Scheda modello

De Tomaso Mangusta

La Mangusta è la gran turismo a motore centrale con cui De Tomaso, a metà degli anni Sessanta, ha trasformato l'esperienza corsaiola del marchio in una vettura stradale dal disegno firmato Giorgetto Giugiaro, anticipando di fatto l'impostazione della più celebre Pantera.

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Perché sì

  • Design coupé firmato Giorgetto Giugiaro, tra i più originali e riconoscibili degli anni Sessanta
  • Impostazione a motore centrale rara per l'epoca in una vettura omologata su strada
  • Motore V8 Ford robusto e relativamente semplice da mantenere rispetto a soluzioni più esotiche
  • Rarità e valore storico che ne fanno oggi un pezzo molto ricercato dai collezionisti

Da valutare

  • Ripartizione dei pesi molto sbilanciata verso il retrotreno, con conseguenti difficoltà di guida al limite
  • Abitabilità ridotta e altezza da terra molto contenuta, poco adatte all'uso quotidiano
  • Produzione artigianale in piccola serie, con standard costruttivi non sempre costanti
  • Reperibilità di esemplari e ricambi originali oggi molto limitata

In sintesi

Segmento
Gran turismo sportiva a motore centrale
Carrozzeria
Coupé 2 porte, 2 posti
Anni di produzione
1967 - 1971
Motore
V8 Ford 4.727 cc (versione europea)
Potenza
306 CV in Europa, 220 CV negli USA
Cambio
Manuale a 5 rapporti ZF, trazione posteriore
Velocità massima
Circa 250 km/h
Peso a vuoto
Circa 1.300 kg
Esemplari prodotti
401
Designer
Giorgetto Giugiaro (Carrozzeria Ghia)

La Mangusta nasce a Modena nella seconda metà degli anni Sessanta come secondo modello stradale di De Tomaso, dopo la Vallelunga, in un momento in cui Alejandro De Tomaso punta a passare dalla produzione artigianale di vetture da competizione a una serie più ampia e commercialmente sostenibile. Il progetto affonda le radici nella Shelby-De Tomaso P70, la vettura da corsa nata dalla breve collaborazione con Carroll Shelby: quando l'accordo con il preparatore texano salta, De Tomaso recupera un disegno di Giorgetto Giugiaro, allora alla Carrozzeria Ghia, originariamente pensato per Iso Rivolta e mai utilizzato, e lo adatta al pianale a struttura portante derivato dalla P70. Il nome stesso, che in italiano indica l'animale capace di avere la meglio sui serpenti velenosi, viene letto da molti come una risposta simbolica proprio alla Cobra di Shelby. Presentata al Salone di Torino nel 1966 ed entrata in produzione l'anno successivo, la Mangusta resta in listino fino al 1971, quando lascia il posto alla Pantera, ereditandone l'impostazione a motore centrale ma con una diffusione commerciale ben più ampia.

Un nome nato da una rivalità

Il nome Mangusta racconta da solo buona parte della storia del modello. In italiano indica il piccolo mammifero noto per la sua capacità di avere la meglio sui serpenti velenosi, e non è un caso che molti appassionati e storici del marchio lo abbiano sempre letto come un riferimento diretto alla Shelby Cobra.

  • Il progetto nasce dalla collaborazione, poi naufragata, tra Alejandro De Tomaso e Carroll Shelby per una vettura da competizione
  • Dopo l'addio di Shelby, De Tomaso porta avanti da solo lo sviluppo della vettura
  • Il risultato diventa una gran turismo stradale capace di rivaleggiare, almeno nell'immaginario, proprio con le creazioni di Shelby

Motore

V8 Ford 4.727 cc (versione europea)

Il disegno di Giugiaro e l'architettura a motore centrale

La linea della Mangusta porta la firma di Giorgetto Giugiaro, che all'epoca lavora per la Carrozzeria Ghia. Il disegno, con un parabrezza molto ampio e un profilo bassissimo, era stato inizialmente pensato per un altro costruttore e viene poi adattato da De Tomaso al proprio telaio a struttura portante, derivato da quello della Vallelunga e della P70.

