Un progetto nato dalla berlina Eastar
La CrossEastar condivide l'impianto tecnico con la berlina Chery Eastar di seconda generazione, di cui riprende meccanica e pianale adattandoli a una carrozzeria più alta e squadrata, pensata per ospitare tre file di sedili. L'obiettivo era offrire un'alternativa più pratica alla berlina, capace di competere con i monovolume compatti generalisti mantenendo un prezzo di listino aggressivo.
- Debutto: salone di Pechino 2004, produzione dal giugno 2006
- Impostazione: ibrido tra station wagon alta e monovolume, sette posti su tre file
- Mercati: lanciata prima in Cina, poi esportata in Russia, Ucraina e altri Paesi extraeuropei
Motorizzazioni benzina
1.8, 2.0 e 2.4 litri
Motori e trasmissioni
La gamma motoristica della CrossEastar comprende diverse unità a benzina, dal 1.8 al 2.4 litri, affiancate da un turbodiesel 1.9 litri destinato principalmente al mercato cinese. In Russia, il mercato dove il modello ha avuto la maggiore diffusione al di fuori della Cina, è stata proposta una sola motorizzazione, il quattro cilindri a benzina da due litri abbinato al cambio manuale a cinque marce.
- Benzina: 1.8, 2.0 e 2.4 litri
- Diesel: 1.9 turbodiesel (mercato cinese)
- Cambio: manuale a 5 o 6 rapporti, automatico a 4 rapporti in opzione
Anni di produzione
2006-2015 (Cina); 2008-2013 come CrossEastar in Russia
Restyling e cambio di nome in Rely V5
Nel settembre 2009 il modello riceve un restyling che interessa soprattutto il frontale, con una nuova calandra cromata, e gli interni, rivisti nella qualità percepita. In Cina l'operazione coincide con il lancio del sotto-marchio Rely, pensato da Chery per posizionare monovolume e fuoristrada in una fascia distinta rispetto alla gamma principale: da quel momento il modello viene commercializzato localmente come Rely V5, pur mantenendo l'impostazione tecnica di base.
Affidabilità e giudizio dei proprietari
Le testimonianze raccolte tra i proprietari, soprattutto nei mercati dell'Est Europa dove il modello ha circolato più a lungo, descrivono una meccanica sostanzialmente affidabile e priva di guasti importanti nel tempo. I punti deboli più ricorrenti riguardano invece la qualità dei materiali dell'abitacolo, giudicata inferiore a quella dei concorrenti generalisti dell'epoca, e una certa propensione alla corrosione della carrozzeria con l'avanzare degli anni.