Scheda modello

De la Chapelle Roadster

Un roadster a motore centrale-posteriore firmato dallo studio Barré Design di Lione, nato nel 1996 come tentativo di De la Chapelle di affiancare alle repliche in stile Bugatti un modello tutto originale con meccanica Peugeot.

Assistente Carzaa AIQuale Roadster fa per te?

Chiedi all'AI se la Roadster — nuova o usata — è la scelta giusta per budget, uso e allestimento.

Nessuna registrazione richiesta. Le risposte sono generate da un'intelligenza artificiale: sono indicative e possono contenere errori, verifica sempre con il concessionario. Scrivendo in chat accetti il trattamento dei dati secondo la privacy policy.

Perché sì

  • Peso contenuto, tra 780 e 900 kg a seconda della versione, per un rapporto peso/potenza molto favorevole
  • Motore centrale-posteriore e trazione posteriore per un comportamento dinamico da vera sportiva
  • Meccanica basata su componenti PSA diffusi, teoricamente più semplici da reperire rispetto a un'esotica
  • Prestazioni brillanti, con 0-100 km/h in meno di 6 secondi nella versione più potente
  • Realizzazione artigianale con telaio tubolare in acciaio e parti in alluminio

Da valutare

  • Rarità estrema: solo tre o quattro esemplari del prototipo originale furono effettivamente completati
  • Progetto di industrializzazione mai concluso, nonostante trattative con partner in Cina, India e Inghilterra
  • Carrozzeria e componenti specifici praticamente introvabili sul mercato dei ricambi
  • Scarsa documentazione su affidabilità e tenuta nel tempo, vista la produzione limitatissima
  • Valore e liquidabilità sul mercato dell'usato difficili da stimare per l'assenza di un mercato strutturato

In sintesi

Segmento
Roadster artigianale a tiratura limitatissima
Carrozzeria
Roadster 2 posti, scocca in vetroresina su telaio tubolare
Anni di produzione
Dal 1996 (prototipi), poi su ordinazione fino ai primi anni 2000
Layout meccanico
Motore centrale-posteriore, trazione posteriore
Motorizzazioni
4 cilindri PSA 2.0 da 135-167 CV o V6 PSA 3.0 da 210 CV
Peso
Da 780 a 900 kg a seconda della versione
0-100 km/h
Meno di 6 secondi nella versione più potente
Velocità massima
Oltre 230 km/h
Esemplari costruiti
3-4 prototipi originali, poi produzione su commissione

Dopo quasi due decenni dedicati alle repliche ispirate alla Bugatti Type 55 con meccanica BMW, negli anni Novanta De la Chapelle prova a scrivere un capitolo diverso della propria storia. Il marchio, guidato allora dal designer Bertrand Barré che ne aveva rilevato il controllo dopo il fallimento del 1993, mette a punto un roadster interamente inedito, pensato per affiancarsi alle sportive leggere inglesi dell'epoca. Il progetto raggiunge una notorietà relativa, ma resta segnato da un destino travagliato che ne impedisce la trasformazione in un'auto di serie.

Un debutto al Mondial di Parigi

Il Roadster viene svelato in anteprima al Mondial de l'Automobile di Parigi nell'ottobre 1996, all'interno dello stand De la Chapelle fino ad allora noto soprattutto per le sue interpretazioni in chiave BMW della Bugatti Type 55. Il disegno porta la firma dello studio Barré Design di Lione, mentre il primo esemplare viene equipaggiato con il quattro cilindri Peugeot 405 Mi16 da 160 CV, montato in posizione centrale-posteriore e trasversale.

Il telaio della prima vettura viene messo a punto da Jacques Hubert, tecnico con un passato in René Bonnet e Matra, mentre dal terzo prototipo in avanti il progetto passa nelle mani di Philippe Belou, già attivo in Venturi e nelle Automobiles Rondeau. Un quarto esemplare, rimasto incompiuto, avrebbe dovuto ricevere lo stesso propulsore V6 utilizzato dalle Venturi.

Motorizzazioni

4 cilindri PSA 2.0 da 135-167 CV o V6 PSA 3.0 da 210 CV

Meccanica leggera con cuore Peugeot

La struttura è un telaio tubolare in acciaio con elementi in alluminio, rivestito da una carrozzeria in vetroresina pensata per contenere il peso complessivo tra 780 e 900 kg a seconda della motorizzazione scelta. Le sospensioni indipendenti, i freni a disco su tutte e quattro le ruote e lo sterzo diretto puntano dichiaratamente a un piacere di guida vicino a quello delle roadster leggere inglesi.

