Dalle officine di Lambrate alla Lambretta
Prima di diventare un nome legato alle automobili, Innocenti è un'azienda meccanica specializzata nella lavorazione dei tubi in acciaio. Il salto verso la mobilità arriva nel secondo dopoguerra, quando i tecnici dell'azienda mettono a punto uno scooter pensato per rispondere ai bisogni di trasporto economico dell'Italia in ricostruzione.
Nasce così la Lambretta, che diventa in breve tempo un simbolo di stile e libertà per intere generazioni, contendendo il mercato alla Vespa Piaggio fino ai primi anni Settanta, quando la produzione degli scooter si interrompe per lasciare spazio in modo definitivo al settore automobilistico.
L'ingresso nell'auto: l'alleanza con BMC e il boom della Mini
Il debutto nel mondo dell'automobile avviene grazie a un accordo con la British Motor Corporation, che porta nel 1960 al lancio della Innocenti A40, versione italiana dell'Austin A40 assemblata a Lambrate. Seguono altri modelli su licenza, tra cui una spider con carrozzeria firmata Ghia.
Il vero punto di svolta arriva nel 1965, quando Innocenti avvia la produzione della Mini con rifiniture e dettagli estetici diversi dalla versione britannica. Il modello conquista rapidamente il mercato italiano, tanto da spingere la produzione fino a superare le 60.000 vetture annue nei primi anni Settanta. Le versioni Cooper, in particolare, diventano un riferimento per gli appassionati di guida sportiva in formato compatto.
La Nuova Innocenti di De Tomaso e la linea firmata Bertone
Nel 1976 il controllo dell'azienda passa ad Alejandro de Tomaso, che dà vita alla "Nuova Innocenti". Un anno prima era già stata presentata la nuova generazione della piccola di Lambrate, disegnata da Marcello Gandini per Bertone: una carrozzeria squadrata, con ampie superfici vetrate e uno stile compatto molto moderno per l'epoca.
- Le prime serie mantengono i motori quattro cilindri di origine britannica, nelle cedute Mini 90 e 120
- Dai primi anni Ottanta arriva la svolta con i motori tre cilindri Daihatsu, anche in versione turbocompressa
- Nascono così denominazioni diventate iconiche per gli appassionati, come Minitre e, nella parte finale del ciclo produttivo, la gamma Small
Questa generazione, prodotta a Lambrate fino ai primi anni Novanta, resta il modello Innocenti più longevo e diffuso dopo la Mini originale su licenza BMC.
Gli anni Fiat e la chiusura del marchio
Nel 1990 la proprietà di Innocenti passa a Fiat, che utilizza il marchio per rivestire con badge e dettagli specifici alcune vetture del gruppo destinate al mercato italiano. Tra queste il Koral, derivato dallo Yugo, l'Elba, basato sulla Fiat Duna Weekend prodotta in Brasile, e il Mille, ricavato dalla Fiat Uno EP brasiliana con motore di circa 1000 cc e allestimenti dedicati.
L'ultima vettura a portare il nome Innocenti è la Mille Clip, basata sulla Fiat Uno di seconda serie prodotta in Polonia e commercializzata in Italia fino al 1997, anno che segna la fine della produzione di automobili con questo marchio.
Un marchio dormiente ma ancora nel cuore degli appassionati
Dalla fine degli anni Novanta il marchio Innocenti non viene più utilizzato per la produzione di automobili, restando di proprietà del gruppo che nel tempo ha ereditato il patrimonio industriale Fiat, oggi confluito in Stellantis. Il nome resta comunque vivo nella memoria collettiva, soprattutto tra i collezionisti di Mini italiane e Lambrette d'epoca, ed è tornato più volte al centro del dibattito pubblico sul possibile rilancio degli storici marchi automobilistici italiani.







