Scheda modello

De Tomaso Biguà

La De Tomaso Biguà è la spider a due posti firmata Marcello Gandini e svelata al Salone di Ginevra 1996: tetto modulare trasformabile, motore Ford V8 anteriore e un destino che, tra dissidi societari, l'ha trasformata nella Qvale Mangusta.

Assistente Carzaa AIQuale Biguà fa per te?

Chiedi all'AI se la Biguà — nuova o usata — è la scelta giusta per budget, uso e allestimento.

Nessuna registrazione richiesta. Le risposte sono generate da un'intelligenza artificiale: sono indicative e possono contenere errori, verifica sempre con il concessionario. Scrivendo in chat accetti il trattamento dei dati secondo la privacy policy.

Perché sì

  • Design firmato Marcello Gandini, con soluzioni stilistiche originali per l'epoca
  • Tetto modulare unico capace di passare da coupé a targa a spider completamente aperta
  • Telaio tubolare con carrozzeria in fibra di vetro e Kevlar, per un buon rapporto peso-rigidità
  • Motore Ford V8 4.6 litri bialbero moderno e potente rispetto alle precedenti De Tomaso
  • Assetto a doppi triangoli sviluppato con il contributo dell'ingegnere di Formula 1 Enrique Scalabroni
  • Prestazioni di rilievo per la categoria, con accelerazioni e velocità massima da vera sportiva

Da valutare

  • Non è mai entrata in produzione regolare con il nome e il marchio De Tomaso
  • Esemplari realizzati come Biguà estremamente rari, con documentazione e provenienza spesso incerte
  • Progetto interrotto dal contenzioso societario con Qvale, che ne ha compromesso la continuità sotto il marchio originario
  • Layout a motore anteriore che si discosta dalla tradizione a motore centrale di Mangusta e Pantera
  • Reperibilità di ricambi e assistenza specializzata molto limitata oggi

In sintesi

Segmento
Sportiva/spider due posti
Carrozzeria
Coupé/targa/spider a tetto modulare trasformabile
Presentazione
Salone di Ginevra, marzo 1996
Designer
Marcello Gandini
Motore
Ford V8 4.6 litri bialbero, aspirato
Potenza
Circa 305 CV nella versione originaria
Cambio
Manuale BorgWarner T45 a 5 marce o automatico a 4 marce
Trazione
Posteriore, motore anteriore
Telaio
Tubolare, carrozzeria in fibra di vetro e Kevlar
Esito produttivo
Progetto rilevato da Qvale e proseguito come Qvale Mangusta (1999-2002)

Il progetto Biguà nasce nella De Tomaso più fragile, quella degli anni Novanta, subito dopo l'ictus che nel 1993 costringe Alejandro De Tomaso a ridurre il proprio ruolo operativo e mentre la storica Pantera lascia la produzione per fare spazio alla Guarà. È Giordano Casarini, direttore tecnico di Maserati e amico di lunga data del fondatore, a suggerire l'idea di fondo: costruire una sportiva 'all'italiana' capace di raccogliere il successo commerciale che la britannica TVR Griffith stava ottenendo nel Regno Unito. Lo stile viene affidato a Marcello Gandini, che disegna una due posti dal tetto modulare capace di trasformarsi da coupé chiusa a targa e infine a spider completamente scoperta, con il lunotto posteriore che ruota e scompare nel bagagliaio. Per la prima volta in casa De Tomaso il motore non è centrale ma anteriore, un'inversione di rotta rispetto alla tradizione della Mangusta e della Pantera. La vettura, ribattezzata Biguà, debutta come prototipo al Salone di Ginevra del 1996; il primo esemplare, di colore argento metallizzato, viene distrutto in un incidente poco dopo la presentazione. Per finanziare lo sviluppo e la produzione, De Tomaso si allea con la famiglia Qvale, storico importatore statunitense di sportive europee, che investe ingenti capitali nel progetto. Il rapporto tra i due soci si deteriora però proprio mentre la vettura è pronta per il mercato: Bruce Qvale rileva il progetto e lo lancia con il proprio marchio, recuperando per l'occasione il nome storico Mangusta. Nasce così, tra il 1999 e il 2002, la Qvale Mangusta prodotta a Modena, erede diretta della Biguà ma non più un'auto a marchio De Tomaso.

La genesi: un'idea nata dalla crisi De Tomaso

Agli inizi degli anni Novanta la De Tomaso attraversa una fase delicata: la salute del fondatore Alejandro De Tomaso peggiora dopo un ictus, mentre la Pantera, ormai ventennale, si avvia al ritiro dal listino.

  • L'input arriva da Giordano Casarini, direttore tecnico Maserati, che propone di rispondere al successo britannico della TVR Griffith con una sportiva italiana altrettanto diretta
  • La direzione stilistica viene affidata a Marcello Gandini, tra i designer più influenti della storia dell'auto sportiva italiana
  • Lo sviluppo tecnico è seguito dal direttore tecnico De Tomaso Walter Ghidoni, con il contributo dell'ingegnere argentino Enrique Scalabroni per l'assetto

Motore

Ford V8 4.6 litri bialbero, aspirato

Design e soluzioni tecniche

La caratteristica più originale della Biguà è il tetto modulare: un meccanismo capace di trasformare la vettura da coupé chiusa a targa aperta fino a spider completamente scoperta, con il lunotto posteriore che ruota e si nasconde nel vano bagagli.

