Nascita e posizionamento
La Mega Maxi Concept debutta al Salone di Parigi nell'ottobre 1998 come la più elaborata delle tre carrozzerie della nuova gamma Concept, pensata per succedere alla prima serie Mega Club/Ranch basata sulla Citroën AX. Il passo cresce di circa 10 cm rispetto al modello precedente, a vantaggio dello spazio per i passeggeri posteriori, mentre la scocca in acciaio zincato e i pannelli in ABS termoformato restano coerenti con la filosofia costruttiva leggera e anticorrosione che ha sempre contraddistinto Mega.
Rispetto alla Cabriolet e alla Break, la Maxi Concept si distingue per l'abbinamento di capote in tela e hard-top rigido, con un'ulteriore apertura scorrevole nella parte anteriore del tetto e cerchi in lega leggera di serie, elementi che la collocavano al vertice della gamma.
Potenza
75 CV
Motore e prestazioni
La motorizzazione è il quattro cilindri benzina 1.4 di origine PSA da 1.360 cm³, che eroga 75 CV abbinati a un cambio manuale a 5 rapporti e alla sola trazione anteriore. Le prestazioni restano contenute, coerenti con la vocazione da tempo libero più che sportiva.
- Cilindrata: 1.360 cm³
- Potenza: 75 CV
- Cambio: manuale a 5 marce, trazione anteriore
- Velocità massima: 168 km/h
- 0-100 km/h: circa 14,3 secondi
Velocità massima
168 km/h
Abitabilità e dotazioni
A differenza della prima serie, pensata quasi esclusivamente per due occupanti, la Maxi Concept viene proposta in configurazione a cinque posti, avvicinandosi realmente alle vetture generaliste. Le dotazioni di bordo si arricchiscono di servosterzo, alzacristalli elettrici anteriori, chiusura centralizzata con telecomando e antifurto elettronico, elementi che all'epoca mancavano ancora in buona parte del segmento delle auto da tempo libero.
Anni di produzione
1998/1999 - 2004
Quotazioni e mercato dell'usato
Nel gennaio 2002 la versione 1.4 Maxi veniva proposta a un listino di 15.200 euro, una cifra elevata se confrontata con utilitarie generaliste di pari cilindrata, giustificata dalla costruzione in piccola serie e dalla configurazione modulare. Oggi, sul mercato dell'usato, gli esemplari superstiti sono rari: la meccanica di derivazione PSA garantisce una discreta affidabilità, ma la capote in tela va sempre controllata con attenzione, perché è l'elemento più soggetto a deterioramento nel tempo.
- Pregio: meccanica PSA robusta e ricambi relativamente reperibili
- Attenzione: capote e guarnizioni da verificare sugli esemplari più vecchi