Un'idea originale: berlina fuori, portellone dentro
La caratteristica che ha reso la Applause un caso a sé nel panorama delle compatte giapponesi degli anni Novanta è la carrozzeria. Vista di lato sembra una tradizionale berlina a quattro porte con bagagliaio separato, ma la quinta porta posteriore è in realtà un portellone che si apre su un vano di carico da 412 litri, tra i più capienti della categoria. Daihatsu puntava così ad attrarre chi cercava la rassicurante forma della berlina senza rinunciare alla versatilità di una cinque porte.
Potenza
Da 91 CV (carburatore) a 120 CV (versione domestica giapponese a iniezione)
Motorizzazioni e meccanica
Sotto il cofano trovava posto un quattro cilindri 1.6 litri a 16 valvole, proposto in diverse tarature: dalla versione base a carburatore da circa 91-97 CV alla più brillante variante a iniezione elettronica, capace di arrivare fino a 105 CV nei mercati export e a 120 CV nella versione destinata al mercato giapponese. Il cambio poteva essere un manuale a 5 marce oppure un automatico, inizialmente a 3 rapporti e in seguito a 4. Per un periodo, tra la fine del 1989 e il 1994, fu disponibile anche una variante a trazione integrale con innesto viscoso, pensata soprattutto per il mercato interno giapponese.
- 1.6 a carburatore: circa 91-97 CV
- 1.6 Xi a iniezione: 105 CV, circa 99 lb-ft di coppia
- 1.6 versione domestica Giappone: fino a 120 CV
Anni di produzione
1989 - 2000
Un debutto sfortunato
I primi esemplari commercializzati nel 1989 furono segnati da un difetto piuttosto serio: durante il rifornimento, la benzina poteva fuoriuscire con forza dal bocchettone a causa di un'errata gestione della pressione dell'aria nel serbatoio, un problema ampiamente ripreso dalla stampa dell'epoca. Daihatsu corse ai ripari già nel modello 1990, ribattezzato Applause Theta proprio per sottolineare la correzione del difetto, ma la reputazione del modello ne uscì comunque compromessa nei mercati export.
Trazione
Anteriore, con variante integrale 4WD disponibile fino al 1994
Restyling e fine carriera
Nel 1992 la Applause ricevette un primo aggiornamento estetico, con piccole modifiche a paraurti e gruppi ottici e l'abbandono definitivo della versione a carburatore in favore di motori a iniezione più puliti. Un restyling più corposo arrivò nel settembre 1997, presentato al Salone di Francoforte, con frontale e coda ridisegnati per un aspetto più formale, senza però riuscire a rilanciare le vendite nei mercati occidentali. Nel Regno Unito il modello venne ritirato già nella primavera del 1996, mentre la produzione globale si fermò nel maggio 2000, senza un'erede diretta per i mercati di esportazione: in patria il testimone passò alla Altis, versione rimarchiata della Toyota Camry.
La Applause oggi: un'auto quasi introvabile
Del totale di circa 22.000 esemplari prodotti, la grande maggioranza restò in Giappone, mentre al Regno Unito ne fu destinato solamente circa il 10 per cento. In Italia il modello non ha fatto parte della gamma ufficialmente importata da Daihatsu, il cui ingresso nel nostro mercato risale alla seconda metà degli anni Novanta con altri modelli: per questo oggi la Applause resta una presenza praticamente sconosciuta sulle strade italiane e un'auto da collezionisti di curiosità automobilistiche più che un'opzione concreta sul mercato dell'usato.









