NSU

Il coraggio dell'innovazione, dal telaio a maglia al motore rotativo

NSU è stata una storica casa automobilistica e motociclistica tedesca di Neckarsulm, ricordata per l'utilitaria Prinz e per essere stata pioniera mondiale del motore Wankel con la Ro80.

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La storia di NSU comincia lontano dalle automobili: nel 1873 Christian Schmidt e Heinrich Stoll fondano a Riedlingen un'officina meccanica per la produzione di macchine per maglieria, che si trasferisce nel 1880 a Neckarsulm, cittadina che darà il nome all'azienda (Neckarsulmer Strickmaschinenfabrik). Da lì il percorso industriale si sposta prima sulle biciclette, poi sulle motociclette a partire dal 1901, fino a diventare negli anni Cinquanta il più grande produttore mondiale di moto.

Dalle due alle quattro ruote

NSU affianca la produzione motociclistica con le prime automobili già a partire dal 1905, ma è negli anni Venti che l'attività a quattro ruote conosce una battuta d'arresto: nel 1929 lo stabilimento di Heilbronn dedicato alle vetture viene ceduto a Fiat, mentre la sede di Neckarsulm continua a concentrarsi sulle motociclette, arrivando a dominare il mercato mondiale a metà degli anni Cinquanta.

Il ritorno all'automobile avviene nel 1957 con il lancio della NSU Prinz, una piccola vettura a motore posteriore che segna la rinascita del marchio come costruttore di auto.

La Prinz e il successo di massa

La Prinz, disegnata da Claus Luthe con uno stile che richiama la Chevrolet Corvair, diventa un caso commerciale di rilievo: la versione Prinz 4 supera da sola le 570.000 unità prodotte, con l'Italia tra i mercati di esportazione più importanti. Accanto alla berlina compatta nasce anche la Sport Prinz, coupé due posti disegnata da Franco Scaglione e costruita inizialmente da Bertone a Torino, apprezzata per l'eleganza delle linee nonostante la meccanica derivata dalla piccola utilitaria.

  • Prinz (1957): ritorno di NSU al mercato delle automobili
  • Prinz 4: la versione di maggior successo commerciale
  • Sport Prinz: coupé con carrozzeria firmata Bertone

La scommessa del motore Wankel

NSU è tra le prime aziende al mondo a credere nel motore rotativo sviluppato da Felix Wankel. Nel 1964 debutta la NSU Spider, prima vettura di serie al mondo equipaggiata con un motore Wankel monorotore, seguita nel 1967 dall'ammiraglia Ro80, con un bi-rotore da 995 cm³ e una carrozzeria dal coefficiente aerodinamico molto basso per l'epoca, che le vale il titolo di Auto dell'Anno nel 1968.

La tecnologia si rivela però prematura: i problemi di tenuta delle guarnizioni del rotore costringono NSU a costosi interventi in garanzia, un impegno finanziario che il marchio non riuscirà più a sostenere.

La confluenza in Audi

Nel 1969 il Gruppo Volkswagen acquisisce NSU e la fonde con Auto Union, dando vita ad Audi NSU Auto Union AG. La produzione della Ro80 prosegue fino al 1977, ultimo modello a portare il nome NSU, mentre la sigla scompare definitivamente dalla ragione sociale nel 1985, quando l'azienda assume il nome che conosciamo oggi: Audi.

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Domande frequenti su NSU

Quando è nata NSU e cosa produceva all'inizio?

NSU nasce nel 1873 a Riedlingen come officina per macchine da maglieria, prima di trasferirsi a Neckarsulm e dedicarsi in seguito a biciclette, motociclette e infine automobili.

Perché NSU è considerata pioniera del motore Wankel?

Perché nel 1964 ha lanciato la Spider, la prima automobile di serie al mondo con motore rotativo Wankel, seguita nel 1967 dalla Ro80 con un bi-rotore più evoluto.

Che fine ha fatto il marchio NSU?

Nel 1969 NSU è stata acquisita dal Gruppo Volkswagen e fusa con Auto Union, dando origine ad Audi NSU Auto Union AG, che nel 1985 ha assunto definitivamente il nome Audi.

Qual è stato il modello NSU di maggior successo commerciale?

La Prinz 4, con oltre 570.000 esemplari prodotti, è stata di gran lunga il modello più venduto della casa tedesca, in particolare sui mercati esteri come l'Italia.

Perché la Ro80 è considerata importante nonostante l'insuccesso commerciale?

Perché ha anticipato soluzioni tecniche e stilistiche, come l'aerodinamica curata e la trazione anteriore abbinata al motore rotativo, diventando un punto di riferimento nella storia dell'ingegneria automobilistica pur scontando i problemi di affidabilità del propulsore.

Fonti

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