L'elemento più riconoscibile resta il lungo cofano posteriore diviso in due sezioni con apertura a libro, quasi a farfalla, che lascia intravedere il propulsore montato centralmente. Una soluzione tecnica ancora poco comune per una vettura destinata alla strada, che anticipa l'impostazione della successiva Pantera.

Potenza

306 CV in Europa, 220 CV negli USA

Il motore V8 Ford e le prestazioni

Sotto la carrozzeria firmata Ghia batte un cuore americano: un V8 Ford 289 da 4,7 litri per il mercato europeo, capace di erogare 306 CV, abbinato a un cambio manuale a cinque rapporti fornito da ZF. Per il mercato statunitense, dove le normative anti-inquinamento erano più stringenti, De Tomaso adotta invece il Ford 302 da circa 220 CV.

Con un peso complessivo intorno ai 1.300 kg e una velocità massima dichiarata di circa 250 km/h, la Mangusta si colloca ai vertici delle prestazioni della sua epoca, pur restando una vettura impegnativa da condurre: la distribuzione dei pesi, sbilanciata verso il retrotreno, la rende meno indulgente rispetto a molte concorrenti dell'epoca.

Velocità massima

Circa 250 km/h

Rarità, mercato e uso quotidiano

Con appena 401 esemplari costruiti tra il 1967 e il 1971, di cui una parte destinata al mercato europeo e la maggioranza esportata negli Stati Uniti, la Mangusta è oggi una vettura estremamente rara. Gli esemplari nordamericani più tardivi si distinguono anche esteticamente per i fari a scomparsa, al posto dei quattro fari rotondi fissi delle versioni europee.

  • La ridotta altezza da terra e l'abitacolo angusto la rendono poco adatta a un utilizzo quotidiano
  • La meccanica derivata dal V8 Ford è relativamente semplice da mantenere rispetto a soluzioni più esotiche dell'epoca
  • La scarsità di esemplari e ricambi originali rende oggi ogni intervento di restauro un'operazione da specialisti

Le generazioni della Mangusta

  • 1967 - 1971: unica serie — La Mangusta viene prodotta in un'unica generazione, con la sola distinzione tra la versione europea, dotata del motore Ford 289 da 306 CV e dei quattro fari rotondi fissi, e la versione destinata al mercato nordamericano, con il motore Ford 302 depotenziato per rispettare le normative locali e, sugli esemplari più recenti, i fari a scomparsa.

Domande frequenti sulla Mangusta

Che cos'è la De Tomaso Mangusta?

È una gran turismo sportiva a motore centrale prodotta da De Tomaso tra il 1967 e il 1971, disegnata da Giorgetto Giugiaro presso la Carrozzeria Ghia e considerata l'anticipatrice della più celebre Pantera.

Quanti esemplari di De Tomaso Mangusta sono stati costruiti?

In totale sono stati realizzati 401 esemplari, dei quali circa 150 destinati al mercato europeo e i restanti esportati soprattutto negli Stati Uniti.

Che motore monta la De Tomaso Mangusta?

Un V8 Ford montato centralmente: 4,7 litri da 306 CV nella versione europea, mentre gli esemplari destinati agli Stati Uniti ricevevano un Ford 302 depotenziato a circa 220 CV per rispettare le normative antinquinamento locali.

Perché la Mangusta si chiama così?

Il nome richiama l'animale capace di avere la meglio sui serpenti velenosi ed è tradizionalmente interpretato come un riferimento alla Shelby Cobra, dopo la rottura della collaborazione tra Alejandro De Tomaso e Carroll Shelby.

La De Tomaso Mangusta è difficile da guidare?

Sì, la ripartizione dei pesi molto sbilanciata verso il retrotreno la rende una vettura impegnativa al limite, caratteristica comune a molte gran turismo a motore centrale di quell'epoca.

Fonti

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