Le origini: dalla Fiat Uno brasiliana al marchio Innocenti
La storia della Mille comincia lontano dall'Italia. La base è la Fiat Uno prodotta nello stabilimento brasiliano di Betim, commercializzata localmente come Fiat Uno CS, dove la sigla indicava l'allestimento Comfort Super. In Italia questa vettura era già stata importata a marchio Fiat tra il 1988 e il 1992; nel 1994 Innocenti la rilanciò con il proprio nome, dando così al marchio di Lambrate un ultimo modello prima del ritiro dal mercato auto.
Rispetto alla Fiat Uno di provenienza, l'Innocenti Mille si distingueva per una mascherina anteriore e paraurti disegnati appositamente, per le fasce protettive lungo le fiancate e per le barre portapacchi sul tetto, mentre gli interni restavano quelli della Uno di seconda serie, senza modifiche sostanziali.
Potenza massima
69 CV (1.4 i.e.)
Motorizzazioni disponibili
La motorizzazione più diffusa sulla Mille era il quattro cilindri 1.0 di origine brasiliana, capace di 48 CV e 72 Nm di coppia massima, abbinato a un cambio manuale a 5 marce. Dal 1995, con l'arrivo della variante Mille Clip assemblata in Polonia, il listino si arricchì con un 1.4 a benzina da 69 CV, mentre nel 1996 debuttò anche un 1.7 diesel da 57 CV, pensato per chi cercava consumi più contenuti nell'uso quotidiano.
- 1.0 i.e. benzina: 48 CV, 72 Nm
- 1.4 i.e. benzina: 69 CV
- 1.7 D diesel: 57 CV
Anni di produzione
1994-1997
Dalla Mille alla Mille Clip
Solo un anno dopo il lancio, la Mille di produzione brasiliana venne sostituita dalla Mille Clip, basata sulla Fiat Uno di seconda serie assemblata in Polonia. Il cambiamento non fu solo di provenienza produttiva: la Clip introdusse gli allestimenti successivi della Uno europea, con qualche piccolo aggiornamento estetico, restando comunque fedele all'impostazione essenziale che aveva sempre contraddistinto questa gamma.
Il mercato dell'usato oggi
Chi cerca oggi una Innocenti Mille lo fa soprattutto per la sua rarità e per il valore storico legato agli ultimi giorni del marchio come costruttore di automobili. Meccanicamente l'auto eredita l'affidabilità tipica della Fiat Uno, con il motore 1.0 FIRE spesso descritto come robusto e poco esigente in termini di manutenzione. Il punto debole più citato da chi ha posseduto questi esemplari è la scarsa resistenza alla corrosione, un problema comune alle utilitarie di quella generazione e che oggi rende difficile trovare esemplari in buone condizioni della carrozzeria.


