Le origini: da Tim Dutton-Woolley al colosso delle kit car
La storia di Dutton comincia con la passione di un giovane meccanico del Sussex, Tim Dutton-Woolley, che nel 1968 costruisce la sua prima vettura artigianale, una "special" chiamata Mantis, basata su meccanica Sunbeam Alpine. Da quell'esperimento nasce Dutton Sports Ltd e, poco dopo, Dutton Cars Ltd, l'azienda che porta il nome Dutton a Worthing, nel Sussex, a partire dal 1970.
Nel giro di pochi anni la piccola officina si trasforma nel più grande produttore di kit car al mondo per numero di esemplari realizzati. Al culmine dell'attività, a metà degli anni Ottanta, Dutton impiega oltre 80 persone in quattro stabilimenti nell'area di Worthing, arrivando a sfornare fino a 22 vetture alla settimana e superando, nell'arco della sua storia, le 8.000 unità prodotte.
Il segreto del successo è semplice: telai a longheroni costruiti in proprio, abbinati a meccaniche, sospensioni e componenti recuperati da vetture di serie come la Triumph Herald, la Triumph Spitfire e, soprattutto, la Ford Escort. Questo approccio consente di offrire auto sportive dal costo contenuto, assemblabili anche da chi non ha esperienza di meccanica.
Una gamma vastissima, dal roadster alla berlina sportiva
Nel corso di quasi vent'anni Dutton mette in produzione decine di modelli diversi, spesso evoluzioni l'uno dell'altro. Si parte dalla P1, ispirata alle piccole roadster all'inglese e basata su meccanica MG Midget, per poi passare alla B-Type, la prima vettura Dutton costruita su base Triumph Herald.
- La B Plus e la Malaga introducono carrozzerie più curate e componenti Ford Cortina;
- la Cantera propone una variante coupé della Malaga B+;
- la Phaeton, prodotta in quattro serie tra il 1977 e il 1989, diventa il modello più longevo del marchio;
- la Sierra, lanciata nel 1979 su base Ford Escort con uno stile da fuoristrada ante-litteram, si rivela il maggior successo commerciale di Dutton;
- la Melos e la Rico (quest'ultima presentata al Motor Show di Birmingham nel 1984) portano il marchio verso forme più moderne, quasi da berlina sportiva;
- la Legerra, del 1988, è la prima Dutton dotata di porte apribili incernierate, mentre la Beneto chiude, nel 1989, il capitolo della produzione originale.
Non tutti i nomi hanno avuto vita facile: la Sierra finisce al centro di una causa legale intentata da Ford, che rivendicava l'uso dello stesso nome per la propria berlina. Il tribunale di Londra dà ragione a Dutton, stabilendo che le kit car costituiscono una categoria di mercato distinta dalle vetture prodotte in serie.
Filosofia costruttiva: componenti donatori e telai autocostruiti
Le Dutton nascono quasi sempre allo stesso modo: un telaio a longheroni in acciaio ospita una carrozzeria in vetroresina, mentre meccanica, sospensioni, sterzo e impianto elettrico vengono recuperati da una vettura di serie, la cosiddetta "donatrice". Nei primi anni la fonte principale è la Triumph Herald, poi progressivamente sostituita dalla più diffusa Ford Escort, capace di garantire ricambi economici e abbondanti.
Questo approccio, tipico della tradizione britannica delle kit car, permette a Dutton di vendere le proprie vetture sia come kit da montare in proprio sia, in alcuni casi, già assemblate. Le versioni Phaeton più evolute, ad esempio, montano il quattro cilindri Ford Crossflow da 1,6 litri, capace di circa 84 CV, sufficienti per movimentare carrozzerie leggere ed essenziali.
Il declino, la parentesi anfibia e il ritorno di Tim Dutton
Nel 1989 Tim Dutton, ormai distante dal mondo delle kit car tradizionali, decide di cedere i diritti sui vari modelli e chiude l'attività originaria. Un incendio nel 1992 distrugge prototipi e progetti in corso, spingendo Dutton a reinventarsi in un settore diverso: quello dei veicoli anfibi, con modelli come Mariner e Commander, realizzati a partire dalla metà degli anni Novanta.
In questa nuova veste Dutton realizza traversate del Canale della Manica a bordo delle proprie vetture anfibie, e nel 2005 lancia il modello Surf su base Suzuki Jimny. L'attività dedicata ai veicoli anfibi viene infine ceduta nel 2023.
Dopo oltre trent'anni di assenza dal mondo delle kit car tradizionali, nel 2025 Tim Dutton torna alla ribalta presentando la Phaeton 5, questa volta basata sulla meccanica della Mazda MX-5 di terza generazione, seguita nel 2026 dalla B Plus 3, un omaggio moderno a uno dei nomi più amati della storia del marchio.
