Dal Moskvich 433 al Moskvich 434: un furgone che cresce con la 412
Il Moskvich 434 debutta sul finire del 1968 come diretta evoluzione del Moskvich 433, il furgone che lo stabilimento MZMA/AZLK aveva ricavato dalla berlina 408 a metà degli anni Sessanta. La carrozzeria resta quella tipica del furgone sovietico: struttura a tre porte, con pannelli metallici nervati a tutta altezza al posto dei finestrini laterali posteriori.
La vera novità del modello 434 è sotto il cofano: al posto del motore da 1.358 cc e 50 CV del 433, arriva la meccanica più moderna della berlina Moskvich 412, con un'unità da 1.478 cc capace di 75 CV. Nel corso della produzione il frontale del veicolo cambia aspetto, passando dai fari rotondi iniziali (quattro sulle versioni destinate all'esportazione) ai fari rettangolari inseriti in cornici esagonali introdotti attorno al 1970, mentre il portellone posteriore, inizialmente diviso in due ante, diventa a partire dal 1972 un unico elemento con apertura verso l'alto.
Motore
1.478 cc a benzina, alimentazione a carburatore
Motore e meccanica
Il cuore del Moskvich 434 è il motore a benzina UZAM-412 da 1.478 cc, alimentato a carburatore ed erogante 75 CV, abbinato a un cambio manuale a 4 marce e trazione posteriore, secondo lo schema classico delle vetture Moskvich dell'epoca. Questa unità derivava dalla stessa famiglia di motori sviluppata per la berlina 412, la cui progettazione aveva tratto ispirazione da soluzioni tecniche di matrice BMW, mentre l'impostazione generale della gamma Moskvich affondava le proprie radici nel progetto prebellico dell'Opel Kadett K38.
Con dimensioni compatte, un passo di 2.400 mm e un peso a vuoto di circa 1.045 kg, il 434 offriva un vano di carico di circa 1,5 metri cubi, sufficiente per le esigenze di piccole consegne e per l'impiego come veicolo di servizio presso aziende ed enti pubblici.
Potenza
75 CV
Un furgone per il lavoro, non per i privati
A differenza delle berline Moskvich, il 434 non era destinato alla vendita libera ai cittadini sovietici: si trattava di un veicolo gropopassažirskij, cioè da carico e trasporto persone, assegnato a imprese, cooperative e amministrazioni statali per compiti di servizio e distribuzione.
Il modello ebbe però una vita commerciale molto più ampia oltre i confini dell'URSS: entro la metà degli anni Settanta una quota rilevante della produzione, fino al 65% secondo le fonti storiche, veniva esportata. Nacquero così varianti dedicate, come la 434Y per i climi caldi, la 434E per l'esportazione generica e la 434P con guida a destra, pensata per i mercati a circolazione sinistra e impiegata anche dal servizio postale.
Anni di produzione
1968-1976
Produzione ed eredità
- La produzione della famiglia 433/434 fu condivisa tra lo stabilimento AZLK di Mosca e quello di Iževsk, quest'ultimo attivo sul modello 434 tra il 1968 e il 1973.
- Complessivamente la serie 433/434 raggiunse circa 104.000 unità realizzate a Mosca, a cui si aggiunsero oltre 35.000 esemplari costruiti a Iževsk nello stesso periodo.
- La produzione del 434 terminò nel 1976, quando il testimone passò ai nuovi furgoni Moskvich 2733/2734, mentre lo stabilimento di Iževsk era già passato dal 1973 al più capiente Iž-2715.