La struttura è un telaio tubolare rivestito da pannelli in fibra di vetro e Kevlar, mentre le sospensioni a doppi triangoli sovrapposti richiamano soluzioni derivate dal mondo delle competizioni. Una novità importante riguarda la posizione del motore: per la prima volta in una De Tomaso stradale moderna il propulsore è collocato anteriormente e non più in posizione centrale-posteriore.

Potenza

Circa 305 CV nella versione originaria

Motore e prestazioni

Sotto il cofano anteriore lavora un V8 Ford 4.6 litri bialbero in lega leggera, capace nella configurazione originaria di erogare circa 305 CV. La trasmissione può essere un cambio manuale BorgWarner T45 a 5 rapporti oppure un automatico a 4 marce.

Le prestazioni dichiarate collocano la Biguà nel gruppo delle sportive di riferimento della seconda metà degli anni Novanta, con un'accelerazione da 0 a 100 km/h nell'ordine di pochi secondi e una velocità massima superiore ai 250 km/h nelle versioni più spinte derivate dal progetto.

Presentazione

Salone di Ginevra, marzo 1996

Dalla Biguà alla Qvale Mangusta

Per sostenere i costi di sviluppo e industrializzazione, De Tomaso stringe un accordo con la famiglia Qvale, storica importatrice americana di vetture sportive europee, che investe capitali consistenti nel progetto.

Quando la vettura è ormai prossima al lancio commerciale, il rapporto tra i due soci si incrina per divergenze su licenze e distribuzione: Bruce Qvale rileva il progetto, lo allontana dal marchio De Tomaso e lo mette in produzione a Modena come Qvale Mangusta, recuperando per l'occasione un nome storico della casa emiliana. Tra il 1999 e il 2002 vengono realizzate alcune centinaia di esemplari con questo nuovo marchio, mentre la denominazione originaria Biguà resta legata soltanto al prototipo e ai primissimi esemplari di sviluppo.

Esito produttivo

Progetto rilevato da Qvale e proseguito come Qvale Mangusta (1999-2002)

Il valore storico e collezionistico oggi

Proprio perché non ha mai avuto una vera e propria carriera commerciale a marchio De Tomaso, la Biguà è oggi un capitolo per collezionisti specializzati più che un'auto da mercato dell'usato tradizionale.

Gli appassionati distinguono con attenzione i rarissimi esemplari con badge Biguà dai molto più diffusi esemplari Qvale Mangusta, tecnicamente affini ma commercialmente distinti: un dettaglio che incide in modo significativo su rarità, provenienza e interesse storico di ogni singola vettura.

Le generazioni della Biguà

5anni di storia

1997—19992 anni

Serie di sviluppo Biguà

Pochi esemplari di pre-produzione realizzati ancora a marchio De Tomaso durante la partnership con Qvale, prima della rottura societaria.

1999—20023 anni

Evoluzione in Qvale Mangusta

Dopo il passaggio del progetto a Qvale, la vettura viene rinominata Mangusta e prodotta a Modena come modello a marchio Qvale, non più De Tomaso.

Domande frequenti sulla Biguà

Cos'è la De Tomaso Biguà?

È una spider due posti dal tetto modulare trasformabile, disegnata da Marcello Gandini e presentata da De Tomaso come prototipo al Salone di Ginevra del 1996.

Che motore montava la Biguà?

Un V8 Ford 4.6 litri bialbero in lega leggera da circa 305 CV, montato in posizione anteriore e abbinato a cambio manuale BorgWarner T45 a 5 marce o automatico a 4 marce.

Perché la Biguà è spesso associata alla Qvale Mangusta?

Perché è lo stesso progetto: dopo la rottura tra De Tomaso e il partner americano Qvale, la vettura è stata rinominata Mangusta e messa in produzione a marchio Qvale tra il 1999 e il 2002.

Quanti esemplari di De Tomaso Biguà esistono davvero?

Pochissimi: il prototipo di Ginevra 1996 è andato distrutto in un incidente, e solo un numero limitato di vetture di sviluppo ha portato effettivamente il badge Biguà prima della rinominazione in Mangusta.

Chi ha disegnato la De Tomaso Biguà?

Lo stile è opera di Marcello Gandini, mentre lo sviluppo tecnico è stato seguito dal direttore tecnico De Tomaso Walter Ghidoni con il contributo dell'ingegnere Enrique Scalabroni per l'assetto.

Fonti

Biguà verificate

Vedi gli annunci Biguà

Su Carzaa pubblicano solo concessionari professionali verificati. Confronta Biguà nuove e usate e richiedi il report Carfax sui dealer premium.