De la Chapelle

L'artigianato francese che tiene viva l'epoca d'oro dell'automobile

De la Chapelle è un piccolo costruttore francese che dagli anni '70 realizza in serie limitatissima vetture ispirate alla Bugatti Type 55, unendo meccaniche moderne a carrozzerie artigianali dal gusto Belle Époque.

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Il nome De la Chapelle affonda le radici nei primi anni del Novecento, quando i fratelli Guy e Carl de La Chapelle, proprietari di vigneti in Borgogna e appassionati di motori fin dal 1896, fondano nella regione di Lione un'attività che produce prima biciclette e motociclette, poi vetturette con motori De Dion-Bouton monocilindrici e infine automobili complete a marchio Stimula. Il pilota Rivière porta il nome della casa a diverse vittorie sportive tra il 1907 e il 1914, ma la Prima guerra mondiale segna una battuta d'arresto da cui l'azienda non si riprenderà: chiude definitivamente nel 1923. Mezzo secolo più tardi, nel 1975, il pronipote Xavier de la Chapelle rilancia il nome di famiglia a Saint-Chamond, vicino Lione, con un'idea precisa: costruire in piccolissima serie repliche in stile Bugatti Type 55, animate da meccanica BMW. Da quel momento il marchio si ritaglia una nicchia tutta sua tra restomod ante litteram e artigianato d'autore, arrivando fino ai giorni nostri con la recente Atalante V8.

Dalle vigne di Borgogna alla rinascita degli anni '70

La storia di De la Chapelle comincia come tante avventure automobilistiche di inizio Novecento: due fratelli appassionati di meccanica che, partendo dalle due ruote, arrivano a costruire vetture proprie nella regione di Lione. Tra il 1907 e il 1914 la piccola casa produce automobili con motori progettati internamente, guadagnandosi una reputazione di solidità che varrà anche diversi successi in gara.

Il conflitto mondiale interrompe però lo slancio dell'azienda, che chiude i battenti nel 1923. Il nome resta dormiente per oltre cinquant'anni, fino a quando Xavier de la Chapelle, discendente della famiglia fondatrice, decide di farlo rivivere a Saint-Chamond, avviando una produzione artigianale di vetture ispirate alle forme della Bugatti Type 55.

La gamma: dalla Type 55 alla Atalante

Il modello che avvia la rinascita è la Type 55 Roadster, presentata al Salone di Ginevra nel 1978 e mossa da un motore sei cilindri di origine BMW: una scelta che permette a Xavier de la Chapelle di ottenere anche l'autorizzazione a utilizzare il badge Bugatti sulla calandra, riconoscimento raro per una casa indipendente.

  • Type 55 Tourer: variante 2+2 presentata nel 1990, pensata per chi vuole condividere la passione con la famiglia.
  • Type 55 Grand Prix: versione più leggera e sportiva dello stesso anno, orientata all'uso in pista.
  • Type 57S Atalante: proposta dal 1992 in versione chiusa o scoperta, considerata la sintesi più compiuta delle vetture con motore BMW sei cilindri.
  • Roadster: disegno originale del 1996, non più derivato dalla Type 55, realizzato in pochissimi esemplari con motore Peugeot.

Il percorso della Atalante prosegue fino ai giorni nostri con la Atalante V8 di serie 6, equipaggiata con un otto cilindri di origine Chevrolet Corvette e costruita su richiesta in appena sette esemplari.

Meccaniche prestate, carrozzerie fatte a mano

La filosofia tecnica di De la Chapelle è sempre stata la stessa: prendere meccaniche affidabili e già collaudate da altri costruttori e vestirle con carrozzerie artigianali che richiamano le linee sinuose delle vetture da competizione degli anni '30. Nel corso della sua storia la casa ha attinto a motorizzazioni Opel, BMW, Peugeot, Mercedes-Benz e Jaguar, prima di arrivare all'attuale otto cilindri Corvette.

Accanto alle vetture a grandezza naturale, dal 1979 De la Chapelle ha prodotto anche repliche in miniatura con motore a combustione interna, ispirate a modelli come la BMW 328, la stessa Bugatti Type 55 e la Ferrari 330 P2: un filone collaterale che ha superato le 1.500 unità costruite fino alla fine degli anni '90.

Un costruttore di nicchia tra collezionismo e attualità

De la Chapelle non ha mai puntato ai grandi numeri: ogni vettura viene realizzata a mano, spesso su ordinazione, ed è pensata per un pubblico di appassionati e collezionisti più che per il mercato di massa. Questa impostazione artigianale ha permesso al marchio di attraversare decenni di storia dell'automobile restando fedele a un'idea precisa di eleganza senza tempo.

Oggi la produzione resta estremamente limitata, in coerenza con un posizionamento che privilegia l'esclusività e la cura costruttiva rispetto ai volumi, mantenendo vivo un know-how artigianale che affonda le radici in oltre un secolo di storia del marchio.

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Domande frequenti su De la Chapelle

Chi ha fondato De la Chapelle?

Il nome nasce a inizio Novecento con i fratelli Guy e Carl de la Chapelle nella regione di Lione. Il marchio come lo conosciamo oggi è stato rilanciato nel 1975 da Xavier de la Chapelle, discendente della famiglia fondatrice.

Perché la Type 55 può portare il badge Bugatti?

Xavier de la Chapelle ottenne l'autorizzazione a utilizzare il marchio Bugatti sulla calandra della sua Type 55 in riconoscimento della fedeltà con cui la vettura riprendeva lo spirito dei modelli d'epoca.

Che motori montano le vetture De la Chapelle?

Nel corso degli anni la casa ha utilizzato motori Opel, BMW, Peugeot, Mercedes-Benz e Jaguar; l'attuale Atalante V8 monta un otto cilindri di derivazione Chevrolet Corvette.

Quante De la Chapelle sono state prodotte?

I numeri sono molto contenuti, trattandosi di produzione artigianale su piccola serie: si va dai pochi esemplari dei modelli a grandezza naturale come Atalante e Roadster fino a circa 1.500 repliche in miniatura realizzate entro la fine degli anni '90.

De la Chapelle produce ancora automobili?

Sì, il marchio è tuttora attivo con una produzione artigianale su richiesta, di cui la Atalante V8 di serie 6 rappresenta il modello più recente.

Fonti

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