La leggenda della Yellowbird
Il momento che consacra Ruf a livello mondiale arriva nel 1987 con la CTR, universalmente conosciuta come Yellowbird per la sua livrea gialla scelta durante un test della rivista Road & Track. Basata sulla Porsche 911, la CTR monta un flat-six 3,4 litri biturbo da 469 CV, abbinato a pannelli di carrozzeria alleggeriti, un roll-bar integrato e un cambio custom.
Nell'aprile del 1987 la Yellowbird raggiunge circa 339 km/h, superando la velocità dichiarata dalla Ferrari F40 e conquistando il titolo, all'epoca, di vettura di serie più veloce al mondo. Ne vengono costruiti solo 29 esemplari partendo da 911 nuove di fabbrica, a cui si aggiungono alcune decine di conversioni su vetture di clienti.
L'evoluzione della gamma CTR
Il nome CTR torna più volte nella storia del marchio, ogni volta per segnare un salto tecnologico. La CTR2, prodotta tra il 1996 e il 1997, adotta un flat-six 3,6 litri biturbo da 520 CV e spinge la velocità massima fino a 350 km/h.
Con la CTR3, presentata nel 2007, Ruf compie il passo più importante della sua storia: per la prima volta l'azienda realizza da sé telaio e carrozzeria, senza partire da una Porsche di base. Il motore è un flat-six 3,7 litri biturbo da 691 CV, capace di spingere la vettura fino a 375 km/h.
Nel 2017, in occasione dei trent'anni dalla Yellowbird originale, debutta la CTR Anniversary: monoscocca in fibra di carbonio interamente sviluppata da Ruf, motore boxer 3,6 litri biturbo raffreddato a liquido da circa 700 CV e cambio manuale a sette rapporti realizzato su base ZF, per una produzione limitata a poche decine di esemplari.
Oltre le supercar: SUV, elaborazioni ed elettrico
Il catalogo Ruf non si esaurisce nelle coupé sportive. Nel 2009 arriva la Dakara, un SUV basato sulla Porsche Cayenne ed equipaggiato con un V8 biturbo 4,5 litri da 600 CV, pensato per unire prestazioni e praticità.
Nel 2015, al Salone di Ginevra, debutta la Turbo Florio, coupé con motore flat-six 3,8 litri biturbo da 644 CV e velocità massima dichiarata di 330 km/h. Più recente è la SCR, aspirata e priva di turbocompressori, che sulla base tecnica della CTR Anniversary sviluppa 510 CV per un peso contenuto di circa 1.250 kg.
Ruf ha inoltre esplorato la mobilità elettrica con il progetto eRuf, una conversione a batteria capace di superare i 200 km/h di velocità massima e diverse centinaia di chilometri di autonomia, a testimonianza della volontà del marchio di sperimentare oltre il motore a combustione.
Un costruttore, non un tuner
Ciò che distingue Ruf da un semplice preparatore è lo status di costruttore automobilistico indipendente, ottenuto nel 1981 e mantenuto fino ad oggi. Ogni vettura riceve un proprio numero di telaio e una propria omologazione, elemento che ha permesso all'azienda di comparire in numerosi videogiochi di guida come marchio a sé stante, in anni in cui la licenza Porsche era detenuta in esclusiva da altri produttori.
Ancora oggi Ruf resta un'impresa a conduzione familiare, guidata da Alois Ruf Jr., con una produzione artigianale e numeri contenuti che ne fanno uno dei costruttori di supercar più esclusivi d'Europa.