Scheda modello

Moskvich Knjaz Vladimir

La Moskvich Knjaz Vladimir è una berlina di rappresentanza a passo allungato, realizzata in serie limitatissima dalla russa AZLK tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila sulla base della piattaforma Aleko.

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Perché sì

  • Abitacolo posteriore più spazioso grazie al passo allungato di circa 200 mm rispetto alla Aleko/Svyatogor
  • Bagagliaio separato che offre maggiore praticità di carico rispetto alla variante hatchback Yuriy Dolgorukiy
  • Disponibilità, nelle serie più recenti, del motore Renault F3R più moderno ed efficiente dei propulsori sovietici originari
  • Rarità che oggi la rende un pezzo ricercato dai collezionisti di vetture dell'ex blocco sovietico

Da valutare

  • Produzione artigianale in piccolissima serie, con standard qualitativi e di finitura non uniformi
  • Parte della gamma motori ancora legata ai datati propulsori sovietici УЗАМ, poco affidabili
  • Insuccesso commerciale, con vendite molto limitate anche verso enti pubblici e aziendali
  • Ricambi e assistenza oggi difficilissimi da reperire al di fuori dell'ex Unione Sovietica

In sintesi

Segmento
Berlina di rappresentanza
Carrozzeria
Berlina a 4 porte
Anni di produzione
1997 - 2001
Costruttore
AZLK, Mosca
Piattaforma
Moskvich-2141 Aleko a passo allungato
Dimensioni (L x l x h)
4.710 x 1.690 x 1.400 mm
Motorizzazioni
1.7 УЗАМ-3317 (80 CV) e 2.0 Renault F3R (113-114 CV)
Trazione e cambio
Trazione anteriore, manuale a 5 marce
Velocità massima
Fino a 175 km/h
Esemplari prodotti
Circa 1.300 unità

La Knjaz Vladimir nasce alla fine degli anni Novanta come tentativo di AZLK di offrire una berlina più rappresentativa partendo dalla piattaforma della Moskvich-2141 Aleko, già rinnovata nella versione Svyatogor. Il nome, che richiama il principe Vladimir il Grande di Kiev, si inserisce in una linea di modelli dedicati a figure storiche della Rus' antica, insieme alla Yuriy Dolgorukiy, versione a carrozzeria hatchback con lo stesso passo allungato. Per creare la Knjaz Vladimir i tecnici di AZLK allungarono il telaio della Aleko di circa 200 mm, dotandolo di un bagagliaio separato al posto del portellone, in modo da ottenere una berlina a quattro porte più adatta a una clientela business e istituzionale. La produzione, avviata artigianalmente e in numeri molto contenuti, si concluse entro il 2001-2002, proprio negli anni in cui la crisi finanziaria di AZLK portava la fabbrica verso il fallimento.

Dalla Aleko alla berlina di rappresentanza

La Knjaz Vladimir, internamente siglata 2142R5, deriva direttamente dalla piattaforma della Moskvich-2141 Aleko, la compatta a due volumi lanciata da AZLK a metà degli anni Ottanta e in seguito aggiornata nella versione Svyatogor. Per dare vita a una berlina più adatta a una clientela di rappresentanza, gli ingegneri di AZLK allungarono il pianale di circa 200 mm e sostituirono il portellone posteriore con un bagagliaio separato.

La stessa base allungata diede origine anche alla Yuriy Dolgorukiy, una versione a carrozzeria hatchback che manteneva il passo più lungo ma senza il baule indipendente, confermando la strategia di AZLK di derivare più varianti dallo stesso pianale per contenere i costi di sviluppo.

