Una coupé nata per rilanciare AZLK
Il Duet nasce all'interno del programma Moskvich 2142, l'ultimo tentativo dell'AZLK di proporre una gamma di vetture di rappresentanza capace di competere con le berline occidentali arrivate sul mercato russo dopo l'apertura degli anni Novanta. Mentre Ivan Kalita e Kniaz Vladimir restavano fedeli alla formula della berlina a quattro porte, il Duet reinterpretava la stessa base meccanica in chiave coupé a due porte e due posti, pensata per un pubblico più giovane rispetto alla clientela istituzionale delle sorelle maggiori.
Esteticamente il Duet condivideva con la Ivan Kalita la calandra cromata e imponente, tratto distintivo dell'intera famiglia 2142, mentre la coda più corta e il montante posteriore inclinato accentuavano il carattere sportivo della carrozzeria. Poco dopo il debutto arrivò la variante Duet-2, allestita con un frontale ripreso dalla Svyatogor e una coda derivata dalla Kniaz Vladimir, proposta a un costo inferiore per ampliare la platea di potenziali acquirenti.
Motorizzazioni
Benzina 1.6-2.0 litri, da 77 a 147 CV
Motori: dalle unità sovietiche ai propulsori Renault
La gamma motori del Duet rifletteva la fase di transizione industriale vissuta da AZLK in quegli anni. Alle unità di origine sovietica, come il quattro cilindri VAZ-2106-70 da 1,6 litri e il più moderno UZAM-3317 da 1,7 litri, si affiancavano due motori Renault adottati grazie agli accordi industriali stretti dall'azienda russa nella seconda metà degli anni Novanta.
- VAZ-2106-70 1.6, circa 77 CV
- UZAM-3317 1.7, circa 85 CV
- Renault F3R 2.0 SOHC, 113 CV
- Renault F7R 2.0 DOHC, 147 CV
Il Renault F7R, il più prestazionale della gamma, rappresentava un caso più unico che raro per una vettura a marchio Moskvich, capace di garantire prestazioni ben superiori a quelle delle tradizionali berline sovietiche derivate dalla 2141. Tutte le versioni erano abbinate a un cambio manuale a cinque marce.
Anni di produzione
1999-2001
Duet e Duet-2: due interpretazioni della stessa idea
Le due varianti del modello non erano semplici allestimenti, ma vetture con una propria identità stilistica pur condividendo l'impostazione di base a due posti. Il Duet originale, presentato nella prima parte del 1999, riprendeva plancia e rifiniture interne della Ivan Kalita, posizionandosi come la versione più curata e vicina alla vocazione di rappresentanza della gamma 2142.
Il Duet-2, arrivato pochi mesi più tardi, puntava invece su un posizionamento più accessibile, con un frontale mutuato dalla Svyatogor e una coda ispirata alla Kniaz Vladimir. In entrambi i casi la costruzione restò legata a metodi artigianali, con esemplari assemblati singolarmente anziché su una vera linea di produzione, coerentemente con le difficoltà finanziarie che l'azienda stava attraversando.
Una rarità figlia della fine di un'epoca
La storia commerciale del Duet fu brevissima. La produzione, già di per sé limitata a pochissime unità costruite pezzo per pezzo, si interruppe di fatto nel 2001, mentre nel 2002 sulla versione ancora offerta comparve un leggero restyling della calandra, resa più affilata e simile a quella della Kniaz Vladimir di seconda serie. Pochi mesi dopo, nel 2002, AZLK dichiarò il fallimento e cessò definitivamente la produzione di automobili, chiudendo un capitolo iniziato negli anni Trenta con le prime Moskvich.
Proprio per questa combinazione di rarità estrema e legame diretto con gli ultimi giorni dell'azienda sovietica, il Duet è oggi conosciuto quasi esclusivamente tra gli appassionati e i collezionisti di auto dell'ex blocco sovietico, più che tra il grande pubblico.