Scheda modello

Daihatsu Charade

La Daihatsu Charade è l'utilitaria che per oltre vent'anni ha rappresentato il gradino sopra le kei car giapponesi: compatta fuori, sorprendentemente spaziosa dentro, capace di ospitare tanto un turbodiesel da record quanto una focosa versione turbo firmata De Tomaso.

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Perché sì

  • Meccanica robusta e di impostazione semplice, apprezzata ancora oggi dagli appassionati di auto giapponesi classiche
  • Consumi molto contenuti, con il primato storico del turbodiesel 993 cc capace di circa 2,74 l/100 km a velocità costante
  • Prestazioni sorprendenti nelle versioni turbo: la GTti scattava da 0 a 100 km/h in 8,2 secondi con appena un litro di cilindrata
  • Abitabilità superiore alle attese grazie all'impostazione a tetto rialzato introdotta dalla seconda generazione
  • Esemplari di provenienza giapponese spesso in ottimo stato di conservazione della carrozzeria, grazie all'assenza di sale sulle strade

Da valutare

  • Ricambi difficili da reperire in Europa, in particolare per le versioni più rare come turbo e De Tomaso
  • Mercato dell'usato di nicchia, con pochissimi esemplari in vendita e quotazioni poco standardizzate
  • Dotazioni e finiture essenziali, coerenti con il posizionamento economico del modello nella sua epoca
  • Il nome è stato poi riutilizzato nel 2011 per un modello di fatto diverso, un rebadge della Toyota Yaris, generando confusione con la Charade storica

In sintesi

Segmento
Utilitaria (segmento B), sopra le kei car
Carrozzeria
Hatchback 3/5 porte, berlina 4 porte, furgone
Anni di produzione
1977 - 2000 (poi rilanciata come rebadge nel 2011-2013)
Generazioni
4
Motore più noto
Turbodiesel 993 cc, primo motore diesel turbo di serie al mondo
Versione sportiva di riferimento
GTti, turbo 993 cc 105 CV
Erede
Daihatsu Sirion (dal 2000)

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Presentata nel novembre 1977, la Charade prende il nome dal Circuit de Charade, lo storico tracciato francese vicino Clermont-Ferrand che ospitò più volte il Gran Premio di Francia di Formula 1. Nasce come modello posizionato sopra le kei car nella gamma Daihatsu, pensato per unire ingombri contenuti e un abitacolo generoso, secondo la filosofia aziendale dell'auto compatta ma vivibile. Nel corso di quattro generazioni, fino al 2000, la Charade è diventata il banco di prova per soluzioni tecniche all'avanguardia, dal motore tricilindrico con albero di equilibratura al primo turbodiesel di serie al mondo.

Una storia lunga vent'anni: le quattro generazioni

La prima Charade (sigle G10/G20) debutta nel 1977 con un motore tricilindrico da 993 cc e carrozzeria che passa rapidamente dalla berlina 5 porte all'hatchback 3/5 porte. Nel 1983 arriva la seconda generazione (G11/G21/G30), riconoscibile per l'impostazione a tetto rialzato pensata per aumentare lo spazio interno a parità di ingombri esterni, disponibile anche come berlina, furgone e, in Italia, con il badge Innocenti Minitre.

  • Terza generazione (G100/G101/G102, 1987-1993): la più diffusa e ricordata in Europa, con linea più moderna e un coefficiente aerodinamico di 0,32.
  • Quarta generazione (G200/G201/G202, 1993-2000): l'ultima serie, con motori fino a 1,6 litri e la variante sportiva sviluppata con De Tomaso.

La produzione della Charade termina nel 2000 in Giappone, sostituita dalla Sirion, ma in Cina una derivata della seconda generazione viene costruita con il marchio Xiali fino al 2012.

Motore più noto

Turbodiesel 993 cc, primo motore diesel turbo di serie al mondo

Motori all'avanguardia: tre cilindri e il primo turbodiesel di serie

Fin dal debutto la Charade punta su un'architettura insolita per l'epoca: un motore a tre cilindri (993 cc, sigle CB10/CB20) dotato di un albero di equilibratura per contenere le vibrazioni tipiche di questa configurazione, allora poco diffusa sulle auto di serie.

Il salto tecnico più significativo arriva nell'autunno 1984, sulla seconda generazione: la Charade monta il motore turbodiesel 993 cc CL, riconosciuto come il primo motore diesel sovralimentato di serie al mondo e, all'epoca, il più piccolo motore diesel da un litro mai prodotto. I consumi dichiarati a velocità costante di 60 km/h si fermavano attorno ai 2,74 litri per 100 km.

Versione sportiva di riferimento

GTti, turbo 993 cc 105 CV

GTti e De Tomaso: quando l'utilitaria diventa sportiva

Sulla terza generazione debutta la Charade GTti, equipaggiata con lo stesso 993 cc ma in versione turbo DOHC a 12 valvole con intercooler, capace di 105 CV (101 CV secondo l'omologazione italiana). Nonostante la cilindrata minima, il motore fu tra i primi di serie al mondo a superare i 100 CV per litro, con uno 0-100 km/h coperto in 8,2 secondi e una velocità massima dichiarata di 185 km/h.

