Scheda modello

Daihatsu Charmant

La Daihatsu Charmant è una berlina compatta prodotta tra il 1974 e il 1988, costruita sulle basi meccaniche della Toyota Corolla e rimasta fedele alla trazione posteriore per tutto il suo ciclo di vita.

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Perché sì

  • Meccanica derivata da Toyota, con motori e componenti noti per solidità e semplicità di manutenzione
  • Impostazione di guida rilassata grazie a sospensioni tarate per il comfort più che per la sportività
  • Nella prima generazione era disponibile anche in versione station wagon/furgonata, utile per un uso pratico
  • Buona diffusione internazionale, con assemblaggio locale in Indonesia e Malesia oltre al mercato giapponese

Da valutare

  • Impostazione a trazione posteriore ormai superata al momento del lancio della seconda serie, quando la Corolla di riferimento era già passata alla trazione anteriore
  • Nessuna motorizzazione diesel in gamma, a differenza di diverse concorrenti dell'epoca
  • Nella seconda generazione la carrozzeria era disponibile solo in versione berlina, con la perdita della variante wagon/furgonata
  • Oggi è un modello raro sul mercato dell'usato e del collezionismo, con conseguente difficoltà nel reperire esemplari e ricambi originali

In sintesi

Segmento
Utilitaria/berlina compatta
Carrozzeria
Berlina 4 porte (anche station wagon/furgone nella prima serie)
Anni di produzione
1974-1988
Generazioni
2
Trazione
Posteriore (RWD)
Motori
Benzina Toyota, cilindrata 1.2-1.6 litri
Piattaforma
Derivata da Toyota Corolla (E20 e E70)
Predecessore
Daihatsu Consorte
Erede
Daihatsu Applause

La Charmant debutta nel novembre 1974 come la vettura più grande e rappresentativa della gamma Daihatsu dell'epoca, posizionata al di sopra di modelli più piccoli come la Consorte. Il nome, di origine francese, significa letteralmente affascinante, a sottolineare l'ambizione di offrire un'immagine più elegante rispetto alle utilitarie della casa. Il progetto nasce sfruttando l'alleanza industriale con Toyota, avviata nel 1967: la prima serie riprende infatti la piattaforma e lo stile della Toyota Corolla di seconda generazione (E20), mentre i motori montati appartengono tutti alle famiglie Toyota della serie K e T. Nel 1981 arriva una seconda generazione, presentata al Salone di Francoforte, questa volta basata sulla Corolla E70, che però rinuncia alla trazione anteriore adottata nel frattempo dalla stessa Corolla, restando fedele allo schema classico con motore anteriore e trazione posteriore fino alla fine della produzione, avvenuta tra il 1987 e il 1988. La Charmant viene poi sostituita nella gamma Daihatsu dalla Applause, presentata al Salone di Ginevra del 1989.

Le origini e il legame con Toyota

La Charmant nasce nel 1974 come punta di gamma di Daihatsu, in un momento in cui il legame industriale con Toyota, avviato nel 1967, era già ben consolidato. La prima serie riprende infatti stile e pianale della Toyota Corolla di seconda generazione, con richiami anche alla variante coupé Sprinter, e monta esclusivamente motori benzina prodotti da Toyota.

Questa scelta garantiva a Daihatsu l'accesso a meccaniche già collaudate, riducendo i costi di sviluppo e assicurando una continuità tecnica con il gruppo Toyota che si sarebbe rafforzata negli anni successivi, fino all'acquisizione totale del marchio nel 2016.

Motori

Benzina Toyota, cilindrata 1.2-1.6 litri

Due generazioni, un'unica anima a trazione posteriore

La prima generazione, prodotta dal 1974 al 1981 con le sigle A10/A20/A30/A40, veniva assemblata a Ōyamazaki, nei pressi di Kyoto, ed era disponibile sia come berlina quattro porte sia come station wagon/furgone a cinque porte.

La seconda generazione, presentata al Salone di Francoforte del 1981 e prodotta fino al 1987-1988 con le sigle A35/A45/A55/A60, si basava sulla Toyota Corolla E70 ma introduceva una carrozzeria berlina con sei finestrini, diversa dai quattro finestrini della Corolla di riferimento. La scelta più singolare fu però quella di mantenere lo schema a motore anteriore e trazione posteriore, mentre la Corolla equivalente era già passata alla trazione anteriore dal 1983: una decisione che rendeva la Charmant di seconda serie tecnicamente superata già al momento del debutto.

