Il telaio a spina che ha cambiato De Tomaso
La vera innovazione della Vallelunga non è la carrozzeria, ma ciò che sta sotto: una spina dorsale in acciaio stampato con un sottotelaio tubolare al retrotreno, dove motore e cambio vengono impiegati come elementi portanti della struttura. Una soluzione mutuata dal mondo delle corse, capace di garantire rigidità torsionale elevata con un peso contenuto.
- Sospensioni a doppi bracci oscillanti sull'avantreno
- Retrotreno multilink con molle elicoidali
- Freni a disco su tutte e quattro le ruote
Questo impianto avrebbe fatto scuola: il concetto di telaio a spina, riproposto in forma più sofisticata, sarebbe tornato sulla Mangusta e poi sulla Pantera, diventando una sorta di firma tecnica del marchio modenese.
Motore
4 cilindri in linea Ford Kent, 1.498 cc
Motore Ford e cambio Volkswagen: la meccanica accessibile
Per contenere i costi di un progetto comunque ambizioso, De Tomaso attinge al listino ricambi di produttori generalisti. Il cuore della Vallelunga è il quattro cilindri in linea Ford Kent da 1.498 cc, lo stesso che equipaggia la Ford Cortina, qui riportato a 104 CV a 6.200 giri/min grazie a una coppia di carburatori doppio corpo Weber.
Il propulsore, montato in posizione centrale-posteriore, scarica la potenza su un transaxle di derivazione Volkswagen Maggiolino abbinato a ingranaggi Hewland, inizialmente a quattro rapporti e in seguito a cinque. Una filosofia pragmatica che unisce componentistica di serie a una configurazione meccanica da vettura da competizione.
Potenza massima
104 CV a 6.200 giri/min
Dalla pista di Torino alla carrozzeria Ghia
Il prototipo, una barchetta scoperta pensata anche per le gare, debutta al Salone di Torino del 1963. Di fronte al disinteresse di potenziali acquirenti, De Tomaso decide di produrre l'auto in proprio: la Carrozzeria Fissore realizza la versione coupé disegnata da Franco Maina, presentata nel novembre 1964. Dal 1965 la produzione delle scocche, ora in vetroresina, passa a Ghia, che De Tomaso rileverà pochi anni dopo entrandone in possesso.
La produzione complessiva resta artigianale e limitata: le stime più citate parlano di circa 53 esemplari completati, un numero che oggi rende la Vallelunga una delle De Tomaso più rare in assoluto.
Velocità massima
Circa 180 km/h
Un pezzo da museo per il collezionismo
Essendo la capostipite stradale del marchio, la Vallelunga occupa un posto speciale nella storia De Tomaso e nel mercato dell'auto d'epoca. Le rare occasioni di passaggio di proprietà, quasi sempre in asta, hanno registrato negli ultimi anni cifre comprese tra circa 160.000 e oltre 320.000 euro, con valori fortemente influenzati da provenienza, stato di conservazione e originalità della meccanica.
Trattandosi di un'auto quasi introvabile, l'acquisto richiede in genere l'affiancamento di specialisti in grado di verificare autenticità del telaio e corrispondenza dei numeri di matricola.