Scheda modello

De Tomaso Vallelunga

La Vallelunga è la vettura che nel 1964 ha trasformato De Tomaso da costruttore di prototipi da corsa a produttore di auto stradali, introducendo un telaio a spina centrale che avrebbe segnato tutti i modelli successivi del marchio.

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Perché sì

  • Telaio a spina centrale in acciaio innovativo per l'epoca, con motore e cambio come elementi strutturali
  • Peso a vuoto di soli 726 kg, che garantisce un rapporto peso/potenza molto favorevole
  • Meccanica derivata da componenti Ford e Volkswagen, più semplice da mantenere rispetto a esotiche coeve
  • Rarità e valore storico: prima vettura di serie del marchio, oggi ambita dai collezionisti

Da valutare

  • Numeri di produzione ridottissimi, che rendono oggi quasi impossibile trovarne uno sul mercato
  • Prezzi da collezione ormai fuori dalla portata dell'appassionato medio
  • Abitacolo e bagagliaio molto ridotti, coerenti con la vocazione sportiva ma poco pratici
  • Reperibilità di ricambi originali complessa vista l'esiguità della produzione

In sintesi

Segmento
Sportiva compatta a motore centrale
Carrozzeria
Coupé (prototipo iniziale barchetta)
Anni di produzione
1964-1968
Esemplari prodotti
Circa 53
Motore
4 cilindri in linea Ford Kent, 1.498 cc
Potenza massima
104 CV a 6.200 giri/min
Trazione
Posteriore, motore centrale
Peso a vuoto
726 kg
Velocità massima
Circa 180 km/h
Carrozzerie coinvolte
Fissore, Ghia

Alejandro De Tomaso presenta la Vallelunga come prototipo al Salone di Torino del 1963, sperando di venderne il progetto a un altro costruttore. Nessuno si fa avanti, così l'imprenditore argentino decide di produrla in proprio: affida la realizzazione della carrozzeria alla Carrozzeria Fissore, che nel novembre 1964 mostra a Torino la coupé disegnata dal giovane capo progettista Franco Maina. L'anno seguente l'assemblaggio passa a Ghia, che realizza la maggior parte degli esemplari con scocche in vetroresina basate sul disegno di Maina. È la prima vettura stradale De Tomaso e porta il nome dell'autodromo laziale di Vallelunga, teatro delle prime uscite in pista del prototipo da corsa.

Il telaio a spina che ha cambiato De Tomaso

La vera innovazione della Vallelunga non è la carrozzeria, ma ciò che sta sotto: una spina dorsale in acciaio stampato con un sottotelaio tubolare al retrotreno, dove motore e cambio vengono impiegati come elementi portanti della struttura. Una soluzione mutuata dal mondo delle corse, capace di garantire rigidità torsionale elevata con un peso contenuto.

  • Sospensioni a doppi bracci oscillanti sull'avantreno
  • Retrotreno multilink con molle elicoidali
  • Freni a disco su tutte e quattro le ruote

Questo impianto avrebbe fatto scuola: il concetto di telaio a spina, riproposto in forma più sofisticata, sarebbe tornato sulla Mangusta e poi sulla Pantera, diventando una sorta di firma tecnica del marchio modenese.

Motore

4 cilindri in linea Ford Kent, 1.498 cc

Motore Ford e cambio Volkswagen: la meccanica accessibile

Per contenere i costi di un progetto comunque ambizioso, De Tomaso attinge al listino ricambi di produttori generalisti. Il cuore della Vallelunga è il quattro cilindri in linea Ford Kent da 1.498 cc, lo stesso che equipaggia la Ford Cortina, qui riportato a 104 CV a 6.200 giri/min grazie a una coppia di carburatori doppio corpo Weber.

Il propulsore, montato in posizione centrale-posteriore, scarica la potenza su un transaxle di derivazione Volkswagen Maggiolino abbinato a ingranaggi Hewland, inizialmente a quattro rapporti e in seguito a cinque. Una filosofia pragmatica che unisce componentistica di serie a una configurazione meccanica da vettura da competizione.

Potenza massima

104 CV a 6.200 giri/min

Dalla pista di Torino alla carrozzeria Ghia

Il prototipo, una barchetta scoperta pensata anche per le gare, debutta al Salone di Torino del 1963. Di fronte al disinteresse di potenziali acquirenti, De Tomaso decide di produrre l'auto in proprio: la Carrozzeria Fissore realizza la versione coupé disegnata da Franco Maina, presentata nel novembre 1964. Dal 1965 la produzione delle scocche, ora in vetroresina, passa a Ghia, che De Tomaso rileverà pochi anni dopo entrandone in possesso.

La produzione complessiva resta artigianale e limitata: le stime più citate parlano di circa 53 esemplari completati, un numero che oggi rende la Vallelunga una delle De Tomaso più rare in assoluto.

Velocità massima

Circa 180 km/h

Un pezzo da museo per il collezionismo

Essendo la capostipite stradale del marchio, la Vallelunga occupa un posto speciale nella storia De Tomaso e nel mercato dell'auto d'epoca. Le rare occasioni di passaggio di proprietà, quasi sempre in asta, hanno registrato negli ultimi anni cifre comprese tra circa 160.000 e oltre 320.000 euro, con valori fortemente influenzati da provenienza, stato di conservazione e originalità della meccanica.

Trattandosi di un'auto quasi introvabile, l'acquisto richiede in genere l'affiancamento di specialisti in grado di verificare autenticità del telaio e corrispondenza dei numeri di matricola.

Le generazioni della Vallelunga

  • Prototipo barchetta (1963) — Versione scoperta presentata al Salone di Torino 1963, impiegata anche in gare, con cui De Tomaso cerca inizialmente di vendere il progetto ad altri costruttori.
  • Coupé di serie Fissore-Ghia (1964-1968) — Versione definitiva coupé disegnata da Franco Maina per Fissore e successivamente assemblata da Ghia con scocca in vetroresina, prodotta in circa 53 esemplari.

Domande frequenti sulla Vallelunga

Perché la De Tomaso Vallelunga si chiama così?

Il nome deriva dall'Autodromo di Vallelunga, nel Lazio, circuito legato alle prime uscite in pista del prototipo da corsa presentato da De Tomaso all'inizio degli anni Sessanta.

Quanti esemplari di De Tomaso Vallelunga sono stati costruiti?

Le fonti concordano su una produzione molto limitata, stimata in circa 53 esemplari tra il prototipo e le versioni realizzate da Fissore e Ghia, il che la rende una delle De Tomaso più rare.

Che motore monta la De Tomaso Vallelunga?

Un quattro cilindri in linea Ford Kent da 1.498 cc, derivato dalla Ford Cortina, montato in posizione centrale e capace di erogare 104 CV a 6.200 giri/min.

Quanto vale oggi una De Tomaso Vallelunga?

Trattandosi di un'auto da collezione estremamente rara, le vendite all'asta degli ultimi anni hanno registrato prezzi compresi tra circa 160.000 e oltre 320.000 euro, in base a stato e provenienza dell'esemplare.

Quale modello ha sostituito la Vallelunga nella gamma De Tomaso?

La Vallelunga è stata seguita dalla Mangusta, che ne ha ripreso e rielaborato il concetto di telaio a spina per ospitare un motore Ford V8 da 302 pollici cubici sotto una carrozzeria firmata Giorgetto Giugiaro.

Fonti

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