Scheda modello

Daihatsu Applause

Una compatta giapponese con la sagoma di una berlina a quattro porte e in realtà cinque porte con portellone: la Daihatsu Applause, prodotta dal 1989 al 2000, è stata un tentativo originale e poco fortunato di conquistare il segmento C europeo.

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Perché sì

  • Meccanica robusta e affidabile, con costi di garanzia storicamente molto bassi
  • Abitacolo spazioso e comodo, con buona posizione di guida e ottima visibilità
  • Dotazione di serie generosa per l'epoca (servosterzo, alzacristalli, specchietti regolabili)
  • Bagagliaio ampio (412 litri) grazie alla configurazione a portellone
  • Ricambi meccanici semplici ed economici da reperire

Da valutare

  • Motore rumoroso e poco raffinato ad alti regimi
  • Sterzo leggero e poco comunicativo, con tenuta di strada non brillante nella guida sportiva
  • Sospensioni non particolarmente curate nella messa a punto
  • Interni in plastica grigia dall'aspetto spartano
  • Auto oggi rarissima, con reperibilità di carrozzeria e allestimento quasi nulla

In sintesi

Segmento
Compatta / segmento C
Carrozzeria
5 porte a portellone (aspetto da berlina tre volumi)
Anni di produzione
1989 - 2000
Motore
1.6 benzina, 4 cilindri, 16 valvole
Potenza
Da 91 CV (carburatore) a 120 CV (versione domestica giapponese a iniezione)
Trazione
Anteriore, con variante integrale 4WD disponibile fino al 1994
Cambio
Manuale a 5 marce o automatico a 3/4 rapporti
Lunghezza
Da 4.260 a circa 4.340 mm a seconda della versione
Passo
2.470 mm
Peso
Da circa 920 a 1.060 kg

Presentata al Salone di Ginevra del 1989 come concept quasi definitivo con la sigla MS-X90, la Applause nacque per sostituire la Charmant e per offrire ai clienti la sicurezza visiva di una berlina tradizionale unita alla praticità di una cinque porte con portellone posteriore. Le linee erano disegnate in modo che il bagagliaio sembrasse quello di una tre volumi, ma sollevando il vetro posteriore si apriva in realtà un ampio portellone. L'auto arrivò sul mercato britannico nell'autunno del 1989, debuttando al Motorfair di Londra, con l'ambizione di Daihatsu di venderne circa mille esemplari l'anno nel Regno Unito, obiettivo che sembra non sia mai stato raggiunto.

Un'idea originale: berlina fuori, portellone dentro

La caratteristica che ha reso la Applause un caso a sé nel panorama delle compatte giapponesi degli anni Novanta è la carrozzeria. Vista di lato sembra una tradizionale berlina a quattro porte con bagagliaio separato, ma la quinta porta posteriore è in realtà un portellone che si apre su un vano di carico da 412 litri, tra i più capienti della categoria. Daihatsu puntava così ad attrarre chi cercava la rassicurante forma della berlina senza rinunciare alla versatilità di una cinque porte.

Potenza

Da 91 CV (carburatore) a 120 CV (versione domestica giapponese a iniezione)

Motorizzazioni e meccanica

Sotto il cofano trovava posto un quattro cilindri 1.6 litri a 16 valvole, proposto in diverse tarature: dalla versione base a carburatore da circa 91-97 CV alla più brillante variante a iniezione elettronica, capace di arrivare fino a 105 CV nei mercati export e a 120 CV nella versione destinata al mercato giapponese. Il cambio poteva essere un manuale a 5 marce oppure un automatico, inizialmente a 3 rapporti e in seguito a 4. Per un periodo, tra la fine del 1989 e il 1994, fu disponibile anche una variante a trazione integrale con innesto viscoso, pensata soprattutto per il mercato interno giapponese.

