Dalle lamiere di un'ex stalla al decimo costruttore ufficiale del Giappone
La storia di Mitsuoka nasce da una passione quasi ossessiva di Susumu Mitsuoka per le automobili, in particolare quelle britanniche. Dopo aver avviato una piccola attività di riparazione carrozzerie, l'azienda si converte progressivamente al commercio di auto usate e, con la costituzione formale del 1979, inizia a operare su scala nazionale.
Il salto di qualità arriva nel 1994, quando Mitsuoka ottiene lo status di costruttore automobilistico riconosciuto: un evento raro nel panorama giapponese del dopoguerra, che pone il marchio accanto ai grandi nomi nazionali pur mantenendo una produzione di nicchia e fortemente artigianale.
La filosofia Mitsuoka: reinterpretare l'auto giapponese in chiave retrò
Mitsuoka non progetta piattaforme proprie: il suo lavoro consiste nel prendere modelli di serie di Nissan, Toyota o Mazda e trasformarne la carrozzeria, mantenendo meccanica, motore e affidabilità del modello originale. Il risultato sono auto dall'aspetto retrò, spesso ispirate a berline e coupé britanniche o americane degli anni '50 e '60, ma con la solidità tecnica di un'utilitaria o berlina giapponese moderna.
Questo lavoro di trasformazione avviene in gran parte a mano nello stabilimento di Toyama, dove un team di artigiani specializzati si occupa dell'assemblaggio delle carrozzerie personalizzate, spesso realizzate in piccole serie numerate.
La gamma: dalla Viewt alla Galue, il retrò su meccanica nipponica
- Viewt: il modello più longevo del marchio, in produzione dal 1993, applica un frontale e un posteriore ispirati alla Jaguar Mark 2 sulle varie generazioni della Nissan Micra/March.
- Galue: l'ammiraglia del marchio, basata su berline Nissan di fascia alta come la Cedric e la Fuga, reinterpreta lo stile delle grandi berline di lusso britanniche con proporzioni allungate e finiture ricercate.
- Ryugi: introdotta nel 2014 su base Toyota Corolla Axio, propone un frontale che richiama la Jaguar Mark II e la Rover P5, disponibile anche con motorizzazione ibrida.
Fuoriserie e serie limitate: Orochi, Rock Star e Like-T3
Accanto alle vetture basate su modelli di serie, Mitsuoka ha realizzato anche progetti più originali. La Orochi, prodotta tra il 2006 e il 2014, è una sportiva a motore centrale con carrozzeria di design interamente proprio, mossa da un V6 Toyota da 3,3 litri e 233 CV, costruita in una serie limitata.
La Himiko e la Rock Star, entrambe basate sulla Mazda MX-5, reinterpretano lo stile delle sportive americane anni '60 in chiave roadster: la Rock Star, in particolare, è stata realizzata in appena 50 esemplari per celebrare il cinquantesimo anniversario del marchio. Il Like-T3, sviluppato insieme a Yuasa M&B, è invece un veicolo elettrico a tre ruote pensato per la mobilità urbana e la consegna merci.
Mitsuoka nel mondo: l'espansione oltre il Giappone
Per gran parte della sua storia Mitsuoka ha venduto quasi esclusivamente sul mercato interno giapponese. Il marchio ha però iniziato ad affacciarsi sui mercati internazionali a partire dal 2015, quando è sbarcato nel Regno Unito attraverso il distributore T W White & Sons, presentando poi la Himiko al London Motor Show del 2016.
Questa apertura ha permesso a un pubblico più ampio di scoprire uno stile che in Giappone è considerato una vera e propria nicchia di culto, fatta di auto pensate più per il piacere estetico e la personalità che per i grandi volumi di vendita.