Il debutto al Salone di Francoforte
La Wankel-Spider viene svelata al pubblico nel settembre 1963, in occasione del Salone di Francoforte, e arriva sul mercato l'anno successivo. È il risultato di oltre un decennio di lavoro tra NSU e Felix Wankel sul motore a pistone rotante, un percorso iniziato con piccoli propulsori sperimentali per motociclette e culminato nell'installazione di un'unità Wankel monorotore su una vettura di serie.
- Debutto: Salone di Francoforte, settembre 1963
- Commercializzazione: dal 1964
- Primato: prima automobile di serie al mondo con motore Wankel
Motore
Wankel monorotore KKM 502, 498 cc, raffreddato ad acqua
Il motore Wankel monorotore: la vera rivoluzione
Il cuore della Spider è il motore KKM 502, un'unità monorotore da 498 cc raffreddata ad acqua, collocata a sbalzo posteriore per lasciare spazio al radiatore e al serbatoio da 35 litri montati anteriormente, a beneficio della ripartizione dei pesi. Il peso contenuto del gruppo propulsore, circa 125 kg, e la sua fluidità di funzionamento, spesso paragonata a quella di un sei cilindri, furono i principali argomenti di vendita.
- Potenza iniziale: 50 CV a 5.500 giri/min
- Potenza nelle ultime serie: 54 CV a 6.000 giri/min
- Trasmissione: manuale a 4 marce sincronizzate
Potenza
50 CV a 5.500-6.000 giri/min (54 CV nelle ultime versioni)
Il design Bertone e i legami con la Sport Prinz
La carrozzeria, firmata dalla Bertone, riprende l'impostazione meccanica e stilistica della coupé Sport Prinz del 1959, trasformandola in una spider a due posti con capote pieghevole in tela e una mascherina anteriore ridisegnata. Le linee pulite e la coda affusolata nascondono il motore posteriore, mentre la disposizione degli ingombri meccanici consente, caso raro per una vettura a motore posteriore, di avere sia un vano bagagli anteriore sia uno posteriore.
Velocità massima
Oltre 150 km/h
Affidabilità e la fine prematura della produzione
Il tallone d'Achille della Wankel-Spider fu proprio il suo elemento più innovativo: le guarnizioni di tenuta del rotore, sollecitate da pressioni e temperature elevate e da una lubrificazione non sempre adeguata, si usuravano rapidamente, causando cali di compressione e consumi di carburante superiori alle attese. Questi limiti tecnici, uniti ai costi di garanzia per NSU, contribuirono a una produzione limitata a soli 2.375 esemplari in tre anni, prima che il testimone passasse alla berlina Ro 80, dotata di un più evoluto motore bi-rotore.
- Difetto principale: usura delle guarnizioni del rotore
- Conseguenza: produzione interrotta nel 1967
- Erede: NSU Ro 80, con motore Wankel bi-rotore
Anni di produzione
1964-1967
La Wankel-Spider oggi: un classico raro
Con appena 2.375 unità costruite e una vita commerciale di soli tre anni, la Wankel-Spider è oggi un'auto d'epoca rara, ricercata soprattutto dai collezionisti attenti alla storia della tecnica motoristica più che alle prestazioni pure. Il suo valore risiede nell'essere stata la prima vettura di serie al mondo a montare un motore Wankel, un primato che ha aperto la strada a soluzioni poi riprese, con esiti alterni, da altri costruttori.