Dal prototipo Maserati alla Guarà stradale
La Guarà eredita dalla Maserati Barchetta Stradale non solo l'impostazione generale ma anche la mano del designer, Carlo Gaino. De Tomaso trasforma quel prototipo rimasto orfano in una vettura di serie, seppur prodotta in numeri quasi artigianali, mantenendo l'impronta di auto pensata per la pista e adattata all'uso stradale.
- Presentazione al Salone di Ginevra 1993
- Prime consegne nel 1994
- Produzione proseguita, con interruzioni, fino al 2004
Motore
V8 BMW 4.0 litri (1994-1998), poi V8 Ford 4.6 litri (1998-2004)
Meccanica: telaio, sospensioni e motori
La struttura è un telaio a spina dorsale in alluminio, rivestito da una carrozzeria in materiali compositi come fibra di vetro e Kevlar. Le sospensioni adottano uno schema a puntoni (pushrod) con ammortizzatori montati internamente, soluzione mutuata dalle monoposto di Formula 1 e IndyCar dell'epoca, mentre freni Brembo e sterzo restano senza servoassistenza per privilegiare la sensibilità di guida.
Sotto il cofano posteriore lavora inizialmente un V8 BMW da 4,0 litri, sostituito dal 1998 da un V8 Ford di 4,6 litri di derivazione Mustang Cobra, abbinato in entrambi i casi a un cambio manuale Getrag a sei marce con la caratteristica leva a cancellata.
Potenza
Da circa 286 a 305 CV
Carattere di guida
La Guarà è un'auto che richiede impegno: la mancanza di servosterzo e servofreno la rende pesante nelle manovre lente, ma la stessa scelta tecnica, unita al peso contenuto e alle sospensioni derivate dalle corse, si traduce su strada in un handling molto diretto e reattivo. Un'auto pensata per un guidatore esperto più che per l'uso quotidiano, con un abitacolo essenziale e rumoroso e pochissimo spazio per i bagagli.
Velocità massima
Circa 274 km/h
Rarità e collezionismo
Con una produzione complessiva stimata in circa cinquanta esemplari, suddivisi tra coupé, barchetta scoperta e rare varianti spider a tetto in tela, la Guarà è oggi una vettura da collezione a tutti gli effetti. Essendo l'ultimo progetto seguito personalmente da Alejandro De Tomaso prima della crisi finanziaria dell'azienda, gli esemplari superstiti sono ricercati dagli appassionati del marchio modenese e compaiono solo occasionalmente sul mercato del collezionismo internazionale.