Scheda modello

Daihatsu Domino

La Daihatsu Domino è la declinazione commerciale con cui la piccola kei car giapponese Mira/Cuore è stata venduta in Belgio e Lussemburgo tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta: una citycar compatta, leggera ed economica pensata per la mobilità urbana.

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Perché sì

  • Ingombri esterni ridottissimi, ideali per la guida e il parcheggio in città
  • Consumi di carburante molto contenuti grazie a motori piccoli e vettura leggera
  • Meccanica semplice ed essenziale, tipica delle utilitarie giapponesi dell'epoca
  • Abitabilità sorprendente rispetto alle dimensioni esterne compatte

Da valutare

  • Motorizzazioni poco potenti, con prestazioni adatte solo all'uso urbano
  • Dotazioni di sicurezza e comfort limitate, coerenti con gli standard di fine anni Ottanta/inizio Novanta
  • Rumorosità e affaticamento del propulsore nell'uso extraurbano prolungato
  • Reperibilità di ricambi ed esemplari oggi molto scarsa, trattandosi di un'auto fuori produzione da decenni

In sintesi

Segmento
City car / Kei car
Carrozzeria
Hatchback 3 o 5 porte
Mercati con nome Domino
Belgio e Lussemburgo
Nomi gemelli
Daihatsu Mira, Daihatsu Cuore
Anni di produzione
Dal 1980 (nome Domino fino a metà anni '90)
Sede produttiva
Ikeda, Osaka (Giappone)
Trazione
Anteriore
Motori
Bicilindrico e tricilindrico, da 547 a circa 1000 cc

Il nome Domino non identifica un modello a sé stante, ma la targhetta con cui Daihatsu ha commercializzato in Belgio e Lussemburgo la propria utilitaria Mira, conosciuta nel resto d'Europa come Cuore. La vettura nasce in Giappone nel giugno 1980 come erede della precedente Max Cuore e viene prodotta nello stabilimento di Ikeda, alle porte di Osaka, sede storica della casa automobilistica. Nel corso degli anni Ottanta e Novanta la Domino segue passo passo l'evoluzione della gamma giapponese, proponendo carrozzerie a tre o cinque porte, meccaniche semplici e ingombri ridottissimi, coerenti con la filosofia delle kei car pensate per le città giapponesi ma adattate agli standard europei con motorizzazioni leggermente più generose. Con il passare delle generazioni il nome Domino viene progressivamente abbandonato anche nei mercati in cui era rimasto in uso, a favore della denominazione Cuore adottata nel resto del continente.

Perché si chiama Domino

Nella seconda metà del Novecento Daihatsu adotta in Europa nomi commerciali diversi a seconda del mercato per la propria utilitaria di ingresso gamma. Mentre la maggior parte dei paesi europei riceve la vettura con il badge Cuore, in Belgio e Lussemburgo la casa giapponese sceglie di mantenere il nome Domino, utilizzato fin dal debutto della vettura nei primi anni Ottanta.

Si tratta quindi dello stesso modello, con la medesima meccanica e le stesse basi tecniche della Mira giapponese, semplicemente commercializzato con un'identità locale pensata per quei due mercati specifici.

Motori

Bicilindrico e tricilindrico, da 547 a circa 1000 cc

Motori e meccanica

La gamma motori della Domino segue quella della Mira/Cuore giapponese, articolata su due filoni: le unità più piccole, pensate per rispettare i vincoli di cilindrata delle kei car in Giappone (nell'ordine dei 550-660 cc), e le versioni con motore leggermente più grande destinate all'esportazione, con cilindrate che nel corso delle generazioni sono cresciute fino a circa 850-1000 cc.

  • Prima fase: motore bicilindrico di poco superiore ai 500 cc
  • Fasi successive: passaggio a unità tricilindriche, con varianti aspirate e turbo a seconda dell'allestimento
  • Versioni export: cilindrata maggiorata per garantire prestazioni più adatte alle strade e alle autostrade europee

La trazione è sempre anteriore, con cambio manuale a quattro o cinque rapporti oppure, su alcune versioni, automatico a tre rapporti.

Anni di produzione

Dal 1980 (nome Domino fino a metà anni '90)

Le generazioni

Il nome Domino accompagna diverse generazioni della Mira/Cuore giapponese, prima di essere accantonato definitivamente a favore della sola denominazione Cuore anche nei mercati in cui era rimasto in uso.

La Domino oggi: usato e collezionismo

Essendo un modello fuori produzione da diversi decenni e diffuso solo in due piccoli mercati europei, la Daihatsu Domino è oggi un'auto rara da incontrare, sia sul mercato dell'usato sia tra gli appassionati di auto d'epoca giapponesi. Gli esemplari sopravvissuti sono per lo più quelli meglio conservati o oggetto di un uso molto limitato, mentre ricambi e assistenza specifica risultano difficili da reperire al di fuori di canali specializzati in auto giapponesi d'epoca.

Le generazioni della Domino

14anni di storia

1980—19855 anni

Prima generazione

Debutto della Mira/Cuore, commercializzata come Domino in Belgio e Lussemburgo. Motore bicilindrico di poco superiore ai 500 cc, design semplice e squadrato, carrozzeria a tre o cinque porte.

1985—19905 anni

Seconda generazione

Evoluzione stilistica con linee più arrotondate e passaggio dal motore bicilindrico a unità tricilindriche; per i mercati di esportazione, come quello belga e lussemburghese, restano disponibili cilindrate leggermente maggiorate.

1990—19944 anni

Terza generazione

Generazione più diffusa della gamma, proposta sia in versione passeggeri sia in varianti più orientate all'uso commerciale, con motore export di cilindrata attorno agli 850 cc.

Domande frequenti sulla Domino

Che differenza c'è tra Daihatsu Domino e Daihatsu Cuore?

Nessuna differenza tecnica: si tratta della stessa vettura, la Daihatsu Mira/Cuore giapponese, commercializzata con il nome Domino esclusivamente in Belgio e Lussemburgo, mentre nel resto d'Europa ha sempre portato il nome Cuore.

In che anni è stata venduta la Daihatsu Domino?

Il badge Domino accompagna la vettura fin dal debutto della gamma nel 1980 fino a metà degli anni Novanta, quando anche nei mercati belga e lussemburghese si passa definitivamente al nome Cuore.

Che motore monta la Daihatsu Domino?

A seconda della generazione e della versione, la Domino ha montato piccoli motori bicilindrici o tricilindrici, con cilindrate comprese all'incirca tra 550 e 1000 cc nelle versioni destinate all'esportazione europea.

È facile trovare oggi una Daihatsu Domino usata?

No: essendo stata venduta solo in Belgio e Lussemburgo e per un periodo di tempo limitato, gli esemplari rimasti sono pochi e la loro reperibilità sul mercato dell'usato è molto bassa, così come quella di ricambi dedicati.

Fonti

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