Anni di produzione

1974-1988

Motori e trasmissioni

  • Prima generazione (1974-1981): motori benzina Toyota 1.2 litri serie 3K, 1.3 litri serie 4K, 1.4 litri serie T e 1.6 litri serie 2T/12T, con potenze comprese tra circa 71 e 88 CV a seconda della versione
  • Seconda generazione (1981-1988): motori benzina Toyota 1.3 litri serie 4K, 1.5 litri serie 3A e 1.6 litri serie 2T e 4A, con potenze indicativamente tra 60 e 83 CV
  • Cambi: manuale a 4 o 5 rapporti, oppure automatico a 2, 3 o 4 rapporti a seconda dell'allestimento e del periodo di produzione

Va sottolineato che, a differenza di molte concorrenti dell'epoca, Daihatsu non ha mai proposto una versione diesel della Charmant.

Mercati e diffusione internazionale

Pur restando un modello legato soprattutto al mercato giapponese, la Charmant ha avuto una discreta diffusione all'estero, con vendite documentate in Europa, in particolare nei Paesi Bassi e in Islanda, oltre che in Cile. Dal 1984 la seconda generazione veniva assemblata anche localmente in Indonesia (a Sunter) e in Malesia (a Petaling Jaya), a testimonianza di una domanda significativa in area sud-est asiatica.

Non risultano invece prove di una commercializzazione ufficiale in Italia attraverso una rete di concessionari.

Fine carriera ed eredità

La produzione della Charmant si chiude tra la fine del 1987 e la prima metà del 1988, quando vengono venduti gli ultimi esemplari rimasti in listino. Il modello viene sostituito nella gamma Daihatsu dalla Applause, presentata al Salone di Ginevra del 1989, mentre la Charade Social, lanciata nello stesso anno, ne raccoglie in parte l'eredità nel segmento delle compatte.

Oggi la Charmant è un modello poco diffuso e ricercato principalmente da appassionati di auto d'epoca giapponesi, complice anche la sua storia legata a doppio filo con la meccanica Toyota.

Le generazioni della Charmant

14anni di storia

1974—19817 anni

Prima generazione - A10/A20/A30/A40

Debutta nel novembre 1974 basandosi sulla piattaforma della Toyota Corolla E20, con motori Toyota delle serie 3K, 4K, T e 2T/12T. Disponibile come berlina quattro porte e come station wagon/furgone cinque porte, veniva assemblata a Ōyamazaki, vicino Kyoto.

1981—19887 anni

Seconda generazione - A35/A45/A55/A60

Presentata al Salone di Francoforte del 1981, si basa sulla Toyota Corolla E70 ma mantiene la trazione posteriore anche quando la Corolla è già passata alla trazione anteriore. Proposta solo come berlina quattro porte con carrozzeria a sei finestrini, viene assemblata anche in Indonesia e Malesia dal 1984.

Domande frequenti sulla Charmant

Cosa significa il nome Daihatsu Charmant?

Charmant è una parola francese che significa affascinante o incantevole, scelta per dare al modello un posizionamento più elegante rispetto alle altre vetture della gamma Daihatsu dell'epoca.

La Daihatsu Charmant era basata su una Toyota?

Sì, entrambe le generazioni derivano dalla Toyota Corolla: la prima serie dalla Corolla E20, la seconda dalla Corolla E70, con motori Toyota in entrambi i casi.

Esisteva una versione diesel della Charmant?

No, a differenza di diverse concorrenti dell'epoca, Daihatsu non ha mai inserito in gamma una motorizzazione diesel per la Charmant, proponendo solo unità benzina.

Che tipo di trazione montava la Daihatsu Charmant?

La Charmant ha sempre utilizzato uno schema a motore anteriore e trazione posteriore, mantenuto anche nella seconda generazione quando la Corolla di riferimento era già passata alla trazione anteriore.

Quale modello ha sostituito la Daihatsu Charmant?

Dopo la fine della produzione, tra il 1987 e il 1988, la Charmant è stata sostituita nella gamma Daihatsu dalla Applause, presentata al Salone di Ginevra del 1989.

La Daihatsu Charmant è stata venduta in Italia?

Non risultano prove di una commercializzazione ufficiale in Italia tramite rete di concessionari; il modello era invece venduto in Giappone e in alcuni mercati come Paesi Bassi, Islanda, Cile, Indonesia e Malesia.

Fonti

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