Dall'importazione al marchio proprio
La storia di EMC racconta un percorso che molti marchi automobilistici emergenti hanno seguito negli ultimi anni: da distributore di veicoli prodotti altrove a costruttore di un'identità propria. Per quasi vent'anni Eurasia Motor Company ha costruito una rete commerciale in Italia portando sul mercato modelli Great Wall e Haval, accumulando know-how su omologazioni, allestimenti a GPL e assistenza post-vendita.
Con il lancio del marchio EMC a metà 2022, l'azienda ha fatto un salto di qualità, iniziando a proporre veicoli con un proprio nome e una propria identità commerciale, pur continuando a basarsi su una filiera produttiva cinese, in particolare sugli stabilimenti di Yibin Kaiyi. Nel novembre 2024 il marchio ha vissuto un ulteriore restyling della propria immagine, con un nuovo logo e una gamma rinnovata: i precedenti Wave 2 e Wave 3 sono stati sostituiti dai nuovi nomi Quattro e Sei, affiancati dalle new entry Sette, 212 e dall'elettrica Yudo.
La gamma attuale: SUV, MPV e l'elettrica Yudo
Oggi la gamma EMC è organizzata attorno a modelli pensati per usi molto diversi tra loro, ma accomunati da un posizionamento di prezzo competitivo. Al vertice dell'offerta orientata alla città e al risparmio ci sono la Quattro, city SUV compatta, e la Sei, SUV di taglia media proposta anche con motorizzazione da 147 CV e cambio CVT.
La Sette rappresenta il gradino superiore della gamma benzina, con un motore 1.5 turbo da 174 CV abbinato al cambio automatico doppia frizione a 7 rapporti. Per chi cerca capacità di carico e spazio a bordo interviene la Nove, monovolume da 7 a 9 posti con motore 2.0 da 133 CV. La proposta più estrema è la 212, un fuoristrada vero e proprio con trazione integrale inseribile, marce ridotte e differenziali bloccabili, disponibile sia a benzina sia a diesel. Chiude il quadro la Yudo, il primo modello a batteria del marchio, un crossover elettrico compatto pensato per la mobilità urbana.
Tecnologia ed elettrificazione: il caso Yudo
Se gran parte della gamma EMC punta ancora su motori a benzina, spesso abbinati a impianti GPL per contenere i costi di gestione, la Yudo segna l'ingresso del marchio nel mondo dell'elettrico. Il crossover monta un motore sincrono a magneti permanenti da 70 kW abbinato a una batteria LFP da 41,7 kWh, con un'autonomia dichiarata WLTP di 325 km che può salire fino a 455 km in percorrenza puramente urbana.
La ricarica è prevista sia in corrente alternata, con una potenza di 6,6 kW, sia in corrente continua fino a 50 kW per un rabbocco rapido in circa 45 minuti dal 10 all'80-100%. Non manca la funzione vehicle-to-load, utile per alimentare dispositivi esterni direttamente dalla batteria dell'auto, e una serie di modalità di guida che includono anche un profilo dedicato al risparmio energetico.
Un marchio dentro un gruppo più grande
Dal punto di vista industriale, EMC Auto opera come realtà indipendente all'interno del Gruppo Intergea, uno dei principali gruppi della distribuzione automobilistica in Italia. Questa appartenenza garantisce al marchio una solidità finanziaria e commerciale non scontata per un brand di recente costituzione, pur lasciando a EMC la gestione autonoma della propria identità.
La sede legale dell'azienda si trova a Merano, mentre la sede operativa è a Palazzolo sull'Oglio, in provincia di Brescia. Accanto al marchio EMC, il gruppo distribuisce in Italia anche i veicoli commerciali Foton, ampliando così l'offerta verso il segmento dei pick-up.







