Dalla Moskvich-412 alla wagon di Izhevsk
La Moskvich 21215 nasce come evoluzione pratica della berlina Moskvich-412, di cui riprende il frontale e gran parte della meccanica. La novità principale sta nella coda: al posto del portabagagli tradizionale, i progettisti di Izhevsk disegnarono un portellone posteriore ad apertura verticale, creando uno dei primi liftback prodotti in serie in Unione Sovietica.
- Pianale rinforzato con nervature aggiuntive per sostenere il nuovo vano di carico
- Sedili posteriori ribaltabili per aumentare la capacità di stivaggio
- Ampia compatibilità di componenti con la Moskvich-412 di serie
Motore
UZAM-412, 4 cilindri in linea, 1.5 litri a benzina
Motore e prestazioni
Sotto il cofano trova posto il quattro cilindri in linea UZAM-412 da 1,5 litri, un propulsore a benzina capace di erogare 75 CV a 5800 giri/min e una coppia massima di circa 108 Nm tra 3400 e 3800 giri/min. Abbinato al cambio manuale a quattro rapporti, permette alla vettura di raggiungere una velocità massima dichiarata di 142 km/h, con uno 0-100 km/h coperto in circa 19 secondi: prestazioni modeste ma coerenti con l'uso pratico e familiare per cui il modello era pensato.
Potenza
75 CV (55 kW) a 5800 giri/min
Il restyling del 1982: nasce la Iž-21251
Nel 1982 il modello viene aggiornato in modo sostanziale e ribattezzato Iž-21251. La modifica più rilevante riguarda l'impianto frenante, con l'introduzione dei freni a disco anteriori e circuiti frenanti indipendenti tra asse anteriore e posteriore, a tutto vantaggio della sicurezza. Cambiano anche i dettagli estetici, con maniglie delle portiere incassate e una calandra più scura, mentre dal 1993 i paraurti vengono verniciati in tinta con la carrozzeria.
Velocità massima
142 km/h
Affidabilità e vita da collezionisti oggi
Chi ha posseduto una Moskvich 21215 ne ricorda soprattutto la solidità costruttiva, l'ampio bagagliaio e i costi di gestione contenuti, qualità che ne facevano un mezzo apprezzato per l'uso quotidiano e familiare nell'Unione Sovietica e, successivamente, nei mercati dell'Europa orientale. Il rovescio della medaglia era un livello di comfort limitato, senza aria condizionata e con un isolamento acustico modesto. Oggi il modello sopravvive quasi esclusivamente nel circuito degli appassionati di auto d'epoca sovietiche, dove la principale difficoltà non è la meccanica, robusta e semplice da mantenere, ma il reperimento di ricambi originali.