Gli anni fondativi: dalle corse alla produzione
Alejandro De Tomaso arriva in Italia negli anni Cinquanta dopo una vicenda politica che lo costringe a lasciare l'Argentina, e a Modena trova il terreno ideale per coltivare la propria passione per le corse. La società nasce inizialmente come costruttore di prototipi e vetture da competizione, arrivando persino a fornire un telaio per la Formula 1 nei primi anni Sessanta e a tornare brevemente nel circus iridato all'inizio degli anni Settanta.
Il passaggio dalla pista alla strada avviene con la Vallelunga, la prima vettura di serie del marchio: una piccola sportiva a motore centrale, prodotta in appena una sessantina di esemplari, che introduce già l'impostazione tecnica che diventerà la firma della casa.
Mangusta e Pantera: il cuore Ford, la linea italiana
La vera consacrazione arriva con la Mangusta, disegnata da Giorgetto Giugiaro e mossa da un V8 Ford, prodotta in circa 400 esemplari tra la seconda metà degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. È però la Pantera, presentata a Modena nel 1970, a diventare il modello simbolo del marchio.
- Carrozzeria firmata da Ghia, disegnata da Tom Tjaarda
- Struttura monoscocca sviluppata con il contributo di un giovane Gian Paolo Dallara
- Motore V8 Ford da 5,8 litri con circa 330 CV
- Oltre 7.000 esemplari prodotti in un ciclo produttivo lungo più di vent'anni
Il successo commerciale della Pantera negli Stati Uniti è favorito dalla rete di concessionari Lincoln-Mercury, e coincide con l'ingresso di Ford nel capitale di De Tomaso, che acquisisce una quota rilevante della società nei primi anni Settanta per poi cederla nel 1974.
L'espansione: Deauville, Longchamp e il gruppo De Tomaso
Accanto alle sportive a motore centrale, De Tomaso sviluppa una linea di vetture gran turismo e berline di lusso. La Deauville, berlina a quattro porte disegnata da Ghia, resta in produzione per quasi vent'anni con circa 244 esemplari, mentre la Longchamp, coupé 2+2 dallo stile elegante, viene realizzata in circa 400 unità tra coupé e versioni cabriolet.
Negli anni Settanta e Ottanta Alejandro De Tomaso allarga il proprio raggio d'azione: tra il 1976 e il 1993 la società controlla anche Maserati, e nello stesso periodo acquisisce Innocenti, dando vita a una delle realtà industriali più particolari del panorama automobilistico italiano dell'epoca.
Il declino e la lunga rinascita
Dopo la fine della produzione della Pantera nei primi anni Novanta, De Tomaso presenta la Guarà come ultima vettura sportiva prima di un lungo periodo di difficoltà. Alla morte di Alejandro De Tomaso, nel 2003, la società entra in liquidazione l'anno successivo, e il fallimento viene formalizzato all'inizio degli anni Duemiladieci.
Il marchio viene rilevato nel 2009 da un imprenditore italiano con l'obiettivo di un rilancio, tentativo che non arriva a compimento industriale. Una svolta più concreta arriva nel 2014, quando il marchio passa alla società di investimento Ideal Team Ventures, con sede a Hong Kong, che nel 2019 presenta la nuova De Tomaso P72: una sportiva in edizione limitata che omaggia il prototipo P70 del 1965, con motore V8 di derivazione Ford da 750 CV e cambio manuale a sei rapporti.
