Un progetto cinese con tanti nomi
La Chery S18 è un caso emblematico di come i costruttori cinesi, nella fase di espansione internazionale di fine anni 2000, abbiano spesso adottato badge differenti a seconda del mercato di destinazione.
- In Cina debutta come Riich M1, con il marchio Riich creato da Chery per un posizionamento leggermente più ricercato.
- Nei mercati export in cui il nome Riich non viene utilizzato la vettura prende il nome di Chery S18, derivato dal nome del progetto interno.
- In Russia circola come Chery IndiS, mentre in Brasile viene importata dal distributore locale con il nome CAOA Chery S18.
- In Italia arriva infine come DR1, marchiata dall'azienda molisana DR Motor Company che ne cura l'assemblaggio finale, la verniciatura e l'impianto elettrico.
Potenza massima
90 CV (versione flex-fuel brasiliana)
Motori e meccanica
La base meccanica deriva dalla piattaforma della Chery QQ e prevede una gamma di motorizzazioni benzina di piccola cilindrata, tipiche delle city car del periodo.
- 1.0 e successivamente 1.1 litri benzina per il mercato cinese di lancio.
- 1.3 litri 16 valvole benzina da 83 CV, la motorizzazione principale della versione italiana DR1, abbinata a cambio manuale a 5 rapporti.
- Varianti bi-fuel a GPL (82 CV) e a metano (75 CV), pensate per contenere i costi di gestione.
- In Brasile una versione flex-fuel eroga 90 CV a benzina e 91 CV con etanolo, con un 0-100 km/h dichiarato in circa 16 secondi.
- Una variante elettrica, la Riich M1 EV (nota anche come S18 EV), utilizza un motore da 40 kW e una batteria al litio-ferro-fosfato, con un'autonomia dichiarata tra 120 e 150 km.
Anni di produzione
2009 - 2014
Il capitolo italiano: la DR1
In Italia il modello viene presentato in anteprima al Salone di Bologna e commercializzato a partire dalla fine del 2009 con il nome DR1, primo vero prodotto di volume di DR Motor Company.
L'allestimento era unico ma relativamente completo per la fascia di prezzo, con climatizzatore, doppio airbag, alzacristalli e specchietti elettrici, autoradio con ingresso USB e cerchi in lega. Il listino di lancio si attestava intorno ai 9.330 euro per la versione a benzina e 11.330 euro per la variante bi-fuel a GPL, una cifra aggressiva rispetto alle rivali coreane dell'epoca.
La produzione italiana si interrompe nel 2013 per le difficoltà economiche di DR Motor Company, con un totale di poco più di 5.000 unità realizzate.
Pregi, difetti e affidabilità su strada
Le prove su strada condotte all'epoca sulla versione DR1 evidenziavano un comportamento dinamico tutto sommato rassicurante, una buona abitabilità posteriore nonostante il passo corto e un motore 1.3 adeguato all'uso quotidiano.
Tra le criticità più ricorrenti figuravano l'assenza di ESP di serie, che penalizzava la tenuta su fondi scivolosi, uno sterzo poco preciso, spazi di frenata superiori alla media e una qualità percepita dei materiali interni non all'altezza della concorrenza. Le testimonianze dei proprietari brasiliani segnalano inoltre un richiamo per un difetto al pedale del freno e difficoltà nel reperimento dei ricambi, aspetto che oggi, a distanza di oltre un decennio dalla fine della produzione, resta il principale ostacolo per chi possiede ancora un esemplare.
Il mercato dell'usato oggi
Essendo un modello di nicchia fuori produzione da anni, la Chery S18/DR1 non ha un vero e proprio mercato dell'usato strutturato in Italia: gli esemplari rimasti in circolazione sono pochi e la loro valutazione dipende molto dallo stato di conservazione e dalla disponibilità di ricambi.
In Brasile, dove il modello ha avuto una diffusione leggermente maggiore, gli annunci di usato partivano da cifre contenute rispetto al prezzo di listino originale, ma gli acquirenti segnalavano spesso gli stessi problemi di assistenza post-vendita già emersi al lancio.