Origini: dall'evoluzione della Malaga B+
La Phaeton Series 1 non nasce da un progetto ex novo, ma come sviluppo diretto della Malaga B+, il modello che l'aveva preceduta nel catalogo Dutton. La struttura meccanica, basata su un telaio a longheroni in acciaio, rimane sostanzialmente quella della Malaga, con avantreno derivato dalla Triumph Herald e retrotreno di origine Ford.
Il cambiamento più evidente riguarda la carrozzeria: la Series 1 introduce un frontale più pulito e integrato, con cofano e portellone del bagagliaio a piena larghezza, eliminando le piccole nervature che caratterizzavano il modello precedente. Il risultato è un'auto più facile da assemblare e mantenere rispetto alle Dutton degli anni precedenti.
Potenza (versione factory 1.6)
84 CV
Meccanica donor e motorizzazioni
Come tipico delle kit car britanniche dell'epoca, la Phaeton Series 1 veniva venduta come struttura da completare con la meccanica di un'auto donatrice, principalmente di origine Ford. Chi acquistava il kit poteva scegliere tra diverse unità, dal quattro cilindri Crossflow 1.6 litri fino al Pinto 2.0, passando per il sei cilindri Essex 3.0 e persino il V8 Rover per le versioni più prestazionali.
- Nella rara configurazione venduta già assemblata da Dutton, il motore montato era il Ford Crossflow 1.6 da 84 CV.
- La scelta della motorizzazione incideva molto sul carattere dell'auto, rendendo ogni esemplare diverso dall'altro.
Anni di produzione
Dal 1978, poi sostituita dalla Series 2
Un successo commerciale inatteso
Il rapporto tra prezzo contenuto e piacere di guida rese la Phaeton uno dei maggiori successi commerciali della storia Dutton. Le cronache dell'epoca raccontano che, agli inizi degli anni Ottanta, il modello arrivò a vendere più velocemente della Lotus Seven, un traguardo notevole per una piccola realtà artigianale del Sussex.
Il successo della Series 1 aprì la strada agli sviluppi successivi: la Series 2 introdusse un retrotreno rivisto con molle di derivazione Cortina, mentre le Series 3 e 4 adottarono progressivamente componenti Ford Escort, fino a un nuovo telaio con schema a cinque bracci che migliorò sensibilmente la maneggevolezza rispetto alle prime versioni.
Erede diretto
Dutton Phaeton Series 2, poi Eagle P25 dal 1989
Affidabilità e vita da proprietario
Come per molte kit car economiche dell'epoca, la qualità costruttiva della Phaeton Series 1 non era il suo punto di forza. Diversi proprietari storici segnalano una vetroresina non sempre eseguita a regola d'arte e un telaio che, con gli anni e i chilometri, può richiedere interventi di rinforzo e saldatura.
Anche la tenuta di strada richiede attenzione: l'abbinamento tra avantreno Triumph e retrotreno Ford, se non messo a punto correttamente, può rendere l'auto meno prevedibile sul bagnato. Nonostante questo, chi ha posseduto una Phaeton Series 1 la ricorda spesso come un'auto capace di regalare grande divertimento di guida a un costo di gestione contenuto.