  • 4 cilindri 2.0 litri 16 valvole PSA da 135 CV con cambio a 5 marce
  • 4 cilindri 2.0 litri 16 valvole PSA da 167 CV con cambio a 6 marce
  • V6 3.0 litri PSA da 210 CV con cambio a 5 marce

Con la motorizzazione più potente il Roadster dichiara un 0-100 km/h in meno di 6 secondi e una velocità massima superiore ai 230 km/h su pista, prestazioni di assoluto rilievo per un'auto di questo peso e di questa epoca.

Velocità massima

Oltre 230 km/h

Un'industrializzazione mai arrivata

Il piano originario prevedeva l'avvio di una produzione vera e propria entro il 1998, ma i tempi si allungano progressivamente e il traguardo non viene mai raggiunto. Nel corso degli anni De la Chapelle cerca più volte un partner industriale in grado di sostenere i costi: si susseguono contatti con investitori in Cina, un accordo con un imprenditore indiano naufragato dopo la sua scomparsa improvvisa, e un interesse del costruttore inglese Reliant che si spegne con lo scoppio della bolla internet nel 2000.

Al termine di questo percorso solo tre o quattro esemplari del prototipo originale vengono effettivamente completati nell'officina di Brignais, vicino Lione, mentre negli anni successivi il modello resta comunque presente a listino come vettura costruibile su ordinazione, con le sigle commerciali LWR1, LWR2, GT4.6R e GT6.5R e prezzi compresi indicativamente tra 36.000 e 50.000 euro.

Anni di produzione

Dal 1996 (prototipi), poi su ordinazione fino ai primi anni 2000

Un'auto quasi introvabile oggi

Proprio per la sua storia produttiva così frammentata, il Roadster resta uno dei capitoli meno conosciuti della De la Chapelle, oscurato sia dalla fama delle repliche in stile Bugatti sia, più di recente, dalla Atalante V8 con cui il marchio ha rilanciato la propria immagine. Trovarne un esemplare sul mercato dell'usato è un'eventualità rarissima, riservata più al collezionismo di nicchia che a una compravendita ordinaria, e qualsiasi valutazione andrebbe condotta caso per caso verificando storia e provenienza specifica della vettura.

Le generazioni della Roadster

  • Prototipo originale (1996-1998) — Presentato al Mondial de l'Automobile di Parigi nell'ottobre 1996, il primo esemplare montava il 4 cilindri Peugeot 405 Mi16 da 160 CV in posizione centrale-posteriore trasversale, su un telaio firmato da Jacques Hubert. Vennero realizzati complessivamente tre o quattro esemplari, con soluzioni meccaniche differenti tra loro, prima che il progetto di industrializzazione si arenasse per ragioni finanziarie.
  • Versione a catalogo su ordinazione (dai primi anni 2000) — Con le sigle commerciali LWR1, LWR2, GT4.6R e GT6.5R, il Roadster restò disponibile su commissione con motori PSA a scelta tra il 2.0 litri da 135 o 167 CV e il V6 3.0 da 210 CV, a prezzi indicativi tra 36.000 e 50.000 euro. Rimase un prodotto artigianale costruito a Brignais, mai trasformato in una vera produzione industriale nonostante i ripetuti tentativi di trovare un partner internazionale.

Domande frequenti sulla Roadster

Quanti esemplari sono stati costruiti della De la Chapelle Roadster?

Del prototipo originale presentato nel 1996 sono stati completati solo tre o quattro esemplari. Il modello è poi rimasto a catalogo come vettura costruibile su ordinazione, ma senza mai diventare una vera produzione di serie.

Che motore monta la De la Chapelle Roadster?

Utilizza meccanica di origine Peugeot: un 4 cilindri 2.0 litri 16 valvole da 135 o 167 CV, oppure un V6 3.0 litri da 210 CV, montati in posizione centrale-posteriore con trazione al retrotreno.

La Roadster è la stessa cosa della De la Chapelle Type 55?

No. La Type 55 è la storica replica in stile Bugatti con motore BMW che ha lanciato la rinascita del marchio nel 1975, mentre il Roadster, nato nel 1996, è il primo progetto interamente originale di De la Chapelle, con meccanica Peugeot e un disegno non ispirato a nessuna vettura storica.

Perché il Roadster non è mai entrato in produzione di serie?

Il piano industriale, inizialmente previsto per il 1998, si è più volte arenato per mancanza di un partner finanziario stabile: i contatti avviati in Cina, India e Inghilterra non si sono mai concretizzati, e alla fine ne sono stati realizzati solo pochi esemplari artigianali.

È facile trovare una De la Chapelle Roadster usata?

No, è un'eventualità estremamente rara data la produzione limitatissima. Chi fosse interessato deve rivolgersi al circuito del collezionismo specializzato in vetture artigianali francesi piuttosto che al mercato dell'usato tradizionale.

Fonti

Roadster verificate

Vedi gli annunci Roadster

Su Carzaa pubblicano solo concessionari professionali verificati. Confronta Roadster nuove e usate e richiedi il report Carfax sui dealer premium.