Moskvich

Dall'Unione Sovietica alla nuova era cinese, la storia di un marchio che rinasce

Moskvich è uno storico marchio automobilistico russo, nato a Mosca tra la fine degli anni Venti e gli anni Quaranta e rilanciato nel 2022 sull'ex stabilimento Renault con una gamma di crossover di derivazione cinese.

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Il marchio Moskvich nasce a Mosca alla fine degli anni Venti, quando nei pressi della capitale sovietica viene costruito uno stabilimento battezzato KIM, dalle iniziali della Gioventù Comunista Internazionale. Le prime vetture assemblate, tra il 1930 e il 1933, sono in realtà Ford A e Ford AA prodotte su licenza. Solo alla fine degli anni Trenta la fabbrica ottiene una propria identità industriale, diventando MZMA, e nel 1946 dà vita al primo modello a portare davvero il nome Moskvich, la 400, derivata dalla Opel Kadett prebellica. Da qui prende avvio una lunga stagione di berline e wagon popolari che accompagna la motorizzazione di massa dell'URSS, fino a quando, nel 1969, lo stabilimento assume il nome AZLK, che manterrà per i decenni successivi. Dopo la crisi degli anni Novanta e la chiusura della produzione nei primi anni Duemila, il marchio è rimasto silente per oltre un ventennio. È tornato alla ribalta nel 2022 quando, in seguito all'uscita di Renault dal mercato russo, l'ex stabilimento del gruppo francese a Mosca è stato rilevato dal governo cittadino e riconvertito per dare il via a una nuova generazione di modelli realizzata in collaborazione con il costruttore cinese JAC e con il supporto industriale di Kamaz.

Dalle origini sovietiche al declino di AZLK

Il primo vero capitolo della storia Moskvich comincia nel 1946 con la 400, berlina derivata dalla Opel Kadett prebellica, a cui seguono nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta modelli come la 402, la 407 e soprattutto la 408, prodotta in oltre 320.000 esemplari e considerata la prima vettura sovietica dotata di zone di deformazione programmata. Dalla 408 derivano anche le versioni familiari 426 e, successivamente, 427.

  • La 412, lanciata nel 1967, viene esportata in diversi paesi occidentali con il nome commerciale Moskvich 1500.
  • Dalla metà degli anni Settanta la gamma si rinnova con la famiglia 2140, affiancata dalla wagon 2137, dalla berlina 2138 e dalla versione semplificata 21406.
  • Nel 1986 arriva la 2141, soprannominata Aleko, la prima Moskvich a trazione anteriore e simbolo del tentativo di modernizzazione del marchio negli ultimi anni dell'URSS.

Nella seconda metà degli anni Novanta, ormai come OAO Moskvitch, l'azienda prova a rilanciarsi con derivate della 2141 come il pick-up 2335, il van 2901 e l'aggiornamento estetico Svjatogor (214145), oltre alla berlina allungata Jurij Dolgorukij e alla gamma 2142 con le varianti Knjaz Vladimir, Ivan Kalita e Duet. Gli sforzi non bastano a evitare la crisi finanziaria, e la produzione si ferma definitivamente nei primi anni Duemila.

Il rilancio del 2022: nuova proprietà e produzione cinese

Nel maggio 2022 Renault firma l'accordo per cedere i propri asset industriali in Russia, incluso lo stabilimento di Mosca. L'impianto, situato in Volgogradskij Prospekt, viene rilevato dal governo della capitale e ribattezzato ufficialmente Moscow Automobile Plant Moskvich, riportando in vita un nome che mancava dal mercato da oltre vent'anni.

La nuova società è controllata al 100% dal Comune di Mosca tramite l'ente Technology Development Center, mentre la produzione dei modelli si basa su kit semi-assemblati forniti dal costruttore cinese JAC, con il supporto industriale del produttore russo di veicoli commerciali Kamaz.

La gamma moderna: crossover e liftback di base cinese

La produzione riparte nel novembre 2022 con il crossover compatto Moskvich 3, seguito dalla variante elettrica Moskvich 3e. Nel 2023 arriva il liftback compatto Moskvich 6, mentre nel 2024 debutta il crossover a sette posti Moskvich 8. Sul finire del 2025 la gamma si allarga ulteriormente con l'avvio della produzione in serie dei nuovi modelli M70, crossover compatto a trazione anteriore, e M90, ammiraglia a sette posti con trazione integrale.

Il mercato russo e i numeri delle vendite

Dopo un avvio graduale, Moskvich è entrato per la prima volta tra i dieci marchi più venduti in Russia nel novembre 2023. Il 2024 si è chiuso con una crescita marcata delle immatricolazioni rispetto all'anno precedente e con una presenza stabile in classifica, sostenuta soprattutto dal Moskvich 3 e, in misura minore, dal Moskvich 6 e dalla versione elettrica 3e.

Il 2025 ha invece segnato un'inversione di tendenza, con un calo significativo delle vendite rispetto al 2024: il Moskvich 3 resta comunque il modello più venduto della gamma, mentre le consegne della 3e elettrica si sono più che dimezzate rispetto all'anno precedente.

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Domande frequenti su Moskvich

Quando nasce il marchio Moskvich?

Le origini risalgono al 1929-1930, quando a Mosca fu costruito lo stabilimento KIM; il nome Moskvich comparve però solo nel 1946 sul primo modello di serie, la Moskvich 400.

Perché la produzione si è fermata per vent'anni?

L'azienda, diventata AZLK e poi OAO Moskvitch, attraversò una grave crisi economica negli anni Novanta e cessò la produzione nei primi anni Duemila, restando inattiva fino al rilancio del 2022.

Perché Moskvich è tornato in produzione nel 2022?

Dopo l'uscita di Renault dal mercato russo, il governo di Mosca ha rilevato l'ex stabilimento del gruppo francese nella capitale e lo ha riconvertito per rilanciare il marchio storico con una nuova gamma di modelli.

I nuovi modelli Moskvich sono davvero russi?

I modelli attuali, come Moskvich 3, 6 e 8, sono realizzati a partire da piattaforme del costruttore cinese JAC, assemblate in Russia con il supporto industriale di Kamaz.

Moskvich produce anche auto elettriche?

Sì, la Moskvich 3e è la versione a batteria del crossover compatto Moskvich 3 ed è entrata a far parte della gamma accanto alle motorizzazioni a combustione.

Come sta andando Moskvich sul mercato russo?

Dopo una crescita significativa tra il 2023 e il 2024, con ingresso stabile tra i primi dieci marchi più venduti in Russia, nel 2025 le vendite hanno registrato un calo importante rispetto all'anno precedente.

Fonti

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