  • 1.6 a carburatore: circa 91-97 CV
  • 1.6 Xi a iniezione: 105 CV, circa 99 lb-ft di coppia
  • 1.6 versione domestica Giappone: fino a 120 CV

Anni di produzione

1989 - 2000

Un debutto sfortunato

I primi esemplari commercializzati nel 1989 furono segnati da un difetto piuttosto serio: durante il rifornimento, la benzina poteva fuoriuscire con forza dal bocchettone a causa di un'errata gestione della pressione dell'aria nel serbatoio, un problema ampiamente ripreso dalla stampa dell'epoca. Daihatsu corse ai ripari già nel modello 1990, ribattezzato Applause Theta proprio per sottolineare la correzione del difetto, ma la reputazione del modello ne uscì comunque compromessa nei mercati export.

Trazione

Anteriore, con variante integrale 4WD disponibile fino al 1994

Restyling e fine carriera

Nel 1992 la Applause ricevette un primo aggiornamento estetico, con piccole modifiche a paraurti e gruppi ottici e l'abbandono definitivo della versione a carburatore in favore di motori a iniezione più puliti. Un restyling più corposo arrivò nel settembre 1997, presentato al Salone di Francoforte, con frontale e coda ridisegnati per un aspetto più formale, senza però riuscire a rilanciare le vendite nei mercati occidentali. Nel Regno Unito il modello venne ritirato già nella primavera del 1996, mentre la produzione globale si fermò nel maggio 2000, senza un'erede diretta per i mercati di esportazione: in patria il testimone passò alla Altis, versione rimarchiata della Toyota Camry.

La Applause oggi: un'auto quasi introvabile

Del totale di circa 22.000 esemplari prodotti, la grande maggioranza restò in Giappone, mentre al Regno Unito ne fu destinato solamente circa il 10 per cento. In Italia il modello non ha fatto parte della gamma ufficialmente importata da Daihatsu, il cui ingresso nel nostro mercato risale alla seconda metà degli anni Novanta con altri modelli: per questo oggi la Applause resta una presenza praticamente sconosciuta sulle strade italiane e un'auto da collezionisti di curiosità automobilistiche più che un'opzione concreta sul mercato dell'usato.

Le generazioni della Applause

  • 1989 - 1992 (Applause / Applause Theta) — Versione di lancio presentata al Salone di Ginevra 1989, disponibile con motore 1.6 a carburatore o a iniezione e, per un periodo, con trazione integrale. Il modello 1990 fu rinominato Theta dopo la correzione del difetto al bocchettone del serbatoio.
  • 1992 - 1997 (restyling) — Primo aggiornamento estetico con paraurti e gruppi ottici rivisti, abbandono del carburatore a favore della sola iniezione elettronica e leggero allungamento della carrozzeria.
  • 1997 - 2000 (facelift Francoforte) — Restyling più marcato con frontale e coda ridisegnati per un'immagine più formale, presentato al Salone di Francoforte 1997. Ultima serie prima della fine della produzione nel maggio 2000.

Domande frequenti sulla Applause

La Daihatsu Applause è una berlina o una due volumi?

Nessuna delle due in senso stretto: ha l'aspetto esterno di una berlina a tre volumi ma è in realtà una cinque porte con portellone posteriore, una soluzione ibrida pensata per unire estetica classica e praticità di carico.

Che motore monta la Daihatsu Applause?

Un quattro cilindri 1.6 litri a 16 valvole, disponibile nel corso della produzione in versione a carburatore da circa 91-97 CV oppure a iniezione elettronica, fino a 105 CV nei mercati di esportazione e 120 CV nella versione per il mercato giapponese.

La Daihatsu Applause era disponibile a trazione integrale?

Sì, tra la fine del 1989 e il 1994 fu proposta anche una variante a trazione integrale con innesto viscoso, destinata principalmente al mercato giapponese.

Perché la Daihatsu Applause è così rara oggi?

Ne furono prodotti complessivamente circa 22.000 esemplari, in gran parte destinati al mercato giapponese; al Regno Unito arrivò solo circa il 10 per cento della produzione e in Italia non fu mai importata ufficialmente, il che la rende oggi un'auto praticamente introvabile.

La Daihatsu Applause era un'auto affidabile?

Sì, nonostante una reputazione compromessa dal difetto iniziale al bocchettone del serbatoio, la meccanica si è dimostrata nel tempo robusta e poco soggetta a guasti, con costi di manutenzione contenuti.

Fonti

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