Scheda modello

Dutton P1

La Dutton P1 è la primissima kit car costruita in piccola serie da Tim Dutton-Woolley a Worthing, in Sussex: una spider spartana in stile Lotus Seven, con telaio a traliccio, carrozzeria mista alluminio-vetroresina e meccanica presa in prestito dalla MG Midget e dall'Austin-Healey Sprite.

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Perché sì

  • Valore storico enorme: è il modello che ha dato origine al marchio Dutton
  • Telaio a traliccio leggero che garantisce un comportamento agile e diretto
  • Meccanica BMC semplice, robusta e relativamente facile da reperire e riparare
  • Linee essenziali in stile Lotus Seven, molto apprezzate dagli appassionati di kit car classiche

Da valutare

  • Rarità estrema (si stima una produzione di circa 9 esemplari), che rende difficile trovarne uno e reperire ricambi specifici della carrozzeria
  • Costruzione artigianale con pannelli in alluminio e vetroresina, soggetta a usura e a differenze tra un esemplare e l'altro
  • Abitacolo spartano, senza comfort, pensato per un uso sportivo più che per la guida quotidiana
  • Assenza di supporto di fabbrica per il modello originale, uscito di produzione oltre cinquant'anni fa

In sintesi

Segmento
Kit car sportiva
Carrozzeria
Roadster a 2 posti, 2 porte
Anni di produzione
1970-1971
Esemplari prodotti
Circa 9
Motorizzazioni
4 cilindri BMC, 948-1275 cc
Trazione
Posteriore
Telaio
Traliccio multitubolare (spaceframe)
Paese di origine
Regno Unito

Dopo aver realizzato nel 1968 un unico esemplare artigianale chiamato Mantis, il meccanico Tim Dutton-Woolley decide di trasformare la propria passione in una piccola produzione in serie. Nasce così, tra il 1970 e il 1971, la P1: la prima vettura venduta sotto il nome Dutton e il punto di partenza di quella che diventerà, nel giro di un decennio, la più grande casa di kit car al mondo per numero di esemplari costruiti. Realizzata in pochissimi esemplari nel piccolo laboratorio del Sussex, la P1 anticipa già lo spirito che caratterizzerà tutta la produzione Dutton successiva: componenti meccaniche di derivazione British Leyland, telaio semplice ed economico, carrozzeria leggera per un'auto pensata più per il divertimento di guida che per il comfort.

Dalla Mantis alla P1: la nascita di un marchio

Prima di diventare un nome noto nel mondo delle kit car, Tim Dutton-Woolley era semplicemente un giovane meccanico del Sussex con il pallino delle auto artigianali. Il suo primo progetto, la Mantis del 1968, resta un esemplare unico, ma gli fornisce l'esperienza e la fiducia necessarie per fare il passo successivo.

Nel 1970 nasce la P1, la prima vettura pensata per essere replicata in piccola serie e venduta con il nome Dutton. È un progetto minimalista, costruito con mezzi limitati in un laboratorio artigianale: pochi esemplari, realizzati praticamente a mano, che pongono però le basi commerciali e tecniche per tutta la produzione successiva del marchio.

Motorizzazioni

4 cilindri BMC, 948-1275 cc

Telaio e carrozzeria: leggerezza prima di tutto

La P1 utilizza un telaio a traliccio multitubolare, soluzione tipica delle piccole sportive britanniche dell'epoca e concettualmente vicina a quella della Lotus Seven, modello a cui la P1 viene spesso accostata per impostazione generale.

  • Scocca portante assente: la rigidità è affidata interamente al traliccio metallico
  • Pannelli della carrozzeria principale in alluminio
  • Cofano anteriore e parafanghi realizzati in vetroresina (GRP)
  • Configurazione roadster a due posti, essenziale e priva di elementi superflui

Questa impostazione, oltre a contenere i costi di produzione, mantiene il peso molto basso, favorendo un comportamento dinamico agile nonostante le motorizzazioni modeste.

Anni di produzione

1970-1971

Meccanica: il cuore British Leyland

Per la parte meccanica, Dutton attinge alla gamma BMC/British Leyland, riutilizzando componenti di MG Midget e Austin-Healey Sprite. La P1 monta motori quattro cilindri di piccola cilindrata, disponibili in tre tagli: 948, 1098 e 1275 cc, quest'ultimo nella versione S4 con distribuzione a valvole in testa.

Lo schema è quello classico delle piccole sportive britanniche dell'epoca: motore anteriore longitudinale e trazione posteriore, abbinati a un peso contenuto che permette prestazioni vivaci pur partendo da unità motrici tutt'altro che potenti.

Un pezzo raro nel collezionismo delle kit car

Con una produzione stimata attorno alle nove unità prima del passaggio al modello successivo, la B-Type, la P1 è oggi una delle Dutton più rare in assoluto. Per gli appassionati del marchio rappresenta un pezzo di storia: non la kit car più diffusa o più famosa, ma quella che ha reso possibile tutto ciò che è arrivato dopo, fino a fare di Dutton Cars il maggiore produttore di kit car al mondo per numero di esemplari costruiti.

Le generazioni della P1

  • Dutton P1 (1970-1971) — Unica serie prodotta del modello, realizzata in circa 9 esemplari prima di lasciare spazio alla Dutton B-Type. Telaio a traliccio, carrozzeria in alluminio e vetroresina, motori BMC a quattro cilindri da 948 a 1275 cc derivati da MG Midget e Austin-Healey Sprite.

Domande frequenti sulla P1

Quanti esemplari di Dutton P1 sono stati costruiti?

Si stima una produzione molto limitata, di circa 9 esemplari, il che rende la P1 una delle Dutton più rare e ricercate dagli appassionati del marchio.

Che motore montava la Dutton P1?

Motori quattro cilindri BMC di derivazione MG Midget e Austin-Healey Sprite, disponibili nei tagli 948, 1098 e 1275 cc, quest'ultimo nella variante S4.

La Dutton P1 è il primo modello del marchio?

Sì. Dopo l'esemplare unico Mantis del 1968, la P1 è stata la prima vettura Dutton realizzata in piccola serie e messa in vendita, dando ufficialmente inizio all'attività di Dutton Cars.

Che differenza c'è tra la Dutton P1 e la Dutton B-Type che le è succeduta?

La P1 era una produzione artigianale in pochissimi esemplari, con carrozzeria in alluminio e vetroresina su base MG Midget/Austin-Healey Sprite. La B-Type, arrivata subito dopo, ha invece standardizzato la produzione su base meccanica Triumph Herald, permettendo a Dutton di crescere fino a diventare il più grande costruttore di kit car al mondo.

Fonti

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