Dalle tre ruote alle kei car: l'evoluzione del marchio
Le origini di Daihatsu affondano nella produzione di motori industriali, ma già negli anni successivi alla fondazione l'azienda si converte alla costruzione di motocarri a tre ruote per il trasporto merci, un segmento in cui costruisce una solida reputazione grazie a modelli come il Midget. Il passaggio alle quattro ruote porta alla nascita di vetture entrate nella storia del marchio, dal fuoristrada Taft del 1974, capostipite di un intero segmento, fino a Rocky e Feroza, che ne raccolgono l'eredità negli anni '80 e '90.
Parallelamente, Daihatsu sviluppa una competenza specifica nelle kei car, le microvetture conformi ai rigidi limiti dimensionali e di cilindrata imposti dalla normativa giapponese: un know-how che, ancora oggi, rappresenta il cuore dell'identità del marchio nel mercato domestico.
Il legame con Toyota
Il rapporto industriale tra Daihatsu e Toyota nasce nel 1967 con i primi accordi di collaborazione. Toyota rafforza progressivamente la propria presenza nel capitale della piccola casa di Osaka, acquisendone la maggioranza sul finire degli anni '90 e arrivando, nell'agosto 2016, a detenerne l'intera proprietà.
Questa integrazione consente a Daihatsu di specializzarsi nello sviluppo di piattaforme per vetture di piccola cilindrata e kei car, talvolta commercializzate anche con marchio Toyota in Giappone e in altri mercati asiatici, mentre Toyota beneficia del know-how specifico del partner nelle vetture compatte a basso consumo.
L'addio ai mercati occidentali
Dopo un ingresso negli Stati Uniti nel 1988 con modelli come Charade e Rocky, Daihatsu abbandona il mercato americano già nel 1992, incapace di reggere la concorrenza dei marchi generalisti giapponesi già affermati oltreoceano.
Il mercato europeo resta invece un terreno di presenza più lunga, con modelli come Cuore, Sirion, Terios e la roadster Copen apprezzati da una nicchia di clienti. Le difficoltà legate al cambio yen/euro e ai costi di omologazione portano però Daihatsu a ritirarsi definitivamente dall'Europa nel febbraio 2013, concentrando da allora la propria strategia sui mercati asiatici.
Lo scandalo dei test di sicurezza del 2023
Alla fine del 2023 Daihatsu è stata travolta da uno scandalo relativo alla falsificazione di test di sicurezza, che ha coinvolto decine di modelli realizzati negli ultimi trent'anni, alcuni dei quali commercializzati anche con il marchio Toyota. L'azienda ha sospeso temporaneamente la produzione in tutti i propri stabilimenti giapponesi mentre le autorità dei trasporti conducevano le verifiche del caso.
L'episodio, riconducibile secondo le indagini alla pressione per mantenere elevati ritmi produttivi, ha avuto un impatto significativo sulla reputazione del marchio e sull'organizzazione industriale del gruppo Toyota in Giappone.
La gamma Daihatsu oggi
Oggi Daihatsu concentra la propria offerta prevalentemente sul mercato giapponese e sui paesi del Sud-est asiatico, dove opera anche attraverso partecipazioni industriali come Astra Daihatsu Motor in Indonesia e la quota detenuta in Perodua in Malaysia.
- Kei car pensate per la mobilità urbana quotidiana giapponese
- Veicoli commerciali leggeri della famiglia Hijet
- Modelli storici che hanno costruito la reputazione internazionale del marchio, dal fuoristrada Terios alla roadster Copen







