Un fuoristrada giapponese con targa austriaca
Il Daihatsu Pionier non è un modello autonomo, ma il nome con cui il Daihatsu Taft venne commercializzato in Austria. Le case automobilistiche giapponesi degli anni Settanta adottavano spesso denominazioni diverse a seconda del paese di esportazione, e il Taft ne è un esempio emblematico: stessa auto, nomi diversi per mercati diversi, dal Wildcat australiano allo Scat tedesco fino, appunto, al Pionier austriaco.
Nato per offrire un fuoristrada leggero ed economico da affiancare ai modelli più ingombranti dell'epoca, il Taft si distingueva per un impianto meccanico tradizionale: telaio a longheroni, assali rigidi con molle a balestra, trazione integrale inseribile e riduttore, senza differenziale centrale. Una ricetta semplice, pensata per durare e per essere riparata facilmente anche lontano da un'officina specializzata.
Motorizzazioni benzina
1.0 litri (958 cc) e 1.6 litri (1587 cc, motore Toyota 12R)
Motori: dalla piccola benzina al diesel da lavoro
La gamma motori del Pionier/Taft si è evoluta nel corso dei dieci anni di produzione. La prima serie F10, lanciata nel 1974, montava un quattro cilindri a benzina da 1.0 litro abbinato a un cambio manuale a quattro marce. Con l'arrivo della serie F20, attorno al 1977, il propulsore benzina crebbe a 1.6 litri, un'unità di derivazione Toyota (12R) che offriva più coppia e una guida più rilassata, con cambio a cinque marce disponibile sulle versioni Deluxe.
Parallelamente venne introdotta la variante diesel F50, con un 2.5 litri pensato per chi cercava consumi più contenuti e maggiore adattabilità a un uso commerciale o intensivo. Verso il 1983 la gamma diesel fu aggiornata con la serie F60/F65, equipaggiata da un 2.8 litri, anch'essa disponibile con cambio a cinque rapporti nella variante F65.
Motorizzazioni diesel
2.5 litri (serie F50) e 2.8 litri (serie F60/F65)
Pregi, difetti e vita da classico
Ciò che oggi rende interessante il Pionier per gli appassionati è proprio la sua semplicità: meccanica robusta, meno elettronica possibile, capacità di affrontare terreni ripidi e sentieri stretti con una manovrabilità che i fuoristrada più grandi dell'epoca non potevano offrire. Non a caso il modello viene ancora oggi accostato ad altri fuoristrada compatti storici per la sua praticità fuoristrada.
Il punto debole più citato riguarda la corrosione del telaio, un problema comune ai veicoli di quell'epoca utilizzati intensamente in condizioni di umidità o su strade salate. Per questo, nella ricerca di un esemplare da collezione, lo stato del telaio e della carrozzeria è l'elemento su cui concentrare l'attenzione prima ancora della meccanica.
Anni di produzione
1974-1984
Il mercato dell'usato oggi
Essendo un modello di nicchia anche all'epoca, il Pionier/Taft si trova oggi principalmente attraverso il circuito delle auto d'epoca e delle community di appassionati di fuoristrada giapponesi storici. Gli esemplari meglio conservati, specialmente le versioni F20 a benzina con equipaggiamento Deluxe, sono i più ricercati per l'autenticità meccanica e la possibilità di trovarli ancora con il motore originale. Come per molti classici giapponesi, negli ultimi anni le quotazioni hanno mostrato una tendenza al rialzo, premiando in particolare gli esemplari con telaio integro e documentazione storica completa.









