Le origini e la nascita del marchio
Il marchio Mega vede la luce nel 1992, quando Georges Blain, alla guida della casa francese Aixam, decide di affiancare ai quadricicli senza patente prodotti ad Aix-les-Bains dal 1983 una gamma di vetture pensate per un pubblico diverso, più sportivo e amante dell'avventura.
L'ambizione è chiara fin dal debutto: costruire automobili capaci di uscire dagli schemi del piccolo utilitario e mostrare le competenze tecniche dell'azienda savoiarda, tra motori potenti e soluzioni fuoristrada inedite per un piccolo costruttore indipendente.
Mega Track: la supercar fuoristrada
Il progetto più spettacolare porta il nome di Mega Track, una GT fuoristrada nata da un'idea sviluppata a partire dal 1990 e presentata al Salone di Parigi del 1992. Sotto il cofano trova posto un V12 Mercedes-Benz da 6.0 litri, capace di 394 CV e 570 Nm di coppia, abbinato a una trazione integrale con ripartizione 32:68 tra i due assi.
- Accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,4 secondi
- Velocità massima limitata elettronicamente a 250 km/h
- Sospensioni regolabili in altezza fino a 34 cm di luce da terra
- Cerchi da 20 pollici con gomme Michelin dedicate e serbatoio da 110 litri
Il prezzo di listino, pari a 1,7 milioni di franchi nel 1992, ne ha decretato l'insuccesso commerciale: la Mega Track resta così una delle GT fuoristrada più rare della storia dell'automobile, con soli cinque o sei esemplari costruiti, due dei quali tuttora conservati nella sede del gruppo Aixam.
Club, Cabriolet e furgoni: il tempo libero su quattro ruote
Accanto alla Track, Mega sviluppa una linea di veicoli da tempo libero pensata per un pubblico più ampio, ispirata nello spirito alla Citroën Méhari ma costruita su base meccanica Citroën AX. Commercializzata da luglio 1993, la gamma nasce con le versioni Club, a quattro posti, e Ranch, a due posti, entrambe disponibili con motori 1.1 e 1.4 a benzina.
Dal 1994 arrivano le motorizzazioni diesel 1.4 e 1.5 litri e un hard-top che trasforma il mezzo in una sorta di coupé, mentre nel 1996 debutta la variante Cabriolet, con una capote pieghevole dedicata. Nel luglio 1995 si aggiunge il fourgon vitré, versione furgonata a vetri per uso professionale, capace di un volume di carico fino a 1.420 litri togliendo la panca posteriore e disponibile anche con trazione integrale.
Tutta la gamma condivide una carrozzeria interamente zincata e una filosofia di trasformabilità: lo stesso pianale poteva diventare pick-up, break, furgone o cabriolet a seconda degli allestimenti scelti. Nel 2001 la gamma viene rinnovata con la serie Concept, che comprende le varianti Break, Cabriolet e Maxi.
Le corse: Trofeo Andros e Dakar
Mega costruisce anche una solida reputazione sportiva. La Mega Glace, vettura da corsa su ghiaccio, partecipa al Trofeo Andros dal 1992 al 1999, portando al successo piloti come François Chauche nel 1996 e Philippe Gache, campione nello stesso anno e di nuovo nel 1998.
Nel 2000 la Mega Desert conquista il secondo posto assoluto alla Dakar con Stéphane Peterhansel al volante, mentre nel 1996, dopo l'acquisizione della Monte-Carlo Automobile, nasce la Mega Monte-Carlo, gran turismo presentata al Salone di Ginevra. Anche l'era elettrica vede Mega protagonista: nel Trofeo Andros Elettrico 2010-2011 il pilota Soheil Ayary sale sul podio a Saint-Dié-des-Vosges.
Da Mega a oggi: l'evoluzione nel gruppo Aixam
Dai primi anni Duemila il marchio Mega cambia progressivamente pelle, concentrandosi su veicoli utilitari compatti a motore diesel ed elettrico, pensati per il trasporto leggero e per un uso professionale nel rispetto della categoria dei veicoli senza patente.
Nel 2013 il gruppo Aixam-Mega viene acquisito da Polaris Industries, che ne rileva il controllo da Axa Private Equity. Il marchio prosegue oggi all'interno della gamma Aixam con modelli elettrici come il Mega e-Scouty Evo, erede diretto dello spirito pratico e versatile che ha sempre contraddistinto Mega.
