Le origini: una coupé per completare il debutto del marchio
Quando Infiniti si presenta al pubblico nel 1989, la scelta di affiancare all'ammiraglia Q45 anche un modello più contenuto risponde a un'esigenza precisa: mostrare da subito un'offerta articolata, capace di intercettare un pubblico più giovane e meno impegnato economicamente rispetto a quello della berlina di punta.
La M30 nasce quindi come costola sportiva della gamma, ottenuta rivestendo con un'identità nordamericana il Nissan Leopard di seconda generazione, coupé già rodata sul mercato interno giapponese. L'operazione consente a Infiniti di avere un secondo modello pronto alla vendita senza dover sviluppare da zero una piattaforma inedita.
Potenza
162 CV a 6000 giri/min
Motore V6 e sospensione Sonar
Sotto il cofano lavora l'unico propulsore disponibile per tutta la carriera del modello: il V6 3.0 litri VG30E, capace di 162 CV a 6.000 giri e 244 Nm di coppia a 3.500 giri. L'abbinamento è sempre con il cambio automatico a 4 rapporti Jatco RE4R01A: non è mai stata prevista un'alternativa manuale.
- Trazione posteriore in ogni versione
- Sospensione Sonar II con sensore posto sotto il paraurti anteriore, che scansiona il fondo stradale e regola istantaneamente l'ammortizzazione
- Prestazioni nella media del segmento, con uno scatto da 0 a 100 km/h giudicato dalla stampa dell'epoca meno vivace rispetto ai rivali più potenti
Anni di produzione
1989-1992 (anno modello 1990-1992)
Coupé e cabriolet: due carrozzerie, un'unica base
Fino al 1990 la M30 è proposta solo come coupé due porte. Dal 1991 arriva la variante cabriolet, pensata per contendere terreno a proposte come la Mercedes-Benz SL di allora: la capote in tela è elettrica, con azionamento completamente automatico a pulsante.
La cabriolet, però, non nasce in fabbrica insieme alla coupé: viene realizzata attraverso conversioni effettuate negli Stati Uniti a partire da esemplari già completi, il che la rende oggi ancora più rara della coupé sul mercato del collezionismo. Dal 1991 anche la plancia viene aggiornata riprendendo elementi già visti sulla Q45, per dare maggiore continuità stilistica alla gamma.
Perché la M30 non ha lasciato il segno
Nonostante un prezzo di partenza competitivo, inferiore a quello della rivale Acura Legend, la M30 viene accolta con freddezza dalla critica dell'epoca: lo stile appare già superato al debutto, e la potenza del V6 non basta a reggere il confronto con motorizzazioni più brillanti offerte dai concorrenti giapponesi.
Il risultato è una carriera commerciale breve, appena tre anni, al termine della quale Infiniti decide di non proseguire con un'erede diretta in formato coupé: il testimone passa alla berlina J30, che il marchio giudica più adatta a intercettare la domanda del pubblico americano.





