Nascita di un'erede: dalla Lima alla Kallista
Quando Panther Westwinds si trova a dover rilanciare la propria gamma dopo il passaggio di proprietà alla Jindo Corporation, la scelta cade su un nuovo modello capace di sostituire la Lima. La Kallista mantiene l'impostazione da roadster inglese in stile classico, con richiami alle Allard e alle Morgan dell'epoca, ma abbandona la base meccanica Vauxhall in favore dei componenti Ford, più diffusi e facili da assistere.
La struttura è composta da un telaio tubolare in acciaio saldato, rivestito da una carrozzeria in alluminio: una soluzione che privilegia leggerezza e rigidità, coerente con l'approccio artigianale voluto da Robert Jankel fin dalla fondazione del marchio.
Anni di produzione
1982-1990 (Panther Westwinds), 1990-1993 (SsangYong)
Motori e meccanica di derivazione Ford
- 1.6 CVH: 4 cilindri in linea, 1.597 cm³, circa 82 CV a 6.000 giri
- 2.0 N9A: 4 cilindri in linea con distribuzione bialbero
- 2.8 Cologne: V6, 2.792 cm³
- 2.9 Cologne: V6, 2.933 cm³
Le versioni con motore V6 erano le più prestazionali della gamma, capaci di scattare da 0 a 97 km/h in meno di 8 secondi, mentre la 1.6 di accesso raggiungeva una velocità massima dichiarata di circa 152 km/h. Il cambio poteva essere manuale a 5 rapporti oppure automatico a 3 rapporti, con trazione posteriore in entrambi i casi.
Abitacolo artigianale e allestimenti
Coerente con la filosofia Panther, l'abitacolo della Kallista puntava su materiali pregiati e lavorazioni curate: plancia rivestita in legno verniciato, sedili e finiture in pelle Connolly, oltre a dotazioni non scontate per una vettura di nicchia come servosterzo, autoradio e climatizzazione disponibili su richiesta.
Il passaggio a SsangYong e la fine della produzione
Nel luglio 1987 la Jindo Corporation cede le proprie quote a SsangYong, che eredita così anche la produzione della Kallista. Nella primavera del 1990 il nuovo proprietario annuncia la fine della produzione con il marchio Panther, ma la vettura non scompare del tutto: SsangYong ne realizza infatti una versione con marchio proprio, prodotta fino al 1993 in un numero molto ridotto di esemplari.
Questa variante, più larga di circa 10 cm rispetto agli originali Panther, adottava di serie una carrozzeria in vetroresina, con l'alluminio relegato a opzione. Con l'assorbimento della divisione automobilistica SsangYong da parte di Daewoo, nel 1999, si chiude definitivamente il capitolo Kallista.