Panther Westwinds

L'eccentrico artigianato inglese che ha reinventato lo stile retrò su ruote.

Panther Westwinds è stato un piccolo costruttore britannico specializzato in vetture sportive e di lusso dal design neoclassico, fondato a Byfleet, nel Surrey, nel 1972 dal designer Robert Jankel.

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Panther Westwinds nasce nel 1972 dall'iniziativa di Robert Jankel, un progettista britannico specializzato in ricostruzioni e personalizzazioni di auto d'epoca, che decide di trasformare la propria passione artigianale in un'attività industriale su piccola scala. L'idea imprenditoriale prende forma dopo che un torero spagnolo gli offre una cifra considerevole per una Rolls-Royce del 1930 da lui restaurata, convincendolo del potenziale commerciale di vetture dal fascino classico costruite con tecniche e componenti moderni. Con sede a Byfleet, nei pressi del leggendario circuito di Brooklands, Panther costruisce nel corso di quasi vent'anni una gamma eterogenea di modelli: dalle roadster in stile anni '30 alle limousine su misura per clienti facoltosi, fino a esperimenti tecnici estremi come una vettura a sei ruote. Una storia fatta di artigianato British, cambi di proprietà tra Inghilterra e Corea del Sud, e un'eredità che il fondatore stesso ha provato a recuperare negli ultimi anni della sua vita.

Gli esordi: dal J72 al mito del retro-design

Il primo modello firmato Panther è la J72, una roadster due posti presentata nel 1972 e ispirata nelle forme alla Jaguar SS100 degli anni '30. Il richiamo al passato non era solo estetico: la carrozzeria in stile classico nascondeva la meccanica di modelli Jaguar contemporanei, mentre la finitura degli interni firmata Connolly le valse un riconoscimento di rilievo all'edizione 1973 del London Motor Show.

Il posizionamento era però estremamente esclusivo: il prezzo della J72 arrivava a essere circa il doppio di quello delle Jaguar da cui derivava la base meccanica, una scelta che avrebbe caratterizzato l'intera filosofia del marchio, orientato a una clientela di nicchia disposta a pagare un premio per pezzi quasi sartoriali.

L'epoca d'oro: Lima, De Ville e Rio

Nella seconda metà degli anni '70 Panther amplia la gamma con modelli pensati per pubblici diversi. La Lima, lanciata nel 1976, è la roadster in stile anni '30 con carrozzeria in vetroresina montata su base meccanica Vauxhall Viva/Magnum: grazie a un prezzo più accessibile rispetto agli altri modelli del marchio, diventa la vettura di maggior successo commerciale di Panther, con quasi 900 esemplari prodotti fino al 1982.

Sul fronte opposto si colloca la De Ville, una lussuosa neoclassica costruita a mano dal 1974 al 1985 e pensata da Jankel per una clientela facoltosa in cerca di un'alternativa più appariscente alle Rolls-Royce: tra i suoi acquirenti figurano personaggi noti del mondo dello spettacolo. Ne furono realizzati circa sessanta esemplari, incluse alcune cabriolet a due porte e una rarissima limousine a sei porte allestita per un principe malese.

Nel 1975 arriva anche la Rio, una berlina basata sulla meccanica Triumph Dolomite ma rifinita, nelle intenzioni del costruttore, a standard paragonabili a quelli Rolls-Royce, con pannelli di carrozzeria in alluminio lavorati a mano. Il prezzo elevato rispetto alla Dolomite di partenza ne penalizzò però le vendite, fermate a poche decine di unità.

Il passaggio di proprietà e la stagione coreana

Alla fine degli anni '70 Panther Westwinds attraversa una crisi finanziaria che porta al fallimento della società, rilevata nel 1980 dall'imprenditore sudcoreano Young Chull Kim. Dopo la ripartenza produttiva del 1981, l'azienda coreana Jindo Corporation sviluppa una nuova piattaforma con meccanica Ford destinata a sostituire la Lima: nasce così la Kallista, la cui produzione comincia nel 1983 a Byfleet.

La Kallista, disponibile come roadster e successivamente anche in versione cabriolet, utilizza una carrozzeria in alluminio su telaio in acciaio e un ampio ventaglio di motorizzazioni Ford, dal quattro cilindri 1.6 al V6 2.8 litri. Resterà in listino fino al 1990, accompagnando l'azienda anche dopo l'ingresso della coreana SsangYong nella proprietà, avvenuto nel 1987.

L'ultima sfida tecnica: la Solo e la fine della produzione

Il progetto più ambizioso e moderno del marchio è la Solo, una sportiva a motore centrale e trazione integrale sviluppata a partire dal 1983 e commercializzata solo nel biennio 1989-1990. La versione di serie, nota come Solo 2, montava un quattro cilindri turbo Ford-Cosworth da 2 litri derivato dalla Sierra RS Cosworth, abbinato a un cambio manuale a 5 rapporti e a un sistema di trazione integrale Ferguson.

Nonostante l'impianto tecnico avanzato per l'epoca, la Solo arriva sul mercato in un momento economicamente sfavorevole. Nel corso del 1990 SsangYong decide di interrompere sia la produzione della Kallista sia quella della Solo, chiudendo di fatto il capitolo automobilistico del marchio. Nel 2001 Robert Jankel riacquista il nome Panther, ma non riuscirà più a riportare in produzione una vettura prima della sua scomparsa, nel 2005.

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Domande frequenti su Panther Westwinds

Panther Westwinds esiste ancora come casa automobilistica attiva?

No. La produzione di automobili si è fermata nel 1990 sotto la proprietà di SsangYong. Il fondatore Robert Jankel riacquistò il nome del marchio nel 2001, ma non arrivò più a lanciare nuovi modelli prima della sua morte, nel 2005.

Qual è stato il modello Panther di maggior successo commerciale?

La Lima, roadster in stile anni '30 con base meccanica Vauxhall, con quasi 900 esemplari costruiti tra il 1976 e il 1982: un volume nettamente superiore a quello di qualsiasi altro modello del marchio.

Perché la Kallista utilizzava componenti Ford?

Dopo il passaggio di proprietà alla coreana Jindo Corporation nei primi anni '80, la nuova gestione scelse meccaniche Ford, più diffuse e facilmente reperibili, per sostituire la base Vauxhall della precedente Lima.

Che cos'era la Panther De Ville?

Era la lussuosa ammiraglia del marchio, costruita a mano dal 1974 al 1985 con motori Jaguar (sei cilindri o V12) e pensata per una clientela facoltosa in cerca di un'alternativa vistosa alle grandi berline di lusso britanniche.

Quanti esemplari furono realizzati della Panther 6, la vettura a sei ruote?

Solamente due, a testimonianza della natura sperimentale e quasi concettuale di questo progetto a tre assi sviluppato dal marchio nella seconda metà degli anni '70.

Fonti

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