Un debutto pensato per stupire
La Q45 arrivò sul mercato come biglietto da visita dell'intero marchio Infiniti, incaricata di dimostrare che l'industria giapponese poteva competere alla pari con le grandi berline di lusso occidentali. La prima serie montava un V8 di 4,5 litri capace di 278 CV, abbinato a un cambio automatico a 4 rapporti e a uno schema di sospensioni multilink derivato dalla sportiva Nissan 300ZX.
L'elemento più originale fu la disponibilità, sulla versione di punta, di una sospensione idraulica attiva gestita elettronicamente da una serie di sensori, in grado di ridurre in tempo reale rollio, beccheggio e affondamento della carrozzeria: una soluzione rara per l'epoca, che anticipava tecnologie diventate poi comuni sulle ammiraglie di lusso.
Motorizzazioni
V8 benzina 4.1 e 4.5 litri
Il cambio di rotta della seconda generazione
Nel 1996 la Q45 fu completamente ridisegnata, questa volta basandosi sulla piattaforma della Nissan Cima. La nuova generazione adottò un V8 di 4,1 litri, più leggero e meno assetato di carburante rispetto al precedente pur con potenza leggermente inferiore, insieme a sospensioni anteriori di tipo MacPherson.
Lo stile si fece più morbido, con un montante posteriore dal profilo curvo distintivo e un abitacolo posteriore più spazioso nonostante il passo accorciato. Il bagagliaio, tuttavia, rimase piuttosto contenuto, un aspetto che pesò nei confronti con le concorrenti tedesche.
Anni di produzione
1989-2006
La terza serie e l'addio al mercato
L'ultima generazione, presentata per il 2002, segnò il ritorno a una cilindrata di 4,5 litri con un nuovo V8 da 340 CV, il più potente mai montato sulla Q45, abbinato per la prima volta a un cambio automatico a 5 rapporti. Il design abbandonò l'impostazione da ammiraglia rappresentativa per un taglio più dinamico, pensato per chi guida piuttosto che per chi viene guidato.
Questa serie introdusse anche dotazioni all'avanguardia come il cruise control adattivo con sensore laser e la telecamera posteriore, tra le prime al mondo su un'auto di produzione. Nonostante l'impegno tecnico, le vendite non decollarono e nel 2006 Infiniti decise di ritirare il modello, sostituendolo con la M, derivata dalla Nissan Fuga, per orientare la gamma verso un posizionamento più sportivo.





