Dalle vigne di Borgogna alla rinascita degli anni '70
La storia di De la Chapelle comincia come tante avventure automobilistiche di inizio Novecento: due fratelli appassionati di meccanica che, partendo dalle due ruote, arrivano a costruire vetture proprie nella regione di Lione. Tra il 1907 e il 1914 la piccola casa produce automobili con motori progettati internamente, guadagnandosi una reputazione di solidità che varrà anche diversi successi in gara.
Il conflitto mondiale interrompe però lo slancio dell'azienda, che chiude i battenti nel 1923. Il nome resta dormiente per oltre cinquant'anni, fino a quando Xavier de la Chapelle, discendente della famiglia fondatrice, decide di farlo rivivere a Saint-Chamond, avviando una produzione artigianale di vetture ispirate alle forme della Bugatti Type 55.
La gamma: dalla Type 55 alla Atalante
Il modello che avvia la rinascita è la Type 55 Roadster, presentata al Salone di Ginevra nel 1978 e mossa da un motore sei cilindri di origine BMW: una scelta che permette a Xavier de la Chapelle di ottenere anche l'autorizzazione a utilizzare il badge Bugatti sulla calandra, riconoscimento raro per una casa indipendente.
- Type 55 Tourer: variante 2+2 presentata nel 1990, pensata per chi vuole condividere la passione con la famiglia.
- Type 55 Grand Prix: versione più leggera e sportiva dello stesso anno, orientata all'uso in pista.
- Type 57S Atalante: proposta dal 1992 in versione chiusa o scoperta, considerata la sintesi più compiuta delle vetture con motore BMW sei cilindri.
- Roadster: disegno originale del 1996, non più derivato dalla Type 55, realizzato in pochissimi esemplari con motore Peugeot.
Il percorso della Atalante prosegue fino ai giorni nostri con la Atalante V8 di serie 6, equipaggiata con un otto cilindri di origine Chevrolet Corvette e costruita su richiesta in appena sette esemplari.
Meccaniche prestate, carrozzerie fatte a mano
La filosofia tecnica di De la Chapelle è sempre stata la stessa: prendere meccaniche affidabili e già collaudate da altri costruttori e vestirle con carrozzerie artigianali che richiamano le linee sinuose delle vetture da competizione degli anni '30. Nel corso della sua storia la casa ha attinto a motorizzazioni Opel, BMW, Peugeot, Mercedes-Benz e Jaguar, prima di arrivare all'attuale otto cilindri Corvette.
Accanto alle vetture a grandezza naturale, dal 1979 De la Chapelle ha prodotto anche repliche in miniatura con motore a combustione interna, ispirate a modelli come la BMW 328, la stessa Bugatti Type 55 e la Ferrari 330 P2: un filone collaterale che ha superato le 1.500 unità costruite fino alla fine degli anni '90.
Un costruttore di nicchia tra collezionismo e attualità
De la Chapelle non ha mai puntato ai grandi numeri: ogni vettura viene realizzata a mano, spesso su ordinazione, ed è pensata per un pubblico di appassionati e collezionisti più che per il mercato di massa. Questa impostazione artigianale ha permesso al marchio di attraversare decenni di storia dell'automobile restando fedele a un'idea precisa di eleganza senza tempo.
Oggi la produzione resta estremamente limitata, in coerenza con un posizionamento che privilegia l'esclusività e la cura costruttiva rispetto ai volumi, mantenendo vivo un know-how artigianale che affonda le radici in oltre un secolo di storia del marchio.