Un motore rivoluzionario
Il cuore della NSU RO80 è un motore rotativo Wankel birotore da 995 cm³ complessivi, capace di erogare circa 115 CV. Rispetto a un tradizionale propulsore a pistoni, il Wankel offre un funzionamento fluido, silenzioso e con vibrazioni ridotte, grazie all'assenza di organi meccanici a movimento alternato.
- Potenza erogata ai regimi medio-alti, con marcia particolarmente scorrevole in autostrada
- Trasmissione semiautomatica a tre rapporti con frizione azionata sottovuoto, per un utilizzo simile a un cambio automatico
- Trazione anteriore, scelta ancora poco diffusa tra le grandi berline dell'epoca
Fu proprio questa unità, tanto innovativa quanto delicata, a rendere la RO80 uno dei progetti più discussi della storia dell'automobile.
Motore
Bicilindrico rotativo Wankel, 995 cc
Design aerodinamico e abitabilità
La linea della RO80, disegnata da Claus Luthe, adotta una forma a cuneo con frontale basso e coda rialzata, sviluppata in galleria del vento per ridurre la resistenza aerodinamica. Il risultato è una carrozzeria dalle superfici vetrate generose e da un'abitabilità superiore a quella di molte concorrenti dell'epoca.
Nell'agosto 1975 la vettura riceve l'unico restyling della sua carriera, un intervento discreto che aggiorna in particolare il frontale, lasciando pressoché invariata l'impostazione stilistica originale.
Potenza massima
Circa 115 CV a 5.500-6.500 giri/min
I problemi di affidabilità e il declino commerciale
Nonostante l'accoglienza entusiastica della critica, il motore Wankel della RO80 si rivelò tutt'altro che maturo per la produzione di serie. Le tenute periferiche dei rotori si usuravano rapidamente, soprattutto nei cicli di avviamento a freddo, causando rotture anche a percorrenze molto contenute e costringendo NSU a sostituire numerosi propulsori in garanzia.
- Consumi elevati, spesso superiori ai 15 litri per 100 km
- Costi di manutenzione importanti per l'epoca
- Crisi petrolifera del 1973, che penalizzò ulteriormente un'auto già poco efficiente
Questi fattori, uniti alla concorrenza della più convenzionale Audi 100, compromisero progressivamente le vendite della RO80.
Velocità massima
180 km/h
Da NSU ad Audi: un'eredità pesante
Nel 1969 il gruppo Volkswagen rileva NSU, unendola ad Auto Union per dare vita ad Audi NSU Auto Union AG. I costi legati alle riparazioni in garanzia della RO80 pesano sui conti dell'operazione, contribuendo alla decisione di abbandonare gradualmente il marchio NSU in favore di Audi. L'ultimo esemplare di RO80 esce dallo stabilimento di Neckarsulm nell'aprile 1977, chiudendo la storia della casa come costruttore di automobili.