Dalla Nuova Mini alla Minitre: una storia di continue trasformazioni
La Minitre non nasce come modello autonomo, ma come l'ultima grande evoluzione della Nuova Mini Innocenti, presentata al Salone di Torino del 1974 con una carrozzeria completamente ridisegnata da Bertone su matita di Marcello Gandini rispetto all'originale Mini britannica.
- 1974: debutto della Nuova Mini a tre porte, con motori quattro cilindri British Leyland da 998 e 1275 cc
- 1976: dopo la crisi della British Leyland, l'azienda passa sotto il controllo di Alejandro de Tomaso e diventa Nuova Innocenti
- 1982: fine della fornitura dei motori inglesi e passaggio ai tre cilindri Daihatsu, con la gamma ribattezzata Tre Cilindri
- 1984: nasce ufficialmente il nome Minitre
Questo percorso spiega perché la Minitre porti con sé sia l'eredità stilistica della Mini disegnata da Bertone, sia una meccanica completamente rinnovata rispetto alle origini del progetto.
Motorizzazioni
Benzina 3 cilindri 993 cc (52 CV) e cilindrate inferiori; Diesel 993 cc (37 CV)
Il cuore Daihatsu: motori a tre cilindri e il record del diesel
Il tratto distintivo della Minitre è il propulsore: un tre cilindri Daihatsu di 993 cc, in grado di erogare 52 CV nella versione a benzina aspirata. Sulla base dello stesso propulsore, Innocenti sviluppa anche una variante turbocompressa da 72 CV, proposta come sportiva Mini Turbo De Tomaso.
L'elemento più originale della gamma resta però il motore diesel, introdotto nell'aprile 1984 con la stessa cilindrata di 993 cc e 37 CV di potenza. Al momento del lancio si tratta del più piccolo motore diesel per automobili al mondo, oltre che di quello con la potenza specifica più elevata tra i diesel aspirati prodotti in serie: un primato tecnico che vale alla Minitre diesel un discreto successo commerciale, arrivando a coprire circa un terzo della produzione complessiva del modello.
Anni di produzione (nome Minitre)
Dal 1984 fino a inizio anni '90, nell'ambito del ciclo Nuova Mini 1974-1993
Meccanica e assetto: le sospensioni riviste del 1982
Il passaggio ai motori Daihatsu, nel 1982, è accompagnato da una revisione importante del telaio. Le storiche sospensioni a cono di gomma della Mini originale vengono sostituite da uno schema più convenzionale: ammortizzatori McPherson all'anteriore e sospensione posteriore indipendente con bracci e molla a balestra trasversale.
Il cambio disponibile è il manuale a 5 rapporti; dal 1984 si affianca anche una trasmissione semiautomatica a 2 rapporti, denominata Minimatic, pensata per semplificare la guida in città.
Cambio
Manuale a 5 marce, semiautomatico Minimatic dal 1984
Allestimenti, dotazioni e la ricercatezza della SE
Nel corso della produzione la Minitre viene proposta con più livelli di allestimento. La versione SE, in particolare, punta su una cura degli interni non scontata per una utilitaria di quelle dimensioni: rivestimenti più ricercati, alzacristalli elettrici, strumentazione completa di contagiri e consumometro, vetri atermici e sedile posteriore modulabile.
Tra le curiosità legate alla commercializzazione figura la serie speciale America: esemplari inizialmente esportati in Canada con specifiche statunitensi e poi riconvertiti per il mercato italiano, riconoscibili dagli indicatori di direzione laterali derivati dalla Maserati Biturbo e da loghi dedicati sul fianco posteriore.
La Minitre oggi: un capitolo che si chiude nel 1993
Dal 1986 la gamma Nuova Mini si arricchisce della 990, versione a passo allungato posta al vertice dell'offerta, mentre la Minitre resta la proposta più compatta. Con l'ingresso di Fiat nella proprietà di Innocenti, tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta il nome della gamma cambia ancora in Small e le versioni turbo e diesel vengono progressivamente eliminate dal listino.
La produzione dell'intera famiglia Nuova Mini, di cui la Minitre rappresenta una delle interpretazioni più riuscite, termina il 31 marzo 1993, chiudendo di fatto anche l'attività di Innocenti come costruttore di automobili.


