli Stati Uniti alla fine del 1989, il contesto è quello di un'industria giapponese che cerca legittimazione nel segmento premium, tradizionalmente dominato dai marchi tedeschi. La gamma di lancio, composta da Q45 e M30, propone tecnologia avanzata e raffinatezza costruttiva, ma la strategia di comunicazione iniziale, più orientata a evocare atmosfere e filosofia che a mostrare le vetture, non convince pienamente il pubblico.
Negli anni Novanta il marchio allarga la gamma con berline come la G20 e, nel 1997, entra nel segmento dei fuoristrada di lusso con la QX4. Nonostante l'ampliamento dell'offerta, all'inizio degli anni Duemila Infiniti attraversa una fase di forte incertezza, complice anche la crisi che in quegli anni investe l'industria automobilistica giapponese.
La svolta sportiva e l'arrivo in Europa
La ripartenza del marchio passa da una scelta precisa: proporsi come alternativa dinamica e sportiva alle berline premium tedesche. La G35, lanciata nei primi anni Duemila, diventa il modello simbolo di questa nuova fase e ottiene riconoscimenti importanti nella stampa specializzata internazionale, contribuendo a rilanciare l'immagine di Infiniti come costruttore capace di unire tecnologia e piacere di guida.
Forte di questo rinnovato slancio, nel 2008 Infiniti sbarca per la prima volta in Europa, con una sede regionale stabilita in Svizzera per coordinare l'attività in oltre venti mercati del continente. Negli anni successivi il marchio investe anche nella visibilità sportiva, legando il proprio nome alla Formula 1 come sponsor e come partner tecnico per lo sviluppo di soluzioni ibride ad alte prestazioni.
Il ritiro dai mercati occidentali
Nonostante gli sforzi, il posizionamento di Infiniti in Europa resta fragile: il marchio fatica a costruire una reputazione paragonabile a quella dei concorrenti tedeschi ormai radicati da decenni. Tra il 2019 e il 2020 Nissan decide così di ritirare Infiniti dall'Europa occidentale, oltre che da Australia, Nuova Zelanda e Corea del Sud, concentrando le risorse sui mercati considerati più redditizi.
- Cessazione della produzione europea dei modelli compatti Q30 e QX30 nello stabilimento britannico di Sunderland, nell'estate del 2020.
- Focus strategico ridefinito su Nord America, Cina, Taiwan e Medio Oriente.
- In Italia e nel resto d'Europa, oggi le Infiniti si possono acquistare solo sul mercato dell'usato, mentre restano attivi i servizi di assistenza per i clienti già proprietari.
Tecnologia e filosofia di design
Infiniti ha sempre cercato di distinguersi puntando su soluzioni tecniche non convenzionali. Tra le innovazioni più significative introdotte nel corso degli anni figurano il motore VC-Turbo, il primo propulsore di serie al mondo capace di variare in tempo reale il proprio rapporto di compressione, e sistemi come l'Around View Monitor per la visione a 360 gradi in manovra, oltre a una sterzata elettronica senza collegamento meccanico diretto tra volante e ruote.
Sul piano stilistico, il marchio rivendica un'estetica ispirata al lusso giapponese contemporaneo, pensata per distinguersi visivamente dalle proposte più convenzionali dei costruttori europei, privilegiando linee fluide e un'attenzione particolare alla cura degli interni.
Infiniti oggi
Dopo la riorganizzazione degli anni scorsi, l'offerta Infiniti si è progressivamente concentrata sui SUV, con modelli come QX50, QX55, QX60 e QX80 a costituire il cuore della gamma nei mercati ancora attivi, principalmente Nord America e Cina. La berlina Q50, per anni modello di punta del marchio, ha visto la propria produzione avviarsi verso la conclusione, segnando il passaggio a un catalogo quasi interamente orientato ai fuoristrada di lusso.
Guardando al futuro, Infiniti ha dichiarato l'intenzione di accelerare sull'elettrificazione della propria gamma, in linea con la strategia complessiva del gruppo Nissan verso una mobilità sempre più elettrica.







