Dalla Prinz alla Sport-Prinz: la rinascita automobilistica di NSU
Dopo essere stata per anni il più grande costruttore di motociclette al mondo, NSU torna all'automobile con la Prinz, piccola berlina a motore posteriore pensata per un pubblico europeo che, nel benessere del dopoguerra, cercava un'auto vera più che un tetto su due ruote. Il successo commerciale della Prinz spinge presto l'azienda di Neckarsulm ad ampliare la gamma con una versione più ambita nell'aspetto e nel carattere: nasce così, nel 1959, la Sport-Prinz.
La nuova coupé condivide con la berlina il pianale, il motore posteriore e buona parte della meccanica, ma si distingue per una carrozzeria completamente originale, pensata per un pubblico più attento all'estetica e al piacere di guida.
Potenza massima
30 CV (22 kW)
Il design di Franco Scaglione per Bertone
Per disegnare la sua coupé, NSU si rivolge alla Bertone di Torino, incaricando Franco Scaglione, il designer che poco prima aveva firmato le linee dell'Alfa Romeo Giulietta Sprint. Il risultato è una due posti dal frontale con fari semi-integrati nei parafanghi, una sottile calandra cromata e un cofano motore diviso da un inserto longitudinale, con fiancate pulite ed essenziali.
- I primi esemplari vengono assemblati direttamente da Bertone a Torino
- La produzione si sposta poi in Germania, presso la Karrosseriewerke Drauz di Heilbronn, in seguito rilevata da NSU
- L'assemblaggio finale e la commercializzazione restano centrati sullo stabilimento di Neckarsulm
Velocità massima
circa 120 km/h
Motore e meccanica
La Sport-Prinz monta un bicilindrico raffreddato ad aria, posizionato al retrotreno, inizialmente di 583 cm³ per 30 CV a 5.500 giri. Dal 1961 la cilindrata cresce a 598 cm³, mantenendo una potenza dichiarata sempre attorno ai 30 CV ma con una coppia leggermente superiore. Il cambio è un manuale a quattro rapporti sincronizzati.
Il telaio, derivato da quello della berlina Prinz, utilizza sospensioni indipendenti su entrambi gli assi, con avantreno a quadrilateri e sterzo a cremagliera. Nel corso della produzione la vettura riceve diversi affinamenti: barra stabilizzatrice e assetto rivisto nel 1960, abitacolo aggiornato con orologio e indicatore del carburante nel 1962, fino ai freni a disco anteriori adottati nel 1964, ripresi dalla più moderna Prinz 1000.
Anni di produzione
1959-1967
L'eredità della Sport-Prinz: la strada verso il motore Wankel
Oltre al proprio ruolo di coupé sportiva accessibile, la Sport-Prinz ha un'importanza che va oltre le sue vendite: la sua piattaforma costituisce infatti la base tecnica sulla quale NSU sviluppa la Spider, la prima automobile di serie al mondo equipaggiata con motore rotativo Wankel. Un'eredità che testimonia il ruolo della piccola coupé come laboratorio tecnico per l'azienda di Neckarsulm, poco prima che questa intraprendesse la strada, poi proseguita in seno ad Audi, dell'innovazione motoristica.
Cilindrata
583 cm³ (dal 1961: 598 cm³)
La Sport-Prinz oggi: un'auto d'epoca da collezione
Uscita di produzione nel 1967, la Sport-Prinz è oggi un'apprezzata classica del collezionismo europeo, ricercata soprattutto per il design Bertone e per la relativa rarità rispetto alla ben più diffusa berlina Prinz. Sul mercato dell'usato le quotazioni variano molto in base allo stato di conservazione, con esemplari da restaurare che partono da poche migliaia di euro ed esemplari ben tenuti o a basso chilometraggio che possono superare i 20.000 euro; i pochi esemplari costruiti direttamente da Bertone a Torino sono generalmente i più ricercati dai collezionisti.