Innocenti

Da Lambrate al mondo, l'ingegno italiano su due e quattro ruote

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Innocenti nasce a Milano, nel quartiere di Lambrate, nel 1933 per iniziativa di Ferdinando Innocenti, imprenditore toscano originario di Pescia. L'azienda muove i primi passi nella lavorazione dei metalli, diventando nota per i tubi d'acciaio senza saldatura e per i giunti da ponteggio, ancora oggi utilizzati in edilizia. Nel secondo dopoguerra Innocenti si getta nella mobilità di massa con uno scooter destinato a fare storia, la Lambretta, che per decenni sfida la Vespa sul mercato italiano ed estero. Solo alla fine degli anni Cinquanta il marchio approda al mondo dell'automobile, prima con licenze di modelli inglesi e poi, dal 1965, con la produzione della Mini in versione italiana. Da lì la storia di Innocenti attraversa passaggi di proprietà importanti, dalla British Leyland alla gestione di Alejandro de Tomaso, fino all'acquisizione da parte di Fiat che, nel corso degli anni Novanta, ne decreta la chiusura come costruttore di automobili.

Dalle officine di Lambrate alla Lambretta

Prima di diventare un nome legato alle automobili, Innocenti è un'azienda meccanica specializzata nella lavorazione dei tubi in acciaio. Il salto verso la mobilità arriva nel secondo dopoguerra, quando i tecnici dell'azienda mettono a punto uno scooter pensato per rispondere ai bisogni di trasporto economico dell'Italia in ricostruzione.

Nasce così la Lambretta, che diventa in breve tempo un simbolo di stile e libertà per intere generazioni, contendendo il mercato alla Vespa Piaggio fino ai primi anni Settanta, quando la produzione degli scooter si interrompe per lasciare spazio in modo definitivo al settore automobilistico.

L'ingresso nell'auto: l'alleanza con BMC e il boom della Mini

Il debutto nel mondo dell'automobile avviene grazie a un accordo con la British Motor Corporation, che porta nel 1960 al lancio della Innocenti A40, versione italiana dell'Austin A40 assemblata a Lambrate. Seguono altri modelli su licenza, tra cui una spider con carrozzeria firmata Ghia.

Il vero punto di svolta arriva nel 1965, quando Innocenti avvia la produzione della Mini con rifiniture e dettagli estetici diversi dalla versione britannica. Il modello conquista rapidamente il mercato italiano, tanto da spingere la produzione fino a superare le 60.000 vetture annue nei primi anni Settanta. Le versioni Cooper, in particolare, diventano un riferimento per gli appassionati di guida sportiva in formato compatto.

La Nuova Innocenti di De Tomaso e la linea firmata Bertone

Nel 1976 il controllo dell'azienda passa ad Alejandro de Tomaso, che dà vita alla "Nuova Innocenti". Un anno prima era già stata presentata la nuova generazione della piccola di Lambrate, disegnata da Marcello Gandini per Bertone: una carrozzeria squadrata, con ampie superfici vetrate e uno stile compatto molto moderno per l'epoca.

  • Le prime serie mantengono i motori quattro cilindri di origine britannica, nelle cedute Mini 90 e 120
  • Dai primi anni Ottanta arriva la svolta con i motori tre cilindri Daihatsu, anche in versione turbocompressa
  • Nascono così denominazioni diventate iconiche per gli appassionati, come Minitre e, nella parte finale del ciclo produttivo, la gamma Small

Questa generazione, prodotta a Lambrate fino ai primi anni Novanta, resta il modello Innocenti più longevo e diffuso dopo la Mini originale su licenza BMC.

Gli anni Fiat e la chiusura del marchio

Nel 1990 la proprietà di Innocenti passa a Fiat, che utilizza il marchio per rivestire con badge e dettagli specifici alcune vetture del gruppo destinate al mercato italiano. Tra queste il Koral, derivato dallo Yugo, l'Elba, basato sulla Fiat Duna Weekend prodotta in Brasile, e il Mille, ricavato dalla Fiat Uno EP brasiliana con motore di circa 1000 cc e allestimenti dedicati.

L'ultima vettura a portare il nome Innocenti è la Mille Clip, basata sulla Fiat Uno di seconda serie prodotta in Polonia e commercializzata in Italia fino al 1997, anno che segna la fine della produzione di automobili con questo marchio.

Un marchio dormiente ma ancora nel cuore degli appassionati

Dalla fine degli anni Novanta il marchio Innocenti non viene più utilizzato per la produzione di automobili, restando di proprietà del gruppo che nel tempo ha ereditato il patrimonio industriale Fiat, oggi confluito in Stellantis. Il nome resta comunque vivo nella memoria collettiva, soprattutto tra i collezionisti di Mini italiane e Lambrette d'epoca, ed è tornato più volte al centro del dibattito pubblico sul possibile rilancio degli storici marchi automobilistici italiani.

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Domande frequenti su Innocenti

Quando è stata fondata Innocenti?

Innocenti nasce nel 1933 a Milano, nel quartiere di Lambrate, per iniziativa dell'imprenditore Ferdinando Innocenti, inizialmente attivo nella lavorazione dei metalli.

Perché la Mini Innocenti era diversa da quella inglese?

La versione italiana della Mini, prodotta su licenza dal 1965, presentava rifiniture interne più curate e alcuni dettagli estetici differenti, come calandra e cofano posteriore, rispetto all'originale britannica.

Chi ha disegnato la Nuova Mini Innocenti degli anni Settanta e Ottanta?

La nuova generazione, con carrozzeria squadrata e ampie superfici vetrate, è stata disegnata da Marcello Gandini per la carrozzeria Bertone.

Quando ha smesso di produrre automobili Innocenti?

La produzione di automobili con il marchio Innocenti si è conclusa nel 1997, con l'uscita di scena del modello Mille Clip, dopo che l'azienda era passata sotto il controllo di Fiat nel 1990.

Il marchio Innocenti esiste ancora?

Il marchio non è più utilizzato per la produzione di automobili dalla fine degli anni Novanta, ma la proprietà dei diritti è oggi riconducibile a Stellantis, erede del patrimonio industriale Fiat.

Quante auto Innocenti sono disponibili su Carzaa?

Su Carzaa sono disponibili 7 auto Innocenti, pubblicate esclusivamente da concessionari professionali verificati.

Quanto costa un'auto Innocenti su Carzaa?

Il prezzo medio delle auto Innocenti su Carzaa è di 12.070 €; varia in base a modello, versione, anno e chilometraggio.

Chi vende auto Innocenti su Carzaa?

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Fonti

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