Le origini di un costruttore di nicchia
Il marchio Tasso nasce all'interno del panorama italiano dei quadricicli leggeri, un segmento popolato da diversi piccoli costruttori attivi soprattutto tra gli anni Novanta e Duemila. I documenti di settore riconducono l'attività del marchio a un arco di tempo compreso indicativamente tra il 1998 e il 2005.
Come accadeva spesso in questo comparto, Tasso condivideva componenti, pianali e parte della rete di ricambi con il marchio Italcar: non a caso, ancora oggi i cataloghi di ricambistica per minicar elencano i due nomi insieme, segno di una parentela produttiva stretta tra le due gamme.
La gamma dei modelli
Nel corso della sua attività Tasso ha proposto diversi modelli, quasi tutti declinati in più allestimenti e in versione diesel o elettrica:
- Bingo, il modello più diffuso della gamma, disponibile anche in allestimento TC ed elettrico;
- Domino, proposto sia a gasolio sia in versione Elettrico, con carrozzeria a due posti;
- King, offerto negli allestimenti Basic, Classic ed Elegant;
- Hola, altra proposta della gamma cittadina;
- le serie T2 e T3, condivise con il marchio gemello Italcar;
- i modelli TD, Altro e la serie C1D (nelle varianti C1DB e C1DM).
Si trattava in generale di veicoli monovolume compatti, con uno o due posti, pensati per un uso prevalentemente urbano.
Motori e allestimenti: diesel o elettrico
La meccanica di Tasso rispecchiava gli standard dei quadricicli leggeri dell'epoca. La motorizzazione diesel più diffusa era un bicilindrico in linea da 505 cm3, con potenza massima di circa 4 kW (5 CV) a 3.100 giri/minuto e coppia di 15 Nm, abbinato a un cambio automatico a variazione continua (CVT) e trazione anteriore.
Accanto alla gamma a gasolio, Tasso proponeva anche allestimenti elettrici, come il Bingo Elettrica e il Domino Elettrico, con potenze paragonabili a quelle dei corrispondenti modelli diesel. In tutti i casi la velocità massima era limitata, come da normativa per questa categoria di veicoli, attorno ai 45 km/h, mentre i pesi a vuoto variavano indicativamente tra i 350 e i 730 kg a seconda del modello e dell'allestimento.
Il marchio oggi: fine produzione e mercato dei ricambi
La produzione dei veicoli a marchio Tasso risulta conclusa da tempo e non esiste più un sito ufficiale attivo del costruttore. Il marchio resta comunque presente nel mercato dell'usato di fascia specialistica e soprattutto nella rete dei ricambisti dedicati ai quadricicli leggeri, che continuano a distribuire componenti compatibili per i modelli Bingo, Domino, King, Hola e per le serie T2, T3 e C1D.
Chi possiede ancora oggi un quadriciclo Tasso può quindi contare su una filiera di ricambi aftermarket consolidata, condivisa in larga parte con il marchio Italcar.