Dalla Solo 1 alla Solo 2: una gestazione travagliata
Lo sviluppo della Solo comincia nel 1983 negli stabilimenti Panther di Byfleet, con l'obiettivo di sostituire la Kallista con una sportiva più moderna e competitiva. La prima versione, la Solo 1, debutta al British Motor Show del 1984 con un layout a motore centrale e trazione posteriore, mossa da un quattro cilindri Ford 1.6 CVH da 105 CV mutuato dalla Fiesta XR2. Il progetto viene però giudicato poco competitivo dopo il confronto diretto con la Toyota MR2, appena lanciata sul mercato, e finisce accantonato.
Il rilancio arriva sotto la proprietà coreana della casa, passata prima all'imprenditore Young Chull Kim e poi al gruppo SsangYong. Il designer Ken Greenley ridisegna la vettura da zero, allungando il passo per ricavare due posti posteriori di cortesia, sostituendo il tetto targa con fari a scomparsa e rivedendo integralmente meccanica e struttura. La nuova Solo 2 viene svelata al Salone di Francoforte del 1987.
Potenza massima
204 CV (152 kW) a 6.000 giri/min
Motore Cosworth e trazione integrale: il cuore tecnico della Solo
Il cuore della Solo 2 è il quattro cilindri turbocompresso Ford Cosworth da 1.993 cm³, lo stesso propulsore della Sierra RS Cosworth, ottenuto grazie a un accordo di fornitura esclusivo con Ford. Con testata a doppio albero a camme e quattro valvole per cilindro, eroga 204 CV a 6.000 giri/min e 271 Nm di coppia a 4.500 giri/min, scaricati a terra tramite un cambio manuale a cinque rapporti Borg-Warner T5.
L'elemento più innovativo è però la trazione integrale, abbinata tramite un sistema derivato dalla tecnologia Ferguson a un layout a motore centrale: una combinazione che rende la Solo 2 una delle primissime vetture di serie al mondo a proporla. La carrozzeria adotta una costruzione composita avanzata, con una struttura a nido d'ape in alluminio rivestita da pelli in resina epossidica, fibra di vetro e inserti in fibra di carbonio, montata su un telaio a longheroni in acciaio nella parte inferiore.
Velocità massima
232 km/h
Prestazioni e dinamica di guida
Sviluppata aerodinamicamente con la collaborazione di March Engineering, la Solo 2 raggiunge un coefficiente di resistenza di 0,33 nonostante le forme squadrate tipiche del design di fine anni '80. Con un peso a vuoto contenuto in circa 1.340 kg, le prestazioni dichiarate parlano di uno 0-96 km/h coperto in 6,8 secondi e una velocità massima di 232 km/h.
- Lunghezza: 4.343 mm
- Larghezza: 1.780 mm
- Passo: 2.530 mm
- Peso a vuoto: 1.340 kg
Numeri che, all'epoca, la collocavano tra le sportive più veloci disponibili sul mercato britannico, sebbene la stampa specializzata segnalasse un quattro cilindri percepito come poco raffinato per una vettura posizionata a un prezzo così elevato.
Accelerazione
0-96 km/h in 6,8 secondi
Un flop commerciale e un'eredità da collezionisti
Il debutto commerciale della Solo 2 è segnato da continui rinvii, causati soprattutto dalle difficoltà nella produzione dei pannelli compositi, che se non curati correttamente tendevano a deformarsi compromettendo gli accoppiamenti tra le parti di carrozzeria. Presentata nel 1987 a un prezzo di partenza di 28.000 sterline, la vettura arriva ai primi clienti solo nel 1990 a un listino salito a 39.850 sterline, una cifra che la mette in diretta concorrenza con rivali più affermate e affidabili come la Lotus Esprit e la Jaguar XJ-S.
Su circa 125 prenotazioni raccolte tra il 1987 e il 1989, solo 13 clienti confermano l'ordine: la produzione della Solo 2 si ferma quindi a una dozzina scarsa di esemplari, consegnati tra la metà del 1990 e i primi mesi del 1991, prima che SsangYong decida di interrompere definitivamente il progetto insieme a quello della Kallista. Proprio questa estrema rarità rende oggi la Panther Solo un oggetto di culto per i collezionisti di auto inglesi fuori dagli schemi.