Dalle officine di Hefei alla produzione di automobili
La storia di JAC comincia lontano dal mondo delle vetture private: per gran parte del ventesimo secolo l'azienda di Hefei si concentra su camion, autobus e mezzi industriali, costruendo una solida reputazione nel segmento commerciale cinese. Il cambio di rotta arriva negli anni Duemila, quando il gruppo stringe un accordo di licenza con Hyundai per assemblare in Cina modelli come H-1 e Santa Fe, un passaggio propedeutico all'ingresso nella produzione di automobili a marchio proprio, autorizzata dal governo cinese nel 2007.
Tra il 2008 e il 2010 arrivano i primi modelli pensati per il grande pubblico, come le berline J3, J5 e J6, che permettono a JAC di scalare rapidamente le classifiche dei costruttori cinesi: già nel 2010 il marchio si posiziona all'ottavo posto nel mercato nazionale, con oltre 458.000 unità vendute in un solo anno.
Il design italiano nel DNA del marchio
Uno degli aspetti meno noti ma più significativi della storia JAC riguarda il legame con l'Italia: già nel 2005 il gruppo inaugura a Torino un proprio centro stile, in collaborazione con Pininfarina, per sviluppare linee e interni delle future vetture passeggeri. Questa presenza si è poi strutturata nella JAC Italy Design Center S.r.l., con sede a Pianezza, alle porte di Torino.
Il centro torinese ha lasciato un segno concreto sui modelli di produzione: la berlina cinque porte Jiayue A5, conosciuta in alcuni mercati come JAC J7, porta la firma di Daniele Gaglione, alla guida del centro stile italiano, mentre gli interni sono opera di Giancarlo Concilio. Una testimonianza di come il know-how del design automobilistico italiano continui a essere un riferimento anche per i costruttori emergenti.
La gamma: SUV, berline, pickup e propulsioni elettriche
Oggi la gamma JAC copre diversi segmenti del mercato. Tra i SUV compatti trovano spazio modelli come la famiglia JS, mentre nel segmento superiore si posizionano proposte più spaziose pensate per un uso familiare, con allestimenti a sette posti su tre file di sedili. Il catalogo comprende inoltre pickup robusti pensati sia per un impiego professionale sia per la vita all'aperto, equipaggiati con motorizzazioni a benzina e diesel abbinate a trasmissioni manuali o automatiche.
- SUV compatti e di segmento superiore, con allestimenti orientati alla famiglia
- Berline dal design curato, frutto anche del lavoro del centro stile di Torino
- Pickup con configurazioni a trazione integrale per usi intensivi
- Versioni a batteria per diversi modelli della gamma, in linea con la spinta cinese verso la mobilità a nuove energie
Accanto ai motori tradizionali, JAC ha progressivamente ampliato l'offerta di varianti elettriche, affiancando ai modelli con motore termico corrispettivi a batteria pensati per la mobilità urbana ed extraurbana.
JAC nel mondo e il legame con l'Italia
La crescita internazionale di JAC passa anche da alleanze industriali di peso: nel 2016 nasce una joint venture con NIO per lo sviluppo di veicoli elettrici, mentre nel dicembre 2017 viene costituita insieme a Volkswagen la joint venture paritetica JAC Volkswagen Automotive, dedicata ai veicoli a nuove energie. Nel dicembre 2020 Volkswagen ne rileva la maggioranza, portando la propria quota al 75% e ribattezzando la società Volkswagen Anhui: un percorso che mostra quanto il gruppo tedesco abbia scommesso sulla piattaforma industriale di Hefei, pur restando un'entità distinta dal marchio JAC che conosciamo su strada.
Sul mercato italiano, JAC è arrivata attraverso un accordo di distribuzione siglato nel 2016 con DR Automobiles, che ha commercializzato alcuni SUV del marchio riomologati secondo gli standard europei, come la Refine S3 proposta con il nome DR 4.