Le origini: cinque marchi, un'unica azienda
La nascita di Iveco nel 1975 è il risultato di un progetto industriale ambizioso: unire sotto un solo brand le competenze di Fiat Veicoli Industriali, OM, Lancia Veicoli Speciali, Unic e Magirus-Deutz. Un'operazione pensata per rispondere alla crescente concorrenza internazionale nel settore dei veicoli commerciali, mettendo a fattor comune stabilimenti, reti di vendita e piattaforme tecniche.
- Fiat Veicoli Industriali portava in dote lo stabilimento di Torino e decenni di esperienza nella meccanica pesante
- OM contribuiva con la tradizione bresciana nei veicoli industriali
- Unic e Magirus-Deutz aprivano fin da subito la strada a una dimensione realmente europea
Nei primi anni il gruppo gestisce un catalogo estremamente ampio, poi progressivamente razionalizzato per costruire un'unica identità di prodotto riconoscibile in tutto il continente.
Daily, l'icona che ha attraversato le epoche
Presentato nel 1978, il Daily è il modello che più di ogni altro ha definito l'immagine di Iveco presso il grande pubblico e le flotte professionali. Pensato per unire la robustezza di un veicolo industriale alla maneggevolezza di un mezzo leggero, ha accompagnato l'evoluzione del trasporto urbano e interurbano attraverso sette generazioni.
Oggi la gamma Daily copre un ventaglio di masse a pieno carico che va da 3,3 a 7,2 tonnellate, con declinazioni van, pianale cabinato, pick-up e minibus, affiancate dalla versione elettrica eDaily pensata per la distribuzione urbana a zero emissioni locali.
La gamma pesante: Eurocargo, S-Way, X-Way e T-Way
Superato il segmento leggero, Iveco costruisce la propria proposta per il trasporto professionale su tre pilastri principali. L'Eurocargo copre il segmento medio, tra 6 e 19 tonnellate, mentre la famiglia pesante si articola in tre modelli con vocazioni distinte.
- S-Way: l'ammiraglia per il trasporto su lunga percorrenza, disponibile come trattore o motrice
- X-Way: il crossover pensato per un utilizzo prevalentemente stradale con incursioni occasionali fuori asfalto, ideale per cantieri e ultimo miglio
- T-Way: il mezzo dedicato alle missioni estreme fuoristrada, con la gamma di trazioni integrali più ampia del segmento
Accanto alle versioni diesel e a gas naturale, il gruppo propone oggi anche varianti elettrificate come la S-eWay, a conferma di una transizione energetica che coinvolge l'intera gamma.
L'esperienza fuoristrada: Campagnola e Massif
Non tutta la storia di Iveco riguarda il trasporto professionale su ruote pesanti. Tra il 2007 e il 2011 il marchio ha tentato l'ingresso nel segmento dei fuoristrada leggeri con Massif e Campagnola, realizzati insieme alla spagnola Santana Motor a partire dalla base del Santana PS-10/Anibal, con un frontale ridisegnato da Italdesign Giugiaro.
Massif debutta per primo, in versione passo corto a tre porte e passo lungo a cinque porte, pick-up e telaio cabinato, mentre la Campagnola, presentata nel 2008, ne rappresenta la variante più orientata al trasporto persone. Entrambi i modelli montavano motori turbodiesel common rail da 3.0 litri, disponibili nelle varianti da 146 e 177 CV. La produzione si interrompe nel 2011 a causa del fallimento di Santana Motor, chiudendo un capitolo breve ma distintivo nella storia del marchio.
Una presenza industriale globale
Con sede a Torino, Iveco opera attraverso una rete produttiva distribuita su più continenti, con stabilimenti in Italia, Spagna, Francia, Brasile, Argentina, Cina, Sudafrica e Australia. Questa impronta industriale ha permesso al marchio di affiancare all'Europa mercati chiave come il Sud America e l'Asia-Pacifico.
Il percorso societario recente ha visto Iveco separarsi da CNH Industrial nel gennaio 2022, quotandosi autonomamente come Iveco Group alla Borsa Italiana, per poi affrontare nel luglio 2025 una nuova fase con la cessione della divisione veicoli commerciali al gruppo indiano Tata Motors e di quella difesa a Leonardo.







