La genesi: un regalo di nozze fuori misura
La vicenda della Lazer comincia con una richiesta privata: l'importatore canadese delle vetture Panther chiede a Robert Jankel di realizzare un'automobile unica, da donare alla moglie come sorpresa. Jankel, che in quegli anni firma per Panther roadster dal gusto dichiaratamente d'epoca, decide invece di lasciarsi alle spalle i riferimenti classici e disegna una vettura dalle forme spigolose e futuristiche, agli antipodi della J72 e delle altre creazioni a marchio Panther.
- Commissione privata, non destinata alla produzione in serie
- Consegnata nell'agosto del 1974
- Unico esempio mai realizzato con questa configurazione
Motore
6 cilindri in linea 4.2 litri di derivazione Jaguar
Un abitacolo insolito e una meccanica di prestito
La Lazer adotta una carrozzeria a cuneo in alluminio con un parabrezza avvolgente che si estende fin sopra il vano motore e le gambe degli occupanti, mentre l'abitacolo ospita tre persone affiancate con la strumentazione raccolta in una plancia centrale orientata verso il guidatore. Per la parte meccanica, Jankel attinge al parco componenti Jaguar: telaio di derivazione tubolare, sospensioni indipendenti, impianto frenante a disco su tutte le ruote e un sei cilindri in linea da 4,2 litri abbinato a un cambio manuale a quattro marce, mentre il retrotreno riprende soluzioni già viste sulla J72.
Il risultato è una vettura che unisce l'artigianalità tipica di Panther a un linguaggio stilistico sperimentale, pensato più per stupire che per entrare in produzione.
Anni di produzione
1974
Un epilogo inatteso: dal rifiuto al museo di Teheran
Nonostante l'impegno profuso nella sua realizzazione, la Lazer non ottiene l'effetto sperato: la destinataria del regalo rifiuta la vettura. L'esemplare resta per qualche tempo inutilizzato presso la sede Panther, prima di essere ceduto al principe ereditario iraniano Reza Pahlavi. Oggi la vettura è conservata al National Car Museum of Iran di Teheran, un finale insolito per un'automobile nata come dono personale e rimasta, di fatto, un pezzo unico nella storia del marchio britannico.