Dalla Prinz IV alla Prinz 1000
La Prinz 1000 nasce come sorella maggiore della Prinz IV, di cui condivide l'impostazione generale ma non le proporzioni: la lunghezza cresce di oltre 35 centimetri e il passo si allunga fino a 2.250 mm, con l'obiettivo dichiarato di offrire più spazio ai passeggeri posteriori. La linea, firmata dal designer NSU Claus Luthe, mantiene una chiara continuità stilistica con il modello precedente ma introduce fari anteriori di forma ovale al posto di quelli tondi e prese d'aria posteriori più ampie per il raffreddamento del motore.
Il debutto avviene al Salone di Francoforte del 1963, mentre le prime consegne ai concessionari tedeschi partono nella primavera del 1964: in pochi giorni le richieste superano il migliaio di unità, segno di un'accoglienza molto positiva sul mercato.
Cilindrata
996 cc (fino a circa 1085 cc nelle versioni TT)
Meccanica: motore posteriore e sospensioni a ruote indipendenti
Il cuore della Prinz 1000 è un quattro cilindri in linea da 996 cc, raffreddato ad aria e posizionato a sbalzo dietro l'asse posteriore, con distribuzione monoalbero in testa e alimentazione a carburatore. Nelle versioni di serie eroga 40 o 43 CV a seconda dell'allestimento, per una velocità massima di circa 130-135 km/h.
- Sospensioni: quadrilateri all'anteriore e bracci oscillanti indipendenti al posteriore, entrambi con molle elicoidali e ammortizzatori idraulici telescopici
- Freni: a tamburo sulle quattro ruote di serie, con dischi anteriori disponibili come optional
- Sterzo: a cremagliera, senza servoassistenza
Questo layout tecnico, insolito per una utilitaria dell'epoca, è alla base della fama di agilità e precisione di guida che ha accompagnato la vettura fin dal lancio.
Potenza
Da 40-43 CV delle versioni di serie fino a 65-70 CV di TT e TTS
Le versioni sportive TT e TTS
Accanto alle varianti di serie L, S, NSU 1000 e 1000 C, NSU sviluppa derivazioni più sportive pensate per le competizioni: la Prinz 1000 TT, con il quattro cilindri portato a una cilindrata maggiore e una potenza compresa tra 55 e 65 CV a seconda dell'anno di produzione, e la ancora più radicale TTS, che sfrutta una preparazione spinta del 996 cc per arrivare a circa 70 CV.
Leggere, agili e con un ottimo rapporto peso/potenza, queste varianti si sono distinte in rally e gare in salita: nel 1965 Siegfried Spiess conquista il Campionato tedesco della Montagna nella categoria Gran Turismo al volante di una versione fortemente elaborata del modello. Proprio dal successo sportivo della TT nascerà, a partire dal 1967, la linea autonoma NSU TT, che proseguirà il percorso agonistico del marchio.
Velocità massima
Circa 130-135 km/h di serie, fino a 150 km/h nelle versioni sportive
Fine produzione ed eredità
Nella seconda metà degli anni Sessanta il mercato delle utilitarie cambia rapidamente: le nuove berline a motore anteriore, come la Fiat 128, offrono un bagagliaio più capiente e un'abitabilità superiore rispetto alle vetture a sbalzo posteriore come la Prinz 1000, il cui vano di carico anteriore resta limitato a circa 350 litri. Complice anche l'assorbimento di NSU da parte del gruppo Volkswagen-Audi, la produzione della Prinz 1000 e delle sue derivate termina il 20 dicembre 1972.
Oggi la Prinz 1000 e, ancor più, le rare TT e TTS sono ricercate dai collezionisti di auto d'epoca tedesche: gli esemplari di serie in buono stato si trovano generalmente in un intervallo di alcune migliaia di euro, mentre le versioni sportive più rare, per via della produzione limitata, possono raggiungere quotazioni sensibilmente più elevate.