Motorizzazioni

1.7 УЗАМ-3317 (80 CV) e 2.0 Renault F3R (113-114 CV)

Motori e meccanica

Le prime Knjaz Vladimir uscite dalla fabbrica di Mosca montavano il quattro cilindri sovietico УЗАМ-3317 da 1,7 litri e circa 80 CV, alimentato a carburatore. Dal 1998 la gamma si arricchì del più moderno Renault F3R da 2,0 litri e 113-114 CV con iniezione elettronica, frutto della collaborazione industriale che AZLK intratteneva con la casa francese in quegli anni.

  • Trazione anteriore
  • Cambio manuale a 5 rapporti
  • Velocità massima compresa tra 165 e 195 km/h a seconda della motorizzazione montata

Nelle ultime serie comparvero anche unità di origine ВАЗ e varianti aggiornate del propulsore УЗАМ, segno delle difficoltà di approvvigionamento che caratterizzavano la produzione russa di fine anni Novanta.

Velocità massima

Fino a 175 km/h

Una produzione di nicchia negli anni difficili di AZLK

La Knjaz Vladimir non fu mai un prodotto di massa: si stima che ne siano stati realizzati circa 1.300 esemplari tra il 1997 e il 2001, un numero che colloca il modello tra le Moskvich più rare in assoluto. L'intera famiglia di berline derivate dal progetto 2142, comprensiva anche delle varianti più lussuose, non superò complessivamente le 3.500 unità.

Il progetto nacque con l'ambizione di offrire ai dirigenti d'azienda e ai funzionari pubblici un'alternativa nazionale alle berline importate, ma i volumi ridottissimi e i costi di una produzione semi-artigianale contribuirono alle difficoltà finanziarie che, nel 2002, portarono AZLK al fallimento.

Anni di produzione

1997 - 2001

Le altre declinazioni a passo lungo

Accanto alla Knjaz Vladimir, AZLK propose anche la Ivan Kalita, una variante ancora più allungata pensata come vettura di rappresentanza per le istituzioni moscovite, distribuita in numeri ancora più contenuti. Completava la famiglia la Duet, una coupé a due porte sperimentale presentata nel 1999, testimonianza dei tentativi di AZLK di differenziare l'offerta partendo da un'unica base meccanica ormai datata.

Le generazioni della Knjaz Vladimir

  • Serie iniziale con motore УЗАМ-3317 (1997) — Debutto della Knjaz Vladimir con il quattro cilindri sovietico da 1,7 litri e 80 CV a carburatore, in produzione estremamente limitata.
  • Serie con motore Renault F3R (1998-2001) — Introduzione del quattro cilindri Renault F3R da 2,0 litri e 113-114 CV a iniezione, frutto della collaborazione industriale tra AZLK e la casa francese; in parallelo debutta la variante di lusso Ivan Kalita a passo ulteriormente allungato.

Domande frequenti sulla Knjaz Vladimir

Che cos'è la Moskvich Knjaz Vladimir?

È una berlina di rappresentanza a passo allungato prodotta da AZLK tra il 1997 e il 2001, derivata dalla piattaforma della Moskvich-2141 Aleko con un bagagliaio separato al posto del portellone.

Quanti esemplari furono prodotti?

Si stimano circa 1.300 unità della sola Knjaz Vladimir, un numero che la rende una delle Moskvich più rare in assoluto.

Che motori montava?

Inizialmente il quattro cilindri sovietico УЗАМ-3317 da 1,7 litri e 80 CV a carburatore, poi affiancato dal Renault F3R da 2,0 litri e 113-114 CV a iniezione a partire dal 1998.

Da dove deriva il nome Knjaz Vladimir?

Il nome richiama il principe Vladimir il Grande di Kiev, in linea con la scelta di AZLK di dedicare le varianti a passo lungo del progetto 2141/2142 a figure storiche della Rus' antica, come la Yuriy Dolgorukiy e la Ivan Kalita.

È oggi possibile trovarne una usata?

È estremamente raro incontrarne un esemplare in vendita, anche nell'ex Unione Sovietica, data la produzione limitatissima e le difficoltà nel reperire ricambi originali.

Fonti

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