Dalle origini alla prima Roadster
La storia di Wiesmann affonda le radici in un'attività distante dal mondo delle auto sportive: la produzione di tettucci rigidi per vetture decappottabili. È osservando da vicino la meccanica e la componentistica automobilistica che i fratelli Wiesmann maturano l'ambizione di realizzare una vettura interamente propria.
Il progetto prende forma con una roadster dalla carrozzeria in fibra di vetro, costruita su un telaio in acciaio zincato e rivestimenti in alluminio, e animata da un motore a sei cilindri BMW. La collaborazione con la casa di Monaco si rivela decisiva: fornisce a Wiesmann motori e cambi di alta qualità, permettendo alla piccola azienda di concentrarsi su design, artigianalità e dinamica di guida.
L'epoca d'oro: MF3, MF4 e MF5
Negli anni Wiesmann sviluppa una gamma coerente di roadster e coupé identificate dalla sigla MF seguita da un numero. La MF3, evoluzione dei primi roadster, diventa il modello più longevo del marchio, rimanendo in listino per quasi due decenni grazie ai motori sei cilindri BMW, fino alle versioni più sportive derivate dal blocco S54.
- La GT MF4, presentata nel 2005, rappresenta la prima coupé di serie del marchio, mossa da un V8 BMW da 4,8 litri capace di superare i 290 km/h.
- La GT MF5 e la Roadster MF5, arrivate a fine anni 2000, montano il pregiato V10 BMW da 5,0 litri della serie M, che nella sua declinazione più spinta supera i 500 cavalli, rendendo la MF5 la Wiesmann più potente della sua epoca.
- Versioni successive della MF5 adottano anche il V8 biturbo BMW, mentre la GT MF4-CS del 2013 rappresenta un'edizione limitata e alleggerita pensata per un uso più sportivo.
Ogni esemplare nasce in pochissimi pezzi l'anno, con lavorazioni manuali che rendono ogni Wiesmann un oggetto quasi su misura per il cliente.
La crisi finanziaria e la rinascita del marchio
Il modello produttivo estremamente artigianale, unito a difficoltà economiche, porta Wiesmann a dichiarare insolvenza nel 2013 e a interrompere l'attività l'anno successivo. Dopo un periodo di incertezza, il marchio viene rilevato da un investitore britannico che ne assume la guida, avviando un percorso di rilancio.
La rinascita passa prima dal progetto di una nuova sportiva a benzina erede delle GT e Roadster storiche, per poi virare con decisione verso l'elettrificazione, in linea con le nuove direzioni dell'industria automobilistica.
Il presente e il futuro: tra V8 e propulsione elettrica
Il progetto denominato Project Gecko rappresenta l'ultima erede diretta delle roadster a motore BMW: un due posti scoperto con V8 turbo dal carattere estremo, pensato per gli appassionati che non vogliono rinunciare al suono e alle sensazioni di un motore a combustione.
Parallelamente, Wiesmann ha svelato Project Thunderball, la sua prima vettura completamente elettrica: una roadster di lusso a due posti con powertrain elettrico ad alte prestazioni, presentata come una delle prime cabriolet biposto a zero emissioni pensate per un pubblico di nicchia e collezionisti. La produzione, fortemente limitata, testimonia come il marchio voglia mantenere lo stesso approccio esclusivo delle origini anche nell'era elettrica.