Sulla quarta generazione la sportività passa a un motore 1,6 litri, con la variante realizzata in collaborazione con il costruttore argentino Alejandro De Tomaso: la Charade GTi De Tomaso arrivava a 124 CV nella versione giapponese (105 CV nelle versioni per l'esportazione), con sedili Recaro, volante Nardi e cerchi in lega. Complessivamente le varianti De Tomaso hanno raggiunto circa 120.000 esemplari prodotti.

Anni di produzione

1977 - 2000 (poi rilanciata come rebadge nel 2011-2013)

La Charade in Europa e l'eredità del nome

In Europa la Charade è stata venduta anche con altri marchi, come l'Innocenti Minitre in Italia sulla seconda generazione, mentre negli Stati Uniti è arrivata solo tra il 1988 e il 1992 e unicamente nelle versioni base, senza mai importare la GTti.

Il nome Charade è tornato brevemente nel 2011, quando Daihatsu ha presentato in Europa un modello con questa denominazione basato però sulla Toyota Yaris di seconda generazione, prodotto in Thailandia e motorizzato con un 1,3 benzina da 99 CV: un'operazione di rebadging che nulla ha a che vedere, dal punto di vista tecnico, con la Charade originale, e che ha preceduto di poco il ritiro di Daihatsu dal mercato europeo nel 2013.

Le generazioni della Charade

  • Prima generazione (G10/G20, 1977-1983) — Debutta nel novembre 1977 con motore tricilindrico 993 cc e carrozzeria inizialmente a 5 porte, poi disponibile anche in versione hatchback 3 porte. È la Charade che avvia la fortuna del modello, con buoni risultati anche in ambito sportivo, tra cui una vittoria di classe al Safari Rally del 1982.
  • Seconda generazione (G11/G21/G30, 1983-1987/1988) — Presentata nel marzo 1983 con un'impostazione a tetto rialzato per aumentare lo spazio interno. Introduce il motore turbodiesel 993 cc, primo diesel turbo di serie al mondo, oltre a varianti turbo benzina. In Italia viene commercializzata anche come Innocenti Minitre.
  • Terza generazione (G100/G101/G102, 1987-1993) — La generazione più conosciuta in Europa, con linea aggiornata e coefficiente aerodinamico di 0,32. Debutta la GTti turbo da 105 CV, capace di superare i 100 CV per litro di cilindrata, un traguardo tecnico notevole per l'epoca.
  • Quarta generazione (G200/G201/G202, 1993-2000) — Ultima serie della Charade, con gamma motori estesa fino a 1,6 litri e la variante sportiva GTi realizzata in collaborazione con De Tomaso. La produzione termina nel maggio 2000, quando il modello viene sostituito dalla Daihatsu Sirion.

Domande frequenti sulla Charade

Da dove deriva il nome Daihatsu Charade?

Il nome richiama il Circuit de Charade, lo storico circuito automobilistico francese vicino Clermont-Ferrand che ospitò diverse edizioni del Gran Premio di Francia di Formula 1.

Perché la Charade è considerata un'auto importante dal punto di vista tecnico?

Perché ha introdotto soluzioni all'avanguardia per la sua categoria: un motore tricilindrico con albero di equilibratura fin dal 1977, e nel 1984 il primo motore turbodiesel di serie al mondo, oltre a un turbo benzina capace di superare i 100 CV per litro sulla versione GTti.

Cos'è la Daihatsu Charade GTti?

È la versione sportiva della terza generazione, equipaggiata con un motore 993 cc turbo DOHC a 12 valvole da 105 CV, capace di uno 0-100 km/h in 8,2 secondi nonostante la cilindrata di appena un litro.

Che ruolo ha avuto De Tomaso nella storia della Charade?

Il costruttore argentino Alejandro De Tomaso ha collaborato con Daihatsu sviluppando versioni sportive della Charade, culminate nella GTi De Tomaso della quarta generazione, equipaggiata con motore 1,6 litri, sedili Recaro e volante Nardi, prodotta in circa 120.000 esemplari complessivi.

La Daihatsu Charade è ancora in produzione?

No. La produzione della Charade originale è terminata nel maggio 2000, con la Sirion a raccoglierne l'eredità. Il nome è stato brevemente riutilizzato nel 2011 per un modello europeo basato sulla Toyota Yaris, uscito di produzione nel 2013 insieme al ritiro di Daihatsu dal mercato europeo.

Quante Daihatsu Charade sono disponibili su Carzaa?

Su Carzaa sono disponibili 1 Daihatsu Charade, pubblicate esclusivamente da concessionari professionali verificati.

Quanto costa una Daihatsu Charade su Carzaa?

Le Daihatsu Charade su Carzaa partono da 7.450 €, con un prezzo medio di 7.450 €. Il prezzo varia in base a versione, anno, chilometraggio e allestimento.

Chi vende Daihatsu Charade su Carzaa?

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Fonti

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