Scheda modello

De la Chapelle Grand-Prix

Roadster artigianale francese ispirata alla Bugatti Type 55, alleggerita ed essenziale, spinta da un sei cilindri BMW: uno dei modelli più esclusivi mai realizzati da De la Chapelle.

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Perché sì

  • Costruzione artigianale di altissima qualità, interamente assemblata a mano
  • Linee scenografiche e grande carisma visivo, fedeli all'ispirazione Bugatti Type 55
  • Peso contenuto (960 kg) e struttura molto rigida, per un'eccellente maneggevolezza
  • Motore BMW sei cilindri disponibile fino a 240 CV nelle varianti Alpina e Schnitzer

Da valutare

  • Soli 3 esemplari costruiti: reperibilità sul mercato dell'usato praticamente nulla
  • Nessuna portiera, coerente con l'impostazione corsaiola ma penalizzante nell'uso quotidiano
  • Assenza di paraurti e di gran parte delle dotazioni di comfort presenti sugli altri modelli della gamma

In sintesi

Segmento
Fuoriserie sportiva in piccolissima serie
Carrozzeria
Roadster 2 posti senza porte
Anni di produzione
1992 - 1995 circa
Motore
6 cilindri in linea BMW, 2.994 cc, 12 valvole SOHC
Potenza
Da 170 a 240 CV a seconda dell'allestimento (standard, Alpina, Schnitzer)
Cambio
Manuale a 5 marce, differenziale BMW a rapporto corto o lungo
Peso
960 kg circa
Velocità massima
200 km/h (versione 170 CV)
0-100 km/h
7,2 secondi (versione 170 CV)
Esemplari prodotti
3

Dopo aver conquistato una piccola ma solida reputazione con le repliche in stile Bugatti Type 55 e con il 2+2 Tourer del 1990, De la Chapelle affida al designer lionese Bertrand Barré lo sviluppo di una nuova variante ancora più pura e sportiva. Nasce così, nel 1992, la Grand-Prix: il nome è un omaggio al circuito del Grand Prix di Lione, non lontano dallo stabilimento dell'azienda a Saint-Chamond. Rispetto alle altre vetture della gamma, la Grand-Prix rinuncia a paraurti, portiere e gran parte degli allestimenti di comfort per privilegiare linee tese e un peso ridotto, restando fedele allo spirito delle vetture da competizione ante-belliche a cui si ispira.

Il debutto nel 1992: una Grand-Prix per la strada

Presentata nel 1992, la Grand-Prix nasce come evoluzione più radicale delle repliche in stile Type 55 già proposte da De la Chapelle. Il designer Bertrand Barré, chiamato dall'azienda per ampliare la gamma dopo il 2+2 Tourer, disegna una carrozzeria più snella e priva di orpelli: niente paraurti, niente portiere, una linea da vera monoposto d'epoca reinterpretata per l'uso stradale.

  • Debutto nel 1992, dopo il 2+2 Tourer del 1990
  • Nome ispirato al Grand Prix di Lione, storicamente vicino alla sede aziendale
  • Design di Bertrand Barré, votato all'essenzialità

Motore

6 cilindri in linea BMW, 2.994 cc, 12 valvole SOHC

Motore e trasmissione: il cuore BMW

Sotto il lungo cofano trova posto un sei cilindri in linea BMW da 2.994 cc, con distribuzione monoalbero a 12 valvole. Nella versione base il motore eroga 170 CV a 5.800 giri/min e 222 Nm di coppia a 4.300 giri/min, ma i clienti potevano richiedere preparazioni firmate Alpina o Schnitzer in grado di spingere la potenza fino a 240 CV grazie all'adozione di un compressore. La trasmissione affida la trazione posteriore a un cambio manuale a cinque marce abbinato al differenziale BMW, disponibile con rapporto corto o lungo a seconda dell'uso, più sportivo o più stradale, richiesto dal committente.

Potenza

Da 170 a 240 CV a seconda dell'allestimento (standard, Alpina, Schnitzer)

Telaio, pesi e dinamica di guida

La Grand-Prix eredita dalla Type 55 l'impostazione tecnica di base, con una struttura a trave centrale e traliccio multitubolare in acciaio, ma la alleggerisce ulteriormente: il peso complessivo si ferma a circa 960 kg, circa 70 kg in meno rispetto alla Type 55, con una distribuzione dei pesi vicina al 45% sull'anteriore e 55% sul posteriore. Le sospensioni a doppio triangolo, con barre antirollio e gruppi molla-ammortizzatore dedicati, regalano un comportamento dinamico descritto come estremamente coinvolgente, con una maneggevolezza che valorizza il rapporto peso/potenza favorevole.

Velocità massima

200 km/h (versione 170 CV)

Rarità e mercato del collezionismo

Costruita in appena tre esemplari, la Grand-Prix rappresenta uno dei capitoli più esclusivi della storia di De la Chapelle. La sua rarità, unita alla cura artigianale della lavorazione e al fascino della linea ispirata alle Bugatti da competizione degli anni Venti, ne fa un oggetto ambito da collezionisti specializzati in fuoriserie e repliche di alta gamma, più che un'auto pensata per l'uso quotidiano.

Le generazioni della Grand-Prix

  • Grand-Prix (1992 - 1995 circa) — Unica serie prodotta, disponibile con motore BMW da 170 CV in configurazione standard oppure preparato da Alpina o Schnitzer fino a 240 CV. Prodotta in soli 3 esemplari, non ha avuto ulteriori evoluzioni successive.

Domande frequenti sulla Grand-Prix

Quanti esemplari di De la Chapelle Grand-Prix sono stati costruiti?

Ne sono stati realizzati soltanto 3, il che rende la Grand-Prix uno dei modelli più rari mai prodotti da De la Chapelle.

Che motore monta la De la Chapelle Grand-Prix?

Un sei cilindri in linea BMW da 2.994 cc con 12 valvole, disponibile in versione standard da 170 CV oppure preparato da Alpina o Schnitzer fino a 240 CV.

In cosa differisce la Grand-Prix dalla Type 55 di De la Chapelle?

La Grand-Prix è una versione più sportiva ed essenziale della Type 55: rinuncia a paraurti e portiere, è più leggera di circa 70 kg e privilegia una linea più tesa, pensata per uno spirito di guida più corsaiolo.

Chi ha disegnato la carrozzeria della Grand-Prix?

Il designer lionese Bertrand Barré, chiamato da De la Chapelle per ampliare la gamma dei modelli ispirati alla Bugatti Type 55 a partire dal 2+2 Tourer del 1990.

Fonti

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