Il debutto nel 1992: una Grand-Prix per la strada
Presentata nel 1992, la Grand-Prix nasce come evoluzione più radicale delle repliche in stile Type 55 già proposte da De la Chapelle. Il designer Bertrand Barré, chiamato dall'azienda per ampliare la gamma dopo il 2+2 Tourer, disegna una carrozzeria più snella e priva di orpelli: niente paraurti, niente portiere, una linea da vera monoposto d'epoca reinterpretata per l'uso stradale.
- Debutto nel 1992, dopo il 2+2 Tourer del 1990
- Nome ispirato al Grand Prix di Lione, storicamente vicino alla sede aziendale
- Design di Bertrand Barré, votato all'essenzialità
Motore
6 cilindri in linea BMW, 2.994 cc, 12 valvole SOHC
Motore e trasmissione: il cuore BMW
Sotto il lungo cofano trova posto un sei cilindri in linea BMW da 2.994 cc, con distribuzione monoalbero a 12 valvole. Nella versione base il motore eroga 170 CV a 5.800 giri/min e 222 Nm di coppia a 4.300 giri/min, ma i clienti potevano richiedere preparazioni firmate Alpina o Schnitzer in grado di spingere la potenza fino a 240 CV grazie all'adozione di un compressore. La trasmissione affida la trazione posteriore a un cambio manuale a cinque marce abbinato al differenziale BMW, disponibile con rapporto corto o lungo a seconda dell'uso, più sportivo o più stradale, richiesto dal committente.
Potenza
Da 170 a 240 CV a seconda dell'allestimento (standard, Alpina, Schnitzer)
Telaio, pesi e dinamica di guida
La Grand-Prix eredita dalla Type 55 l'impostazione tecnica di base, con una struttura a trave centrale e traliccio multitubolare in acciaio, ma la alleggerisce ulteriormente: il peso complessivo si ferma a circa 960 kg, circa 70 kg in meno rispetto alla Type 55, con una distribuzione dei pesi vicina al 45% sull'anteriore e 55% sul posteriore. Le sospensioni a doppio triangolo, con barre antirollio e gruppi molla-ammortizzatore dedicati, regalano un comportamento dinamico descritto come estremamente coinvolgente, con una maneggevolezza che valorizza il rapporto peso/potenza favorevole.
Velocità massima
200 km/h (versione 170 CV)
Rarità e mercato del collezionismo
Costruita in appena tre esemplari, la Grand-Prix rappresenta uno dei capitoli più esclusivi della storia di De la Chapelle. La sua rarità, unita alla cura artigianale della lavorazione e al fascino della linea ispirata alle Bugatti da competizione degli anni Venti, ne fa un oggetto ambito da collezionisti specializzati in fuoriserie e repliche di alta gamma, più che un'auto pensata per l'uso quotidiano.