Un progetto nato per rilanciare AZLK
La 2142 viene concepita come la vettura in grado di traghettare AZLK oltre la semplice produzione di massa rappresentata dalla 2141, puntando su una carrozzeria berlina a tre volumi e su un posizionamento più alto nella gamma.
Lo sviluppo tecnico si conclude entro il 1990, ma il crollo dell'apparato industriale sovietico e i successivi cambi ai vertici dell'azienda rimandano l'avvio della produzione di serie di diversi anni, trasformando quello che doveva essere un modello di volume in una vettura assemblata in piccoli lotti.
Anni di produzione
1997-2002
Le varianti: Knyaz Vladimir, Ivan Kalita e Duet
- Knyaz Vladimir: la versione berlina familiare, la prima ad arrivare sul mercato e prodotta con continuità fino al 2002, con un restyling del frontale e del posteriore introdotto nel 2000.
- Ivan Kalita: variante a passo ulteriormente allungato, pensata per un uso più rappresentativo e istituzionale, con carrozzeria e bagagliaio estesi.
- Duet: declinazione a due porte in stile coupé, introdotta successivamente e basata sulla scocca della Aleko con l'estetica frontale della Ivan Kalita.
Motori: dal quattro cilindri sovietico al Renault
La gamma motori riflette la natura ibrida del progetto, a metà tra l'eredità industriale sovietica e l'apertura verso componentistica occidentale. Accanto ai propulsori di origine VAZ e UZAM da 1.6 e 1.7 litri, derivati dalla tradizione motoristica Moskvich, le versioni più curate montano i quattro cilindri Renault F3R ed F7R da 2.0 litri, abbinati a un cambio manuale a 5 rapporti.
L'adozione dei motori francesi nasce da un'intesa industriale con l'ambizione di un'alleanza tra AZLK e AvtoVAZ, un percorso che però non arriva mai a compimento.
Una produzione mai davvero decollata
Nonostante l'ambizione del progetto, la 2142 resta un'auto di nicchia per tutta la sua vita commerciale: le diverse varianti sommate non superano poche migliaia di esemplari complessivi, un volume lontano dagli obiettivi originari di produzione di massa fissati già nel 1992.
Il tentativo di produrre una berlina rappresentativa in uno stabilimento storicamente organizzato per le utilitarie compatte pesa sulla qualità costruttiva e sui costi, contribuendo alle difficoltà finanziarie che porteranno AZLK al fallimento nel 2002, decretando la fine definitiva della produzione.