Dalle origini di Wuhu alla svolta industriale
Nei primi anni Chery cresce rapidamente sul mercato interno, ottenendo nel 2003 la licenza nazionale che le consente di produrre e vendere autonomamente vetture passeggeri. È in questo periodo che l'azienda lancia la QQ, una city car di grande successo commerciale che resta però al centro di una lunga disputa legale con General Motors per presunte somiglianze di design con un modello Daewoo/Chevrolet.
Parallelamente Chery inizia a investire nello sviluppo di motori proprietari, dando vita dal 2006 alla famiglia di propulsori ACTECO, un passaggio chiave per ridurre la dipendenza da licenze straniere.
La gamma: dalle city car ai SUV Tiggo
Nel corso degli anni la gamma Chery si è ampliata fino a coprire quasi tutti i segmenti del mercato:
- QQ: la city car che ha lanciato il marchio su larga scala in Cina;
- Fengyun: il primo modello di serie, capostipite della produzione Chery;
- Arrizo: la famiglia di berline compatte pensata anche per i mercati export;
- Eastar: berlina di segmento superiore rivolta alla clientela più esigente;
- Tiggo: la linea di SUV, oggi il cuore commerciale dell'azienda, disponibile anche in versione ibrida plug-in.
Proprio la famiglia Tiggo ha superato il milione di unità vendute nel mondo, diventando il modello più rappresentativo del marchio a livello internazionale.
Tecnologia, ibrido e partnership industriali
Chery destina una quota significativa del fatturato alla ricerca e sviluppo e ha costruito nel tempo una rete di collaborazioni tecniche internazionali, tra cui accordi con partner motoristici europei per l'ottimizzazione dei propulsori. La più recente famiglia di soluzioni ibride, denominata Chery Super Hybrid (CSH), affianca ai motori termici turbo unità elettriche per ridurre consumi ed emissioni senza rinunciare alle prestazioni.
Sul fronte industriale, l'accordo più rilevante resta la joint venture avviata nel 2012 con Jaguar Land Rover per la produzione locale in Cina, che ha permesso a Chery di affinare processi produttivi e standard qualitativi su scala internazionale.
L'espansione globale e l'arrivo in Italia
Forte del proprio ruolo di primo esportatore cinese, Chery ha costruito negli anni una presenza commerciale in Asia, Sud America ed Europa, affiancando al marchio principale sub-brand pensati per i mercati esteri come Omoda e Jaecoo, sbarcati in Italia a partire da luglio 2024.
Il debutto del marchio Chery in senso stretto sul mercato italiano è invece atteso più avanti, con una gamma di SUV ibridi plug-in della famiglia Tiggo affiancata, nella strategia multimarca del gruppo, anche da altre insegne dedicate a segmenti e fasce di prezzo differenti.